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Check Up prevenzione oncologia

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Check Up Marker Tumorali

 

Markers tumorali


Scrivo alcune riflessioni che la mia esperienza clinica trentennale mi ha insegnato. Con il passare degli anni occorre conoscere e gestire il proprio stato di salute senza delegare solo ai farmaci e ai medici. ciò che possiamo fare con la nostra volontà e conoscenza. Chiamo questa condizione mentale: medicina della consapevolezza.
Le patologie degenerative croniche( aterosclerosi….), dismetaboliche( diabete mellito tipo “, sindrome metabolica…) possiamo gestirle e curarle con ottimi risultati.
Le patologie neoplastiche vanno prevenute o diagnosticate in fase precoce. Riporto ora valutazioni e scelte diagnostiche sulla utilità di eseguire attraverso un esame del sangue la ricerca di markers tumorali presenti e circolanti nel sangue. I marcatori tumorali sono tutte quelle sostanze (molecole) capaci di darci un segnale di presenza e di sviluppo di un tumore per lo più maligno all’interno del nostro organismo. Possono passare anni con un silenzio biologico,senza accusare alcun sintomo mentre il tumore maligno si sta sviluppando dentro di noi!
Occorre avere il “polso” dello stato della nostra salute ogni momento. Questa è la medicina della consapevolezza. Senza entrare in paranoia, dobbiamo quindi conoscere ciò che succede all’interno del nostro organismo. I marcatori tumorali ci aiutano, ci orientano nella prevenzione oncologica. Il dosaggio dei marcatori consente di evidenziare differenze tra normali e i pazienti con tumore e di descrivere particolari atteggiamenti e andamento clinico della neoplasia. La comune pratica clinica ha conferito molta importanza soprattutto a quei marcatori che vengono immessi nell’ambiente extra cellulare, ovvero ai marcatori determinabili mediante un semplice prelievo di sangue o di liquido biologico (esempio urina) e capaci di rilevare a distanza la presenza o il comportamento di una neoplasia maligna. Nella pratica clinica i markers tumorali hanno assunto un significato applicativo rilevante in quanto facilmente determrinabili con metodiche di laboratorio diffuse in ogni ospedale o centro privato.
Devo precisare che tuttora non è noto alcun marcatore strettamente specifico per una sola condizione tumorale. La cellula tumorale è biochimicamente molto simile alla cellula normale e i cosidetti marcatori tumorali circolanti e presenti nel sangue non possono essere considerati esclusivi della comparsa e sviluppo di un tumore maligno. Pertanto l’impiego dei markers tumorali circolanti nel sangue vanno interpretati come un segnale di neoplasia basato su di una valutazione di tipo QUANTITATIVA e PROBABILISTICA.
Le neoplasie più estese producono i livelli più elevati di markers tumorali. Pertanto non è scientificamente corretto considerare il dosaggio dei soli marcatori tumorali per effettuare la diagnosi precoce e oppure usare i markers come screening di neoplasie. I marcatori tumorali vanno quindi considerati come una utile integrazione diagnostica e non come indicatori assoluti di neoplasie maligne.
Concludo affermando che io eseguo su di me ogni sei mesi alcuni markers tumorali e consiglio a chi legge lo stesso comportamento.
Il valore dei vari markers può essere monitorato nel tempo, cosiccchè brusche significative variazioni nei valori di un o più markers tumorali possono orientarci ad approfondire con ulteriori indagini cliniche.
Ricordo che gli screening di prevenzione oncologica validati e da farsi senza alcuna incertezza sono: mammografia (evidenzio che l’eccesso di massa grassa addominale nelle donne è un fattore di rischio per carcinoma mammario), pap-test, ricerca sangue occulto nelle feci.
Riporto tabella riassuntiva di interventi da attuare con il proprio medico di fiducia per realizzare una reale ed efficace prevenzione oncologica.

Indagini diagnostiche

I marcatori tumorali  circolanti nel sangue  si dividono in:
1. Antigeni tumore-associati: sono antigeni evidenziati con anticorpi ottenuti per immunizzazione con tumori o estratti tumorali:
CEA: antigene carcino-embrionario. E’ legato alla proliferazione dell’epitelio ghiandolare. Risulta aumentato in corso di tumori del colon, neoplasie epiteliali del tratto digerente e delle ghiandole annesse, dell’apparato urogenitale, della mammella, dell’apparato respiratorio oltre che nelle malattie infiammatorie degli apparati digerente e respiratorio. E’ utile per il monitoraggio del trattamento antineoplastico ed il follow up nei pazienti trattati. In questo caso si ripete il dosaggio del CEA ogni 3-6 mesi.
fetoproteina: è una glicoproteina prodotta dal fegato durante la vita fetale; ricompare per proliferazione degli epatociti in corso di rigenerazione epatica oppure per epatocarcinoma, tumori delle cellule germinali di testicolo e ovaio e teratocarcinomi. E’ utile il monitoraggio dell’fetoproteina nei pazienti con cirrosi epatica, insieme all’ETG epatica per la diagnosi precoce dell’epatocarcinoma.

2. Citocheratine: TPA o antigene polipeptidico tissutale che aumenta in corso di tumore epiteliali del tratto digerente, genitourinario, della mammella, del polmone e della tiroide ed il CYFRA 21.1 che aumenta per carcinomi epidermoidi, adenocarcinomi, microcitomi polmonari ed altre neoplasie.

3. Marcatori mucinici: sono glicoproteine presenti nelle secrezioni del cavo orale, dello stomaco, del grosso intestino, degli apparati respiratorio e genitale. Aggiungono il circolo se vi è inversione della polarità della cellula. Il CA125 aumenta per carcinomi ovarici e dell’apparato genitale, endometriosi ovariche e peritonite. Il CA19.9 aumenta in corso di carcinomi del pancreas, del colon, dello stomaco, della via biliare. Presenta una alta sensibilità diagnostica per le neoplasie del pancreas. Il CA15.3 e l’MCA (mucinous like cancer Ag) aumentano in corso di carcinoma mammario. Le concentrazioni risultano correlate con lo stadio della malattia. L'MCA aumenta anche per tumori del colon, delle vie urinarie e dell’ovaio.


4. Marcatori del gruppo degli ormoni:

Gonadotropina corionica (HCG), secreta dalla placenta, è un marcatore efficace del coriocarcinoma, avendo un significato diagnostico al di fuori della gravidanza. L’unica malattia con cui si pone la diagnosi differenziale è la mola vescicolare.  E’ un buon marker anche per i tumori germinali del testicolo.
Calcitonina: secreta dalle cellule parafollicolari della tiroide, è un marcatore del carcinoma midollare della tiroide.
Catecolamine e metaboliti: acido vanilmandelico e omovanillico (dosabili nelle urine) che aumentano per feocromocitoma e neuroblastoma.


5. Marcatori appartenenti al gruppo degli enzimi:

PSA, antigene prostatico specifico: è una serinproteasi che mantiene fluido il liquido seminale. I valori normali sono al di sotto dei 4 ng/mL. In caso di ipertrofia prostatica benigna si osservano in genere valori superiori a 10 ng(mL; in caso di adenocarcinoma sono al di sopra di 20 ng/mL. Insieme all’esplorazione rettale ed all’ecotomografia transrettale, il dosaggio del PSA è utile nel porre la diagnosi di neoplasia prostatica oltre che nel follow up del paziente.
Fosfatasi acida prostatica, PAP: non essendo la sua sintesi ormono-dipendente, al contrario del PSA, rimane un marcatore valido di adenocarcinoma prostatico nei pazienti in trattamento con antiandrogeni.
NSE, enolasi neurone specifica: enzima glicolitico prodotto da neuroni e cellule neuroendocrine, (v.n. <10 ng/mL), aumenta per neuroblastoma, tumori APUD, microcitoma.
TK, timidina chinasi: aumenta per neoplasie del sistema linfatico, leucemia linfatica cronica ma anche infezioni virali, deficit di vitamina B12, terapia con antifolici.
Fosfatasi alcalina: origina dagli osteoblasti, dalla mucosa epatobiliare ed intestinale e dalla placenta. Aumenta per lesioni primitive e secondarie dell’osso e del fegato, iperparatiroidismo primitivo o secondario, adenoma o carcinoma delle paratiroidi. Per la d.d. tra metastasi ossee ed epatiche è utile il dosaggio della 5’nucleotidasi e della leucinaminopeptidasi che aumentano per metastasi epatiche e di idrossiprolinuria e calciuria che aumentano invece per metastasi ossee.
LDH, latticodeidrogenasi: aumenta per leucemia linfoblastica acuta, linfomi, carcinomi del testicolo, neuroblastomi, sarcoma di Ewing e versamenti di origine neoplastica.
Lisozima: contenuto nei lisosomi dei granulociti e dei monociti, aumenta per leucemia acuta monoblastica e mieloblastica.


6. Prodotti differenziati del metabolismo della cellula neoplastica:

Tireoglobulina: aumenta per neoplasie della tiroide differenziate.
Ferritine, proteine sintetizzate normalmente da fegato, milza e midollo osseo, aumentano per tumori del sistema emopoietico, del polmone, del fegato e della mammella.
2microglobulina: aumenta per linfomi, tumori di polmone, mammella e fegato.
Proteine monoclonali: aumentano per mieloma, macroglobulinemia e malattia delle catene pesanti.


MAMMELLA

 
 

CA 72.4

TPA

CEA




PROSTATA

PAP

PSA

PSA libero


STOMACO

CA 19.9

Ca 72.4

CEA

TPA




TESTA –COLLO- ESOFAGO

SCC

TPA

CEA


VIE BILIARI

CA 19.9

COLON RETTO

CEA

CA 19.9

Ca 72.4

TPA


TIROIDE

hTg

CT

CEA

TPA





NEOPLASIE EPATICHE

FP



NEOPLASIE TESTICOLARI E OVARICHE

FP



LINFOMI

TK

 

ADENOCARCINOMA RENALE

CA 19.9

CA 549


NEOPLASIE VESCICALI

UBC




NEOPLASIE NEUROENDOCRINE

Cg A


  
PANCREAS NON ENDOCRINO

Antigeni oncofetali

antigeni carcinoembrionario CEA
antigeni pancreatico oncofetale POA
antigeni associato al cancro pancreatico PCAA

Enzimi

Ribonucleasi acida specifica policitidilica
Isoenzioma galattosil-transferasi II

Antigeni rilevabili con anticorpi monoclonali

classici: Ca19.9 (GICA), CA50
nuovi: Ag17.5, Ag8.15, Ag7.13




  NEOPLASIE POLMONARI

marker

tipo neoplasia

CEA

tutti i tipi di ca., tra il 50 e 60% in caso di adenocarcinoma. 

Enolasi neuronospecifica NSE

Microcitoma

CYFRA 21.1 (citocheratina 19)

sensibilità tra 40 e 80% in caso di ca. spinocellulare

2microglobulina

prodotti differenziato del metabolismo della cellula neoplastica

ferritina, zinco, rame, antigene polipeptidico tissutale TPA

aspecifici, indice di aumentato turn-over cellulare



INDAGINI STRUMENTALI



ENDOSCOPIA GASTRICA

COLONSCOPIA

ECOGRAFIA FEGATO ORGANI ADDOMINALI

ECOGRAFIA TIROIDEA

ECOGRAFIA PROSTATA (con biopsia )

MAMMOGRAFIA

PAP TEST

RADIOGRAFIA TORACE

Altre indagini diagnostiche radiologiche ( programmate con medico specialista


Come prevenire a tavola i tumori


Il rapporto tra alimentazione e tumori è complesso e difficile da definire, perché il tumore può impiegare molti anni a svilupparsi e può essere causato da fattori diversi. L'associazione tra nutrienti alimentari e il rischio di cancro non sarà, con buona probabilità, mai del tutto chiarita, tuttavia si possono apportare semplici cambiamenti nella dieta, basati sulle conoscenze scientifiche, che già abbiamo per conseguire benefici considerevoli.  Va ricordato che 60% dei tumori delle donne ed il 40% nei maschi  possono essere attribuiti a cause alimentari ed un terzo dei tumori potrà essere prevenuto con modifiche dell'alimentazione alla portata di tutti.                           Ricerche scientifiche hanno evidenziato l'influenza del cibo sui nove tumori più diffusi.
Colon: il tumore di questo tratto intestinale viene favorito da una alimentazione molto ricca in grassi animali saturi, i quali modificano la microfauna batterica intestinale e il catabolismo degli acidi biliari, facilitando così l'insorgenza del tumore, tanto più se è assente la giusta dose di fibre alimentare (frutta, verdura, alimenti integrali).
Stomaco: il tumore gastrico viene favorito da alimentazione povera di proteine e di vegetali freschi e molto ricca di carboidrati, fattori che comportano una maggiore produzione di nitrosocomposti. Questi cancerogeni possono venir limitati nella loro azione dall'ingestione contemporanea di alte dosi di vitamina C. Un uso eccessivo di sale da cucina, alcool e grigliate di carne sono altri fattori favorenti
Mammella: il tumore alla mammella è più frequente nelle donne che hanno un tipo di alimentazione ricca di grassi animali i quali stimolano la perossidazione lipidica e la sintesi di prostaglandine, con attivazione di numerosi cancerogeni. L'obesità  e una dose eccessiva di alcool sono nocivi.
Prostata: cibi ricchi di grassi animali modificano l'equilibrio ormonale e immunitario favorendo il cancro alla prostata
Polmone: porzioni giornaliere di frutta e verdura contribuiscono ad azione preventiva; il fumo di sigaretta e un ambiente di lavoro e di vita  sono fattori di rischio ormai ampiamente dimostrati.
Fegato: L'alcool è una molecola tossica quando assunta in dosi eccessive; i cibi contaminati da inquinanti chimici e microbiologici sono causa di comparsa del tumore, così i virus responsabili dell'epatite B e C.
Bocca e gola: Dosi giornaliere di frutta e verdura esercitano con i loro nutrienti azione protettiva, mentre alcool e grigliate di carne possono agire nel favorire la comparsa della neoplasia. Fumo e tabacco masticato sono fattori aggressivi.
Collo dell'utero: L'obesità, papilloma virus, fumo sono cause di sviluppo del tumore.
Esofago: Fumo e alcool sono cause di  comparsa del tumore, mentre dosi generose giornaliere di frutta e verdura svolgono azione preventiva


Questa considerazione evidenzia gli effetti della alimentazione sui nove più diffusi tipi di tumore, nonché  invitano ad un esame del proprio stile di vita.
Le raccomandazioni suggerite dalle attuali ricerche scientifiche per realizzare una efficace alimentazione preventiva contro le più diffuse neoplasie sono:
-    scelta di alimenti di origine vegetale con un'ampia varietà di verdura, fresca, legumi,
     alimenti amidacei(cereali in chicchi o sottoforma di pane integrale, pasta, polenta)
     oltre a radici  e tuberi;
mantenere il peso forma ed evitare di appesantirsi nell'età adulta (più di 5 Kg);
mantenersi fisicamente attivi per tutta la vita;
-    mangiare almeno cinque porzioni al giorno tra frutta fresca di stagione  e verdura, 
basare l'alimentazione quotidiana su cereali e legumi, che non abbiano subito importati ricorrendo solo saltuariamente alle patate;trattamenti industriali, evitando il più possibile farine e zuccheri raffinati;
evitare le bevande alcoliche, o limitarsi a due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne;
limitare l'uso abituale di carne rossa, preferendo il pesce alternanto con carni bianche o selvaggina;
limitare il consumo di grassi di origine animale per condimento, preferendo olio extravergine di oliva;
evitare il più possibile il consumo di cibi conservati sotto sale, limitando l'uso anche per cucinare o per condire, preferendo erbe aromatiche;
conservare sempre i cibi deteriorabili in frigorifero;
attenzione alla pericolosità di certi additivi alimentari, come ai residui di diserbanti ed insetticida.
evitare il consumo abituale di carne o pesci cotti ad elevata temperatura, alla griglia o affumicati;
per chi segue queste raccomandazioni ogni integratore alimentare o supplemento vitaminico è inutile.

Noi siamo ciò che mangiamo. Dalla scelta del cibo quotidiano nasce la salute o la malattia del nostro corpo. La salute del corpo e della mente sta nel piatto: il cibo no è solo una somma di calorie e nutrizione, ha anche un profondo valore emotivo e simbolico.
     Il cibo è la migliore medicina naturale per prevenire malattie degenerative e tumori. Con questi pensieri e sulla base della mia esperienza di medico ho ritenuto opportuno scrivere alcune riflessioni per un'azione di educazione nutrizionale per aiutare il nostro organismo a prevenire i tumori


Prof. PIER LUIGI  ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica  Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70