Home >> News >> Alimentazione news >> I minerali della pressione

I minerali della pressione

Stampa Stampa |Categoria Altre news di questa categoria Categoria: Alimentazione news

Scrivo un testo per evidenziare il ruolo centrale dei minerali nella prevenzione e terapia della pressione arteriosa. Sottolineo il ruolo fisiopatologico che l’eccesso di sodio accompagnato da una netta riduzione di potassio ha nella genesi della pressione arteriosa.Prendere farmaci per curare valori elevati di pressione arteriosa è necessario, ma non sufficiente a guarire dalla ipertensione arteriosa.L’attuale alimentazione è dominata da un eccesso commerciale di sodio, per lo più utilizzato come “sodio nascosto” negli alimenti per esaltare il loro consumo e la loro appetibilità.La salute sta nel piatto e la mano che porta il cibo dal piatto alla bocca condiziona il peso corporeo, la salute e la durata –qualità della nostra vita.Non possiamo solo delegare ai farmaci ciò che possiamo e dobbiamo fare con la nostra volontà e alimentazione.

Pier Luigi Rossi

 
medico


 


 

 

I MINERALI

DELLA PRESSIONE ARTERIOSA


La salute e l’efficienza dell’intero organismo sono dipendenti da 20 minerali, molecole nutrienti essenziali perché l’organismo non riesce a sintetizzarli, deve assumerli ogni giorno attraverso la alimentazione e bevande. I minerali rappresentano ben il 4% del peso corporeo di una persona. Sottovalutati perché non forniscono alcuna caloria, i minerali possiedono un loro misterioso fascino : sono chimicamente uguali ai minerali contenuti in tutte le altre forme viventi, animali e vegetali, sulla crosta terrestre ma anche sulla Luna, Pianeti e nell’intero Universo perché essi si sono “nati” tutti nello stesso tempo della formazione dell’Universo! Noi abbiamo al nostro interno i minerali dei pianeti e degli astri!

Sono quattro i minerali che regolano la pressione arteriosa : potassio, sodio, magnesio e calcio.

In particolare è l’equilibrio tra il sodio e il potassio a creare condizioni di variazione della pressione arteriosa. Questo rapporto è stato considerato vitale in ogni cultura medica dalla occidentale alla cinese alla medicina Ayurveda. L’eccesso di sodio è stato correlato alla ipertensione arteriosa, ma la sola restrizione del sodio non migliora il controllo della pressione arteriosa.

Il potassio deve dominare sulla dose giornaliera alimentare di sodio per ottenere un vero effettivo controllo dei valori pressori

La necessità di questi due minerali è interdipendente: più grande è l’ingestione di sodio nella dieta, più grande sarà la necessità di potassio. La quantità giornaliera consigliata di sodio è di 500 mg al dì. La attuale modello di alimentazione della società occidentale industrializzata arriva a introdurre con il cibo da 5 a 20 grammi al giorno, cioè, fino a 40 volte più della quantità consigliata. Questo enorme aumento di sodio è dovuto al crescente consumo di prodotti alimentari confezionati e arricchiti da sodio nascosto, inserito negli alimenti per esaltare la loro appetibilità.
Il rapporto ottimale tra il consumo di potassio ed il consumo di sodio è 5 a 1, ossia, se si considera un consumo quotidiano di sodio di 500 mg, la nostra necessità minima giornaliera di potassio sarà 2,5 grammi. Con una ingestione quotidiana da 5 a 20 g di sodio, il consumo di potassio giornaliero dovrebbe essere di circa 25 a 100 g ! Il potassio è contenuto soprattutto negli alimenti crudi vegetali, il sodio nei prodotti alimentari confezionati e negli alimenti di origine animale. Quando il sodio domina sul potassio si ha una èprofonda modifica biochimica su tutte le cellule, in particolare sull’endotelio che riveste le pareti interne dei vasi sanguigni: arterie, capillari e vene! La restrizione del sodio mantiene i vasi sanguigni più giovani, riducendo la pressione arteriosa.
In Italia il consumo pro capite di sala da cucina si aggira attorno a 10 grammi al giorno e l’acquisto di sale raffinato da parte dei consumatori cala ogni anno. Però il contenuto di sale o meglio di sodio contenuto negli alimenti processati è cresciuto significativamente. E’ molto importante osservare la presenza del "sodio nascosto" negli alimenti e nei condimenti industrializzati: settantacinque per cento del sale raffinato consumato nel mondo occidentale proviene dagli alimenti processati industrialmente. In alcune zone del mondo a ridotto consumo di sale, l’ipertensione è rara e non aumenta con l’età, diversamente da ciò che avviene nel mondo civilizzato.

 


 

ETICHETTE SODIO NASCOSTO

leggendo le etichette si può individuare il sodio nasciosto sotto vari indicazioni commerciali


SALE da CUCINA o NaCl

aggiunto a tavola o nei cibi conservati.

MONOSODIO GLUTAMMATO (MSG) usato negli scatolami o nei cibi surgelati. Questo sale usato in abbondanza in alcuni ristoranti provoca cefalea, sudorazione

BICARBONATO di SODIO usato come alcalinizzante nelle gastriti, per lievitare biscotti , prodotti da forno

SODIO IDROSSIDO usato per le olive e certi frutti e verdure

SODIO NITRITO usato per la conservazione delle carni e dei salumi

SODIO PROPIONATO usato nei biscotti e pane per inibire la crescita delle muffe.

SODIO SOLFITO usato per decolorare certi frutti e come conservante nella frutta secca.

DISODIO FOSFATO usato nella cottura dei farinacei e nei formaggi, per ottenere pepe verde.

SODIO ALGINATO usato nella cioccolata o nei gelati

SODIO BENZOATO usato come conservante nelle salse o nei condimenti preparati

Per una sana alimentazione è importante controllare le etichette degli alimenti.

- ALTO CONTENUTO di SODIO superiore a 0.4 g /100 g di prodotto (da evitare)

- MEDIO CONTENUTO SODIO da 0.1 a 0.4 g / 100 g di prodotto (da evitare)
- BASSO CONTENUTO SODIO inferiore a 0.1 g / 100 g di prodotto (a

 



IL GUSTO SALATO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

Il sodio contenuto negli alimenti naturali è già sufficiente a coprire tutte le necessità dell’organismo. Invece ogni giorno, in Italia, ciascun adulto ingerisce in media circa dieci grammi di sale da cucina, ovvero quattro grammi di sodio. Il che vuol dire, quasi dieci volte di più di quello fisiologicamente necessario.

Questo non significa che i cibi insaporiti finiscano col far male a tutti. Perché la predisposizione, ovvero il patrimonio genetico, gioca un ruolo cruciale nella vulnerabilità al sodio. Ci sono individui, i cosiddetti sodio-resistenti, che potrebbero tranquillamente ingurgitare il contenuto intero di una saliera, senza che i loro livelli pressori facciano una piega. Altri, i sodio-sensibili, sempre a causa del personale patrimonio di geni, si vedono costretti a sorvegliare l’introito alimentare di sale. Pena: un aumento del rischio di malattie a carico del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni, ritenzioni idriche e incrementi di peso.

Tutto ciò perché il sodio possiede una marcata capacità di restringere il diametro dei vasi sanguigni e di trattenere liquidi. Tanto per capirsi,ad ogni grammo di sodio si attaccano 27 ml d’acqua. Succede questo: l’assunzione di una quantità elevata di sale richiama acqua al di fuori dalle cellule.

Il risultato finale? La comparsa di gonfiori periferici, edemi e ipertensione per aumento del volume di acqua all’interno delle arterie. Ecco perché a chi ha la pressione alta vengono somministrati i farmaci diuretici: per scaricare con l’urina l’esuberante quota d’acqua intrappolata nelle arterie.

Un surplus di sodio nell’alimentazione rallenta lo svuotamento dello stomaco, così all’interno della cavità gastrica si verifica un aumento di pressione, capace di generare reflussi di succhi acidi nell’esofago e senso di gonfiore. E ancora: il sale in eccesso entra in competizione con l’assorbimento del calcio, che finisce per risultare meno assimilato. Le conseguenze sono intuibili: alla lunga, lo scheletro ne risente, privato del suo minerale vitale, e si ritrova più esposto all’osteoporosi.

Ed ecco un altro perfido effetto: un’eccessiva presenza di sale è in grado di causare insonnia, perché, trattenendo acqua, altera il volume delle cellule nervose cerebrali. Non è finita: il sodio, nelle reazioni biochimiche cellulari per la produzione di energia, ingaggia un braccio di ferro con il potassio, provocandone l’eliminazione con l’urina (assieme al magnesio). E tutto ciò scatena stanchezza e diminuita resistenza alla fatica.

E’ davvero molto raro avere un deficit di sodio provocato da un ridotto apporto con gli alimenti nemmeno con le diete a bassissimo contenuto di sale. Un calo drastico si può verificare solo in condizioni di sudorazione estrema o qualora traumi, diarrea cronica o malattie renali producano un’incapacità a trattenere sodio.


 

CONSIGLI PER RIDURRE IL CARICO GIORNALIERO DI SODIO

1) Meno cracker, insaccati e patatine fritte. E’ fondamentale, innanzitutto, costruirsi una cultura della moderazione. Non basta, cioè, dirsi “da domani smetto di aggiungere sale ai miei piatti”, se poi si continua imperterriti ad abbuffarsi di pane e prodotti da forno (come biscotti, cracker, grissini, ma anche merendine e brioche). Sono alimenti che non si considerano come possibili apportatori di sale. E invece ne contengono più di quanto si pensi. Con l’aggravante che si finiscono per mangiare tutti i santi giorni.

E ancora: che senso ha spedire in soffitta la saliera, se poi si condiscono le portate con dadi da brodo (anche sotto forma di granulato), ketchup, senape e salsa di soia? E’ auspicabile, come ben raccomandano le linee guida per una sana alimentazione italiana, moderare l’impiego anche di questi condimenti. Stesso discorso per insaccati, formaggi e patatine fritte.

Ecco, dunque, il concetto di fondo: sale non è soltanto quello che si afferra a manciate per insaporire l’acqua della pasta o l’insalata.

2) Occhio ai cibi pronti. Assai più subdole sono le cosiddette fonti nascoste: tra le tante, anche i cibi in scatola, i piatti pronti surgelati o in busta (come la pasta e le minestre conservate), la maionese, i sottaceti, le olive da tavola. Non si deve certo arrivare a bandire questi alimenti. Però è importante imparare a controllare le etichette di tutti i prodotti confezionati, per reperire le giuste informazioni sull’identikit nutrizionale: gli ingredienti presenti in quantità superiori sono menzionati per primi. E, comunque, la quantità di sodio contenuta viene sempre evidenziata. Occorre stare al di sotto dei cinque grammi di sale da cucina al giorno, corrispondente a un’assunzione di circa 2,4 grammi di sodio, rappresenta un buon compromesso tra soddisfacimento del gusto e prevenzione dei rischi. Un consiglio: quando siete al supermercato a monitorare le etichette, ricordate i nomi di certi ingredienti che comunque rivelano lo zampino del sale “nascosto”, come bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, glutammato monosodico, nitrato e nitrito di sodio. Il sale garantisce una migliore conservazione dell’alimento confezionato,ma al tempo stesso stimola il suo consumo, in quanto è un grande stimolatore dell’appetito. E l’industria lo sa bene, come aumentare l’appetibilità degli alimenti !

3) Agire gradualmente. Facile a dirsi, meno a farsi. Il trucco sta nel far sì che la diminuzione di sale dalla tavola avvenga gradualmente. Il nostro palato è assai permissivo, si adatta facilmente. E allora sarà senz’altro possibile rieducarlo a gustare cibi meno salati. Nel giro di qualche mese gli alimenti meno sapidi risulteranno saporiti e quelli conditi alla maniera precedente a un certo punto sembreranno eccessivamente salati. Provare per credere.

4) Tante spezie, aceto e limone. Sfruttate, poi, senza limiti, le erbe aromatiche, come basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, origano, maggiorana, timo, e le spezie, quali pepe, peperoncino, noce moscata, zafferano, curry: possono sostituire egregiamente il sale o aiutare a ridurne le quote in misura sensibile. Ottimi anche il succo di limone e l’aceto, perché vantano la facoltà di esaltare i sapori.

5) Viva il pesce. I pesci consigliati sono sia d’acqua dolce, come la trota, il luccio e la carpa, sia di mare: salmone, sogliola, orata, merluzzo, sgombro, pesce azzurro, tonno e il dentice.

6 - Il pane? Preferite il pane privo di sale. E, visto che la prevenzione comincia da piccoli, non aggiungete sale nelle pappe dei bambini, almeno per tutto il primo anno di vita. Le acque minerali? In tutte, e sottolineo tutte, la quantità di sodio è così bassa da non incidere più di tanto sulla salute.

7) Trucchi in cucina. Un altro accorgimento: in cucina, non salate mentre friggete, perché così facendo finirete per scatenare una serie di processi chimici tossici. Durante la frittura possono generarsi sostanze nocive come l’acroleina (dannosa per il fegato e le mucose intestinali) e il sale aggiunto non fa altro che accelerare queste reazioni, agendo da catalizzatore. Infine, una mossa elementare per non cadere in tentazione: evitate di disporre in bella vista sulla tavola la saliera. Tutto sommato, per assicurarsi la salute, l’unico pizzico di sale bisogna averlo in zucca.


BOX

IL SALE IODATO e I SOSTITUTI DEL SALE


Il comune sale da cucina è costituito dal cloruro di sodio, meglio il sale addizionato di iodio

E’ soltanto del normalissimo cloruro di sodio addizionato ad hoc con dello iodio (sotto forma di ioduro e/o iodato di potassio), elemento che scarseggia nei suoli di molte regioni italiane e il cui deficit si ripercuote sul buon funzionamento della tiroide. E’ insomma auspicabile che diventi d’uso corrente, e sia l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, sia il Ministero italiano della Salute ne consigliano vivamente l’uso a tutta la popolazione. Il sapore del sale iodato? Lo stesso di quello comune. Può venire impiegato a tutte le età, a patto che si osservi la medesima moderazione raccomandata per il sale da cucina.

Altro sale reperibile in commercio è il cosiddetto sale dietetico, o iposodico: qui, una quota del cloruro di sodio è sostituito da cloruro di potassio. Una soluzione che può venire consigliata a chi, iperteso, fa fatica a limitare i personali consumi di sale comune.

 


 

BOX

IL SALE IN CIFRE

Ogni grammo di sale da cucina contiene circa 0,4 grammi di sodio.

In condizioni normali l’ organismo elimina giornalmente da 0,1 a 0,6 grammi di sodio, quantità che viene reintegrata con la dieta.

Il corpo umano adulto contiene 92 grammi di sodio, così distribuiti: 46 grammi nei liquidi extracellulari, 12 grammi nei liquidi all’interno delle cellule e 34 sequestrati nel tessuto osseo.

 

BOX

chi lo deve evitare

Un consumo medio di sale da cucina al di sotto dei cinque grammi al giorno, corrispondente a un’assunzione di circa 2,4 grammi di sodio, rappresenta un buon compromesso tra soddisfacimento del gusto e prevenzione dei rischi. Questo è un consiglio valido per tutti. Ma ci sono persone per le quali è opportuno eliminare il sale o quanto meno ridurlo al minimo indispensabile. Sono coloro che soffrono dei seguenti problemi:

- ipertensione arteriosa;

- ritenzione idrica;

- insufficienza cardiaca;

- malattie renali;

- osteoporosi;

- sindrome premestruale; - insonnia; - cellulite.


TOP TEN DEI CIBI SALATI

Milligrammi di cloruro di sodio per 100 grammi di alimento


I più salati

Prosciutto crudo (magro): 2.440 mg

Salmone affumicato: 1.880 mg

Pecorino: 1.800 mg

Ketchup: 1.120 mg

Salsiccia (di suino): 1.100 mg

Grissini: 757 mg

Cracker: 660 mg

Maionese: 450 mg

Crauti: 355 mg

Patatine fritte in busta: 340 mg


I meno salati

Riso brillato: 6 mg

Funghi: 5 mg

Orzo perlato: 3 mg

Patate novelle: 3 mg

Pomodori freschi: 3 mg

Asparagi: 2 mg

Fiocchi d'avena: 2 mg

Succo d'ananas: 1 mg

Zucca gialla: 1 mg

Frutta fresca: da 0,5 mg (arance) a 6 mg (cachi).


Na-SODIO

CURIOSITA':

il corpo umano contiene cira 100 g di sodio. Il suo aumento nei tessuti determina una maggiore presenza di liquidi che può portare ad un aumento della pressione sanguigna.

CHE COSA FA

  • regola l'equilibrio acido-base ed idro-elettrolitico;

  • modula la trasmissione degli stimoli nervosi;

  • interviene nella contrazione muscolare;

  • è coinvolto nella produzione dell'adrenalina.

DOVE SI TROVA

(In quantità decrescente)


  • Sale da cucina

  • Dadi da Brodo

  • Dadi per brodo vegetale

  • Salsa di soia

  • Aringa salata

  • Baccalà secco

  • Estratto di carne bovina

  • Miso
  • Acciughe o alici sotto sale

  • Speck
  • Bresaola
  • Prosciutto crudo, magro

  • Salame
  • Coppa parma
  • Provolone piccante

  • Wurstel
  • Pecorino
  • Salame affumicato

  • Cotechino cotto

  • Prosciutto cotto

  • Salsiccia di suino, secca

  • Funghi sott'olio

  • Capperi sott'aceto

  • Caviale
  • Gorgonzola
  • Feta
  • Zampone
  • Capocollo
  • Sottilette


 

COSA SUCCEDE SE MANCA:

una sua carenza è rara ed è per lo più secondaria a sudorazione profusa, vomito, diarrea. Clinicamente può manifestarsi con:

  • malessere generale;

  • vertigini;

  • debolezza muscolare;

  • febbricola;

  • gas intestinali;

  • contratture muscolari.

DOSE CONSIGLIATA

il fabbisogno giornaliero è generalmente inferiore a 3 g. Tuttavia molte persone ne introducono con l'alimentazione anche più di 15 g. In alcune condizioni (ipertensione arteriosa, malattie cardiache e renali) è necessario limitare fortemente l'apporto di sodio (spesso al di sotto di 0,5 g).

E' BENE SAPERE CHE:

  • i disturbi da eccesso di sodio sono di gran lunga più frequenti di quelli da carenza;

  • in soggetti predisposti un elevato apporto può favorire o aggravare l'ipertensione arteriosa, causare emicrania, sviluppare cellulite;

  • piccole dosi sono utili nell'aumentare la resistenza ai crampi e ai colpi di calore.


 

 

 

K - POTASSIO

CURIOSITA':

è uno dei minerali più rappresentati nell'organismo di cui il 98% è localizzato all'interno delle cellule. Esso contribuisce al controllo della pressione arteriosa, favorendo l'eliminazione renale del sodio e diminuendo così l'accumulo di liquidi.

CHE COSA FA

  • è necessario per un accrescimento normale;

  • è coinvolto nella trasmissione degli impulsi nervosi;

  • interviene nel regolare l'equilibrio acido base ed idro elettrolitico;

  • interviene nella sintesi delle proteine muscolari;

  • regola il metabolismo degli zuccheri;

  • : stimola il rene ad eliminare i residui tossici.



DOVE SI TROVA

(in quantità decrescente)


  • Tea (foglie)
  • Latte vaccino

  • Merluzzo
  • Fagioli borlotti

  • Fagioli cannellini

  • Ceci
  • Lenticchie
  • Mandorle dolci secche

  • Datteri
  • Pesce azzurro

  • Prezzemolo
  • Lievito di birra

  • Noci
  • Verdura a foglia verde

  • Bresaola
  • Pollo
  • Prosciutto crudo magro

  • Trota
  • Rucola
  • Tacchino
  • Cavoli Bruxelles crudi

  • Avocado
  • Farro
  • Musli
  • Bieta Cotta
  • Kiwi
  • Carciofi crudi

  • Farina di avena

  • Coniglio intero

  • Spinaci
  • Banane
  • Agnello
  • Cavolfiore crudo

  • Carne bovina
  • Broccolo
  • Cioccolato Fondente

  • Pomodori da insalata

  • Sedano crudo
  • Ananas
  • Arance

COSA SUCCEDE SE MANCA:

  • astenia e debolezza muscolare;

  • accumulo di liquidi;

  • acne negli adolescenti;

  • aritmie;

  • stipsi.

DOSE CONSIGLIATA:

Il fabbisogno di potassio, che viene di solito soddisfatto da un' alimentazione ricca di verdure e frutta, è di 2-6 g, quantità che dovrebbe mantenersi circa doppia rispetto a quella del sodio.

E' BENE SAPERE CHE

una perdita di potassio si realizza frequentemente per:

  • sforzi fisici intensi, uso di diuretici, eccessivo consumo di cibi salati, prolungate terapie a base di cortisone, diarrea, vomito;

  • diabete, malattie dell'intestino e del fegato sono condizioni che richiedono una supplementazione di potassio;

  • la somministrazione di potassio andrebbe sempre associata a quella del magnesio;

  • in alcuni casi la supplementazione con potassio può contribuire a ridurre la pressione arteriosa;

  • il caffè, nonostante sia ricco in potassio, può causarne una perdita.

Il potassio è importante per regolare il ritmo cardiaco, condurre gli impulsi nervosi e per la contrazione muscolare; svolge una azione di controllo del rischio di cardiopatie e infarto perché aiuta a ridurre la pressione arteriosa.


DOVE SI TROVA

(in quantità decrescente)


  • Tea (foglie)
  • Latte vaccino

  • Merluzzo
  • Fagioli borlotti

  • Fagioli cannellini

  • Ceci
  • Lenticchie
  • Mandorle dolci secche

  • Datteri
  • Pesce azzurro

  • Prezzemolo
  • Lievito di birra

  • Noci
  • Verdura a foglia verde

  • Bresaola
  • Pollo
  • Prosciutto crudo magro

  • Trota
  • Rucola
  • Tacchino
  • Cavoli Bruxelles crudi

  • Avocado
  • Farro
  • Musli
  • Bieta Cotta
  • Kiwi
  • Carciofi crudi

  • Farina di avena

  • Coniglio intero

  • Spinaci
  • Banane
  • Agnello
  • Cavolfiore crudo

  • Carne bovina
  • Broccolo
  • Cioccolato Fondente

  • Pomodori da insalata

  • Sedano crudo
  • Ananas
  • Arance

 

 

 

 

Mg – MAGNESIO

Il magnesio è un minerale di particolare rilevanza nutrizionale  per il suo ruolo centrale nel controllo della pressione arteriosa e in numerosi processi metabolici legati alla produzione di energia  all’interno delle cellule.
Il nome del minerale, magnesio, deriva dalla città “Magnesia”, ubicata nella Lidia, regione dell’Asia Minore Occidentale, dove veniva usata una pietra (carbonato di magnesio) che bruciando produceva una luce bianchissima. Il magnesio è da sempre associato alla produzione di energia. Ogni giorno un soggetto adulto deve introdurre con gli alimenti una dose di 500 milligrammi di magnesio. Per fare un confronto, con riferimento solo alle dosi, ogni giorno sempre in un soggetto adulto è richiesta la dose di 60 milligrammi di vitamina C. La dose di magnesio giornaliero è superiore di oltre otto volte la dose consigliata di vitamina C. Tutti conoscono le azioni della vitamina C, mentre la conoscenza delle funzioni del magnesio è scarsa.
Il magnesio partecipa alla produzione di energia all’interno della cellula in quanto regola l’attività di oltre 300 enzimi, controllando le principali vie metaboliche dell’organismo umano. Una ridotta presenza di magnesio causa stanchezza, debolezza, mancanza di concentrazione; si possono avere aritmie cardiache, ritardi della crescita e disturbi nel comportamento con labilità emotiva. Il magnesio regola l’eccitabilità della cellula e della trasmissione nervosa. Il magnesio protegge il cervello da carenze energetiche, limitando il danno cerebrale. Limita l’azione tossica dei radicali liberi dell’ossigeno. Entra, assieme al calcio, nella costituzione delle ossa. Il magnesio svolge un rilevante ruolo nella genesi e nella terapia della osteoporosi.
Chi vuol sapere se ha una concentrazione salutare di magnesio, può fare un semplice esame del sangue: la magnesemia. Il valore “normale” del magnesio nel sangue circolante è attorno a 2 mg/lt. Si può tendere ad una ridotta presenza di magnesio nell’organismo per varie cause.Tra queste: - ridotta introduzione alimentare; ridotta capacità di assorbimento intestinale ( gastrite cronica atrofica, ridotta acidità gastrica, uso eccessivo di crusca...);  diarrea e vomito frequenti;  diabete mellito  e altre patologie endocrine a carico della tiroide, paratiroide, ghiandole surrenali;  malattie renali croniche ( glomerulonefrite, pielonefrite);  uso scriteriato di farmaci, come i diuretici;  abuso di alcool;  intensa sudorazione. La cottura dei vegetali riduce il contenuto di magnesio.
Il deficit di magnesio è un fattore eziologico importante nella genesi dell’ipertensione e l’aumento del magnesio nel siero abbassa la pressione sanguigna.

DOVE SI TROVA

(in quantità decrescente)

Verdura a foglia verde
Kiwi
Arance
Agrumi
Pompelmo
Carciofi
Bieta
Cavolfiore
Broccoli
Cavoli Bruxelles
Fagioli
Ceci
Noci
Mandorle
Nocciole
Pollo
Grana
Bresaola
Pistacchi
Riso integrale
Cacao in polvere
Latte di mucca

CURIOSITA'

il suo nome deriva da una città turca "Magnesia". E' un elemento di fondamentale importanza, infatti sono oltre 300 gli enzimi che possono funzionare solo in presenza di magnesio. Il 99% della quota totale presente nell'organismo è intracellulare.

CHE COSA FA

agisce sui seguenti sistemi ed apparati:

  • cardiovascolare: previene gli attacchi di cuore e le aritmie; contrasta l'aumento della pressione arteriosa; previene l'aterosclerosi.

  • immunitario: aumenta la produzione degli anticorpi; stimola l'attività dei linfociti.

  • nervoso: riduce l'ipereccitabilità dei nervi e dei muscoli; contrasta la depressione e migliora il tono dell'umore.

  • osteoarticolare: favorisce la fissazione del calcio nel tessuto osseo.

  • altre azioni: con la vitamina C svolge azione preventiva nei confronti del cancro del seno; previene la calcolosi renale.

COSA SUCCEDE SE MANCA

  • spasmi muscolari;

  • confusione mentale;

  • nervosismo, irritabilità, insonnia;

  • malattie della pelle;

  • aritmie;

  • alitosi, stipsi;

  • secrezioni maleodoranti;

  • mestruazioni dolorose.

DOSE CONSIGLIATA

350-500 mg /24 ore

E' BENE SAPERE CHE

  • la principale causa di una carenza di magnesio è un'alimentazione a base di cibi raffinati e la sindrome del colon irritabile;

  • un elevato apporto alimentare di calcio, fosforo, proteine e grassi animali riducono l'assorbimento del magnesio;

  • svolge un'efficace attività antiallergica (eczema, asma);



Ca - CALCIO

CURIOSITA'

è il minerale più abbondante dell'organismo. Il 99% del totale è localizzato a livello delle ossa e dei denti.

CHE COSA FA

  • controlla il processo di coagulazione del sangue;

  • interviene, insieme al fosforo, nello sviluppo e nel mantenimento di una normale struttura delle ossa e dei
    denti; presiede ad un normale funzionamento del sistema nervoso;

  • è fondamentale per la contrazione dei muscoli e del cuore;

  • modula la produzione degli ormoni; interviene nella regolazione dell'equilibrio acido base ed idrico;

  • svolge attività antiallergica; migliora l'assorbimento della vitamina B12 e del ferro;

  • agisce come tranquillante naturale.


COSA SUCCEDE SE MANCA:

  • alterata struttura ossea con tendenza alle fratture (rachitismo ed osteoporosi);

  • crampi muscolari;

  • dolori lombari; tetania e palpitazioni;

  • carie dentaria;

  • ipereccitabilità neuromuscolare;

  • alterata coagulabilità del sangue con tendenza alle emorragie.

DOVE SI TROVA

(in quantità decrescente)


  • Basilico, secco macinato

  • Maggiorana
  • Salvia, secca macinata

  • Parmigiano
  • Grana
  • Rosmarrino, secco

  • Cannella
  • Finocchio, semi

  • Pecorino romano

  • Emmenthal
  • Groviera
  • Latte di Mucca

  • Cumino
  • Provolone
  • Fontina
  • Caciocavallo
  • Asiago
  • Robiala
  • Gorgonzola
  • Sottilette
  • Stacchino
  • Taleggio
  • Rochefort


DOSE CONSIGLIATA

La dose consigliata è di 800-1200 mg nei bambini; nell'adulto si ritiene adeguato un apporto di 800 mg; in corso di gravidanza l'apporto deve essere di 1000-1300 mg..


E' BENE SAPERE CHE

  • l'assorbimento del calcio è regolato dalla vitamina D ed è condizionato da numerosi fattori quali l'acidità gastrica (una scarsa acidità riduce l'assorbimento di calcio), l'apporto di proteine alimentari
    (diete iperproteiche ne riducono l'assorbimento), la presenza di fibre (che sono in grado di modularne l'assorbimento);

  • in corso di osteoporosi la supplementazione di calcio è inefficace in assenza di contemporanea assunzione di altri elementi capaci di fissare il calcio a livello delle ossa e cioè il silicio, il boro e il magnesio.

Un dosaggio corretto di calcio nella dieta, circa un grammo al dì, può annullare gli effetti dannosi del sodio e il deficit di questo minerale può elevare la pressione. Il calcio svolge un’azione diuretica, eliminando il sodio attraverso i reni, e questo aiuta a ridurre l’ipertensione arteriosa. Di solito i soggetti ipertesi consumano meno calcio rispetto ai normotesi. Yogurt, melassa di canna e le foglie verdi sono fonti importanti di calcio.




Prof. PIER LUIGI  ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
------------------------------------------------------

Ambulatorio Nutrizione Clinica  Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70