Calprotectina
CALPROTECTINA
DISTURBI FUNZIONALI INTESTINALI o PATOLOGIE INTESTINALI ?
DISTURBI FUNZIONALI INTESTINALI o PATOLOGIE INTESTINALI ?
L’intestino è l’organo più affaticato e sottoposto ad un intenso lavoro per gestire, digerire e assorbire gli alimenti ingeriti ogni giorno.
L’intestino è un organo che noi custodiamo all’interno dell’addome, ma il cibo fino a quando resta all’interno del tubo intestinale è ESTERNO A NOI. Noi non mangiamo le Calorie, ma le molecole contenute all’interno di ogni singolo alimento. Noi possiamo controllare l’entrata del cibo comandando la nostra mano nella scelta degli alimenti e nel portare il cibo dal piatto alla bocca. Possiamo anche comandare l’uscita del cibo dal nostro intestino decidendo quando andare in bagno. Ma non abbiamo alcuna possibilità di intervento quando il cibo è e resta all’interno del tubo intestinale. Il cibo è svincolato dalla nostra volontà. Quindi è di primaria importanza saper scegliere il cibo che ingeriamo ogni giorno per assicurare igiene e benessere intestinale. La salute nasce dall’intestino.
SICUREZZA ALIMENTARE – SICUREZZA NUTRIZIONALE
L’attuale modello di produzione agraria e la tecnologia alimentare tendono a produrre alimenti in modo intensivo ed estensivo, utilizzando varietà vegetali e animali con la massima resa in quantità. Inoltre si usano varie categorie di additivi chimici finalizzati ad esalate le proprietà organolettiche degli alimenti (sapore, colore, consistenza…).
Si ha un netta separazione tra la produzione agro-alimentare, la tecnologia alimentare e il consumo degli alimenti con il risultato che non sempre il cibo ingerito è “sicuro e adatto al nostro intestino”. Occorre assicurare anche al sicurezza nutrizionale degli alimenti, oltre alla sicurezza alimentare.
Per sicurezza nutrizionale intendo un alimento composto da molecole naturali compatibili con la funzione intestinale del nostro organismo.
La sicurezza alimentare è l’assenza di inquinanti chimici, fisici, microbiologici.
La attuale legislazione assicura il controllo della sicurezza alimentare, ma non interviene sulla sicurezza nutrizionale. Da anni agisco, intervengo in Congressi Scientifici e nelle Commissioni parlamentari al fine di introdurre regole sulla sicurezza nutrizionale. Il parlamento europeo ha intrapreso iniziative legislative sulla sicurezza nutrizionale, ma ancora siamo indietro. Faccio due esempi di sicurezza nutrizionale affinché il mio pensiero possa essere più chiaro. Una persona può anche scegliere di mangiare pane biologico, quindi pensare di avere il massimo della sicurezza alimentare, indenne da inquinanti, ma se il grano utilizzato per produrre farina per il pane è una varietà moderna ricca di proteine e quindi di glutine, questo pane biologico non ha la sicurezza nutrizionale perché contiene una alta dose di glutine in grado di generare patologie sui villi intestinali.
Senza arrivare al morbo celiaco, si può avere la sindrome gluten sensitivity, che interessa un numero sempre più grande di persone di ogni sesso e ed età : una persona ogni 20 può essere colpita dalla gluten sensitività (invito a leggere mio intervento su questo sito sulla gluten sensitivity). La persona non ha positivi gli anticorpi anti-gliadina, anti endomisio, anti- transglutaminasi, ma ha la stessa sintomatologia della celiachia.
La agricoltura biologica DEVE ASSICURARE LA SICUREZZA NUTRIZIONALE utilizzando varietà vegetali e animali compatibili con il nostro intestino e organismo.
FUROSINA NELLA PASTA e CASEINA
Nella pasta oltre alla varietà di grano occorre eliminare la presenza di FUROSINA, che si forma durante la lavorazione della pasta quando si usano tecniche specifiche di lavorazione. La FUROSINA è tossica quanto il glutine sui villi intestinali, pur avendo una azione fisiopatologica diversa. La furosina è una glicoproteina che oltre a danneggiare la permeabilità e assorbimento intestinale dei nutrienti alimentari può svolgere una azione aggressiva sull’endotelio delle pareti arteriose predisponendo le basi per lo sviluppo della aterosclerosi. Tutti concentrati sul colesterolo, pochi conoscono gli effetti delle glicoproteine (AGE’s) sulla formazione della placca ateromatosa.
Non esiste alcuna etichetta alimentare in cui è scritta la dose di glutine e di furosina.
Un altro esempio di sicurezza nutrizionale è l’eccesso di caseina nel latte e nei formaggi. Questi sono solo alcuni esempi di SICUCERAZZA NUTRIZIONALE.
Quindi noi possiamo e dobbiamo mangiare alimenti sicuri da inquinamento chimico, fisico, microbiologico, ma dobbiamo avere tutte le necessarie informazioni sulla sicurezza nutrizionale degli alimenti.
Occorrono interventi legislativi in Europa e in Italia. Siamo nel 2011 e la ricerca scientifica è in grado di fornire tutte le informazioni necessarie all’industria e alla agricoltura.
Quindi il nostro sistema gastro – enterico non riesce più a gestire gli alimenti e le molecole alimentari introdotte con la giornaliera alimentazione. Per verificare lo stato di salute dell’ intestino e realizzare subito una separazione diagnostica tra disturbi funzionali e gravi patologie intestinali, consiglio di eseguire la ricerca della calprotectina nelle feci.
Parlatene con il vostro medico.
CALPROTECTINA A COSA SERVE ?
E' un esame eseguito per la diagnosi di malattie infiammatorie e tumori di grado avanzato dell'intestino. In tal caso, infatti, i livelli di calprotectina (una proteina) nelle feci risultano notevolmente elevati. La calprotectina fecale è una proteina presente in alcuni globuli bianchi (granulociti e monoliti), che viene prodotta in grossa quantità in caso di morbo di Crohn (malattia infiammatoria cronica dell'intestino), tumori dello stomaco e dell'esofago, enterocolite (infiammazione delle mucose intestinali, frequentissima nei bambini, ma comune anche negli adulti) di origine infettiva o tossica, esofagite (infiammazione dell'esofago, che è il "tubo" che collega la bocca allo stomaco), diverticolite (processo infiammatorio soprattutto a carico del colon, in particolare discendente e sigma) ed altre gravi malattie dell'apparato digerente
VALORI DI RIFERIMENTO
leggermente variabili da laboratorio a laboratorio, per quanto riguarda l'adulto sono indicativamente compresi nei seguenti limiti:
Negativo < 50 mg/Kg
Debolmente positivo > 50 - 100 mg/Kg
Positivo > 100 mg/Kg
NOTA: in età pediatrica il valore cut-off di 50 mg/Kg di feci è valido a partire dai 4 anni. Nei bambini di età inferiore, così come negli anziani, i valori normali sono nettamente più elevati
PREPARAZIONE ALL'ESAME
non è richiesto il digiuno. Astenersi da attività fisiche pesanti nei due giorni che precedono il test. Evitare di sottoporsi al dosaggio della calprotectina nelle feci durante il periodo mestruale o in presenza di situazioni emorragiche intestinali (ad esempio in presenza di emorroidi). In vista dell'esame sospendere la terapia con farmaci anti-infiammatori non steroidei (inclusa l'aspirina) ed inibitori dell'acidità gastrica. Ll'analisi di campioni fecali può essere eseguita anche in giorni consecutivi per avere la massima attività diagnostica.
Le feci devono essere raccolte con il cucchiaino normalmente presente nei comuni contenitori in commercio in quantità pari ad una noce. In caso di consegna tardiva al laboratorio il campione può essere conservato in un luogo fresco (2-8 °C) per un massimo di 48 ore. Per conservazioni maggiori alle 48 ore congelare il campione a -20 °C.
CALPROTECTINA FECALE ELEVATA
aumenti consistenti della calprotectina nelle feci si riscontrano soprattutto nelle malattie infiammatorie croniche dell'intestino (rettocolite ulcerosa, Morbo di Crohn, gluten sensitivity) ed in neoplasie del tratto gastroenterico di grado elevato.
La calprotectina fecale non è invece aumentata nelle persone con patologie non organiche, spesso di tipo funzionale, come la sindrome del colon irritabile, reflusso gastro esofageo, stipsi, meterorismo, diarrea…
Può invece aumentare in patologie di carattere infiammatorio, acuto o cronico, comunque circoscritte al tratto digerente, come malattie peptiche, esofagiti, diverticoliti ed enterocoliti infettive.
L'eliminazione di calprotectina nelle feci è inoltre un buon marcatore di recidiva nei soggetti affetti da malattie infiammatorie intestinali, dato il suo maggior incremento nelle fasi clinicamente attive della malattia.
Con valori elevati di calprotectina fecale è necessario eseguire ulteriori indagini diagnostiche, compresi esami invasivi come ad esempio la colonscopia e la ileoscopia con esame istologico o l'ecografia dell'addome.
Il fatto che le concentrazioni fecali di calprotectina risultino aumentate nelle neoplasie del tratto gastro-intestinale, in particolare nel cancro colo-rettale, giustifica la maggior affidabilità della calprotectina fecale come test di screening, rispetto alla messa in evidenza di sangue occulto nelle feci.
CALPROTECTINA FECALE BASSA
elevata possibilità che non esistano patologie organiche intestinali e che eventuali disturbi di carattere siano riconducibili alla sindrome dell'intestino irritabile, ad altre patologie funzionali o celiachia.
Prof. PIER LUIGI ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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