Pasta alimentare e furosina. Qualità e sicurezza alimentare

Categoria: Alimentazione news


SICUREZZA e QUALITA’ PASTA ALIMENTARE

RICERCA AGEs (Furosina)


La sicurezza e qualità alimentare deve assicurare la assenza di inquinanti microbiologici e chimici. Deve assicurare che il prodotto in commercio abbia caratteristiche idonee e compatibili con apparati, organi del corpo umano.

Occorre andare avanti su questa linea e impostare un programma verso la QUALITA’ e SICUREZZA NUTRIZIONALE del cibo giornaliero.

Un alimento può essere aggressivo, inquinante, anche se non contiene inquinamento microbiologico e chimico.

La produzione e la tecnologia agro-alimentare può produrre un alimento inquinante il corpo umano, contribuendo a modificare il CONTENUTO dei NUTRIENTI degli alimenti, che possono essere non compatibili con intestino e intero organismo.

Al termine di questo testo ho inserito alcune considerazioni scientifiche e legislative sulla qualità e sicurezza nutrizionale.

Applico queste idee al piatto più amato dalle famiglie italiane : la pasta aliumenare!

Ogni italiano mangia in media 32 Kg di pasta alimentare in un anno, circa 87-90 g ogni giorno! Ritengo che questa dose sia un carico aggressivo al nostro intestino e organismo, per vari motivi! Uno di questi : la qualità delle semole usate e il procedimento tecnologico realizzato per ottenere la pasta.


Invito le autorità sanitaria e ministeriali a verificare la dose di furosina e altre molecole AGEs contenute nel piatto più diffuso e gradito dagli Italiani.

L’eccesso di AGEs introdotte con la alimentazione danneggia la parete intestinale, le arterie, il tessuto connettivo con il suo collagene ubicato in tutti gli organi del nostro organismo.

Gli ASGEs sono molecole tossiche responsabili della fase iniziale della aterosclerosi, che coinvolge in tempi successivi il colesterolo LDL. Tutti contro il colesterolo e nessuno parla delle molecole AGEs.

Sono consapevole e scientificamente preparato per scrivere queste considerazioni. Scrivo per portare il mio contributo professionale alla salute pubblica. La salute sta nel piatto quotidiano. Si può ottenere una PASTA FREE/AGEs, modificando le attuale fasi di lavorazione tecnologica e assicurando una maggiore attenzione nella scelta delle semole e grani duri. Nella pasta è contenuta anche una dose troppo elevata di proteine (utili per non far scuocere la pasta e migliorare il suo tono organolettico….ma causa di presenza netta di glutine…) . Durante il procedimento tecnologico i carboidrati e le proteine si uniscono formando composti AGEs.


GLICAZIONE PROTEINE E LIPIDI


La glicazione delle proteine e dei lipidi è causa di importanti e gravi patologie degenerative all’interno dell’organismo umano. La glicazione delle proteine e dei lipidi è una reazione non enzimatica in cui una molecola di glucosio o di fruttosio si lega ad una molecola di una proteina senza intervento di enzimi, danneggiandola. La unione tra glucosio e gruppo aminico di una proteina o lipoproteina è irreversibile con formazione di AGEs ( Advanced Glycation Endoproducts). Le molecole AGEs si formano e svolgono la loro azione degenerativa nella parete vascolare e nella matrice extra cellulare causando degenerazione funzionale ed estetica degli organi, tessuti in particolare tessuto connettivo, provocando la degenerazione strutturale del collagene, la proteina più diffusa nell’organismo. Le molecole di AGEs formate sono irreversibili, si accumulano nei tessuti. Costituiscono la memoria metabolica di un organismo, quale risultato di processo di decadenza cellulare e di inquinamento interno ed esterno derivato dalla assunzione di alimenti contaminati da proteine e lipidi glicati generati dalla tecnologia e dalla manipolazione gastronomica.

Recenti scoperte evidenziano il ruolo importante svolto dai prodotti terminali della glicosilazione (AGEs) e dell’ossidazione (ROS) nella patogenesi dei processi degenerativi legati all’invecchiamento, diabete, patologie renali, morbo di Alhzeimer e alcune forme neoplastiche come il cancro del colon –retto. Il processo di glicazione inizia per interazione, non enzimatica, tra carboidrati semplici (glucosio, fruttosio e ribosio) e gli amino gruppi delle proteine. Quando la glicazione è accompagnata dalla ossidazione si formano prodotti terminali della glicosilazione estremamente nocivi: gli AGEs, mentre altri processi chimici ossidativi danno origine a molecole instabili dette “radicali liberi” , di cui sono indicatori la malonildialdeide e i perossidi.

Oltre alla loro presenza nei tessuti corporei, gli AGEs sono stati identificati nelle derrate alimentari presenti nella comune alimentazione e in particolare nei cibi trattati termicamente. Oltre il 10 % degli AGEs di origine dietetica sono assorbiti dall’intestino (grave compromissione dei villi dell’intestino tenue con alterazione dell’assorbimento e permeabilità della mucosa intestinale), immessi nel circolo sanguigno e trasportati nei diversi organi del corpo dove si depositano e si accumulano nel corso degli anni. L’assunzione di AGEs di origine alimentare costituisce un importante fattore di rischio di danno tessutale; le molecole che possono essere considerate come un indice dello stress glicossidativo sono la PENTOSIDINA, la EMOGLOBINA GLICOSILATA e una serie di composti carbonilici.

La restrizione nella assunzione di AGEs con la alimentazione risulta quindi un fattore di prevenzione delle patologie croniche degenerative.

La disponibilità di dati e ricerche scientifiche sul contenuto di prodotti terminali della glicosilazione delle proteine e lipidi nella alimentazione è scarsa. Con tecniche di ricerca si può verificare la dose di proteine e lipidi glicati contenuti negli alimenti fino ad arrivare ad avere tabella con il grado variabile di AGEs . Si possono mettere nel mercato paste alimentare free AGEs.

Il valore della FUROSINA varia in modo netto in relazione a caratteri della farina usata e delle modalità di produzione tecnologica della stessa pasta.

Le analisi eseguite stanno ad indicare che il valore di FUROSINA varia da 61mg /100g proteine a 582 mg/100 g proteine.


Riporto valutazioni capaci di condizionare il contenuto di FUROSINA e di AGEs nella pasta:

concentrazione di carboidrati e gruppi aminici liberi
grado di essicazione della pasta
Temperatura di esposizione dell’impasto
Tempo di trattamento termico impasto
Umidità aria ambiente di lavorazione
Uso di sfarinati di qualità ( misurabili con attività amilasica ridotta)
Scelta di lavorazione che limita il danneggiamento meccanico dei granuli di amido e la disponibilità di carboidrati riducenti)
Granulometria elevata della semola
Umidità della pasta ( suo valore di attività dell’acqua aw al momento del trattamento termico impasto
10 - Aw intermedi (0.75 -0.80) favorisce glicazione proteine 15% valori inferiori di umidità 11 – Fasi finali del ciclo di essiccamento con alte temperature con bassi valori di umidità del prodotto


La ricerca di FUROSINA,AGEs nei vari tipi di pasta o in altri alimenti è una scelta di medicina preventiva al fine di arrivare ad un processo di tecnologia alimentare compatibile con la fisiologia e la salute del nostro intestino e a limitare l’ inquinamento irreversibile di AGEs all’interno del nostro organismo. Scegliendo materia prima di qualità e passaggi tecnologici migliori si può contenere / eliminare la formazione di FUROSINA , di AGEs negli alimenti.


From the farm to the fark


dalla SICUREZZA ALIMENTARE alla SICUREZZA NUTRIZIONALE




La protezione della salute pubblica non significa limitarsi alla sola sicurezza alimentare, biologica, fisica degli alimenti, alla indicazione e prescrizione di diete. La composizione chimica degli alimenti varia in rapporto alla diversa coltivazione, allevamento, manipolazione tecnologica, non sempre in linea con la prevenzione e mantenimento di un ottimale stato di salute.

Come evidenziato dalla Commissione della Comunità Europea nel “Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare” (Bruxelles, 12.1.200 COM (1999) 719 def.) la difesa della salute pubblica non deve limitarsi alla sola sicurezza chimica, biologica e fisica degli alimenti, ma deve riguardare anche la sicurezza nutrizionale (Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare” (Bruxelles, 12.1.200 COM (1999) 719 def. N. 104-105-106-107) volta ad assicurare la assunzione di sostanze nutritive essenziali e a limitare, nel contempo, la assunzione di componenti naturalmente presenti negli alimenti che possono risultare nocivi per la salute.

Con l’autorevole intervento de “ Il Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare” al concetto di sanità pubblica di sicurezza alimentare si è aggiunta quello di sicurezza nutrizionale intesa come una alimentazione equilibrata, tale da consentire un corretto sviluppo, sia fisico che mentale.

Lo sviluppo socio-ecomonico degli ultimi decenni ha assicurato una maggiore disponibilità e varietà di alimenti, prodotti con modalità di coltivazione, allevamento intensivo ed estensivo e con tecnologie agro-alimentari innovative non sempre adeguate alla fisiologia dell’intestino umano e dell’intero organismo. Si è venuto a generare un nuovo orizzonte epidemiologico e scientifico, clinico-patologico derivato dalla dissonanza tra gli alimenti prodotti e immessi nel mercato e la fisiologia del corpo umano.

L’intestino e l’intero apparato gastro-enterico, epato-pancreatico mostrano limiti e incapacità a gestire numerosi alimenti, che pur indenni da contaminazioni chimiche, biologiche e fisiche, contengono molecole “inquinanti” l’intero organismo.

Lo sviluppo della tecnologia alimentare è superiore alla capacità di adattamento biologico del corpo umano. La divaricazione tra tecnologia agro-alimentare e la capacità fisiologica dell’intestino e dell’intero organismo di metabolizzare le molecole contenute negli alimenti genera nel corpo umano patologie degenerative invalidanti, pur non introducendo alcun inquinante chimico –fisico. Il cibo stesso prodotto con innovative tecniche agro-alimentare è diventato un “inquinante “ la salute e l’integrità morfo-strutturale del corpo umano.



La sicurezza alimentare analizza gli inquinanti chimico-fisici contenuti negli alimenti destinati al consumo umano e animale.

La sicurezza nutrizionale attiene alle molecole e ai principi nutritivi contenuti negli alimenti e condizionati dalle varie tecniche di produzione agro-alimentare. Gli alimenti possono rispondere a criteri di sicurezza alimentare ma non ai criteri di sicurezza e qualità nutrizionale. essendo in grado di generare patologie degenerative, infiammatorie, tumorali.

La tecnologia alimentare può altresì modificare il contenuto dei principi nutritivi contenuti negli alimenti (in particolare minerali, proteine, lipidi , vitamine e molecole ad azione nutraceutica..)

I consumatori manifestano un crescente attenzione per il valore e il rischio nutrizionale degli alimenti che acquistano e si avverte sempre di più la necessità di fornire informazioni corrette sugli alimenti consumati ogni giorno.

L’attuale ricerca scientifica, clinico- patologica è ormai in grado di fornire linee guida per la sicurezza nutrizionale degli alimenti, nonché indicatori di qualità nutrizionale al fine di realizzare la etichettatura nutrizionale, come auspicato dallo stesso “Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare” (107).

Una efficace attuazione di una politica di sicurezza nutrizionale richiede in particolare un monitoraggio, una raccolta ed una analisi efficiente di dati.

Informazioni sulla assunzione di alimenti, sulle abitudini dietetiche, sullo stato nutrizionale, sulle correlazioni tra tecnologia agro-alimentare e patologie umane e degli animali dovrebbero essere quindi incluse nei sistemi nazionali e comunitari di raccolta dati. Inoltre si dovrebbero promuovere ricerche e studi sulla sicurezza nutrizionale, si dovrebbero perseguire attivamente pareri scientifici e i loro risultati dovrebbero essere pubblicizzati appieno, per attuare una informazione efficace e corretta verso i consumatori.



La etichettatura nutrizionale strutturata in precisi indicatori di QUALITA’ NUTRIZIONALE è un primario strumento di informazione, educazione ad una scelta consapevole della propria personale alimentazione. La etichettatura nutrizionale è uno strumento personale nel realizzare il “risk management”.

La gestione del rischio alimentare e nutrizionale è una competenza istituzionale comunitaria e dei singoli Stati, ma può essere concretizzato da ciascuna persona informata. La etichettatura per la sicurezza e qualità nutrizionale non si limita alla descrizione dei vari nutrienti contenuti nel singolo alimento, come è stata normata dal “ Regolamento (CE)N. 1924/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 Dicembre 2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornita sui prodotti alimentari”.

La etichettatura di sicurezza e qualità nutrizionale esprime un “parere”, un “giudizio” scientifico clinico sugli effetti globali dell’alimento sulla salute umana e costituisce un CLAIM SALUTISTICO, capace di orientare la scelta consapevole di un alimento in rapporto al proprio personale stato di salute.

La etichettatura di qualità nutrizionale non si limita ad indicare la dose di ciascun nutriente contenuto nell’alimento, ma fornisce al consumatore un “giudizio” scientifico sugli effetti che tutto l’alimento esercita sullo stato della propria salute.

In Europa , in Italia la etichettatura di sicurezza alimentare è regolamenta da normativa definita nel Regolamento N. 1924/2006 . Il contenuto scritto sulla etichetta è su base volontaria da parte del produttore ed è autorizzata dalla “Europrean Food Safety Authority EFSA) .


La etichetta nutrizionale riporta vari CLAIMS, indicanti i vari valori delle dosi dei vari principi nutritivi contenuti nell’alimento. Ogni indicazione riportante indicazioni sugli effetti salutistici dell’alimento deve essere autorizzata dalla EFSA.

La proposta innovativa è di promuovere presso le Aziende produttrici di alimenti la volontà di riportare nella etichetta gli INDICATORI DI SICUREZZA NUTRIONALE.

Gli indicatori di qualità e sicurezza nutrizionale allargano la difesa dei consultatori e favoriscono scelte alimentari idonee e consapevoli da parte dei consumatori, nonché il miglioramento della qualità degli alimenti prodotti tenendo conto della destinazione finale della catena alimentare : il corpo umano. Gli indicatori di qualità molecolare - nutrizionale consentono di valutare il rischio patologico di un alimento intero nella sua globalità di composizione in principi nutritivi che variano con il variare delle tecniche di produzione agro-alimentare.

L’obbiettivo è di promuovere e diffondere la applicazione della etichettatura di sicurezza e qualità nutrizionale utile per garantire una sana scelta di alimentazione consapevole e di promuovere una più attenta produzione agro-alimentare rispondente più alla fisiologia del corpo umano in linea con il giusto reddito economico.





ETICHETTARURA

SICUREZZA e QUALITA’ NUTRIZIONALE

Assicura


UNA SCELTA PERSONALE


DI ALIMENTAZIONE CONSAPEVOLE



Realizza


RISK MANAGEMENT (gestione del rischio nutrizionale, a livello personale)

RISK COMUNICATION (informazione sul rischio nutrizionale)




SICUREZZA E QUALITA’ ALIMENTARE


Le tecnologia agro-alimentare e la produzione agro- alimentare intensiva ed estensiva porta sul piatto alimenti non adeguati alla funzionalità intestinale.


L’intestino è l’organo più affaticato in questa nostra società della abbondanza alimentare. La salute nasce dall’intestino.

Riporto alcuni esempi di cronaca alimentare giornaliera vissuti da ciascuno di noi :

eccesso di proteine e glutine su pasta alimentare e alimenti composti con farina di grano ( la dose di proteine nella pasta non la fa scuocere, rimane sempre al dente, ma non è salutare per il benessere intestinale)
eccesso di omega-6 negli alimenti di origine animale :carne, pesce, formaggi e latticini, salumi, uova e altri alimenti ( agli animali viene dato stesso mangime a base di granaglie ,soia e farina di pesce; questi sono alimenti ricchi di omega-6) l’eccesso di omega-6 causa patologie degenerative membrane cellulari
glicazione delle proteine( unione del glucosio alle proteine) nella pasta, prodotti da forno……causa danni gravi intestino, sistema vascolare (aterosclerosi) e decadenza estetica…. ( sto realizzando ricerca di proteine glicate nella pasta e prodotti di forno con Istituto Superiore di Sanità
eccesso di nitrati e nitriti nei prodotti vegetali coltivati in modo intensivo con uso massiccio di concimi azotati
riduzione acqua libera negli alimenti per favorire la loro conservazione negli scaffali commerciali ( per conservare a lungo un alimento occorre ridurre il suo volume di acqua libera)
uso di integratori a base di metionina, soia, per aumentare la produzione di latte da parte della mucca ( una mucca in vita ordinaria produce circa 10 litri di latte per il suo vitellino; con uso di integratore di metionina e soia arriva a produrre 30 litri di latte al giorno) con aumento di caseina (così i caseifici desiderano per lavorare meglio il caglio!) nei formaggi e derivati, con aumento di omocisteina nel sangue nelle persone che eccedono nel consumo di formaggi; la omocisteina è una molecola più aggressiva del colesterolo nel determinare aterosclesrosi, la si può ricercare nel proprio sangue ( analisi fattibile in ogni ospedale o laboratorio pubblico e privato).


Questi sono solo alcuni esempi per dimostrare come la qualità e sicurezza nutrizionale degli alimenti viene inquinata dalla tecnologia alimentare e dalla produzione agro-alimentare intensiva ed estensiva. La ricerca di queste molecole tossiche negli alimenti non viene eseguita e la loro presenza è solo parzialmente regolamentata dalle attuali leggi italiane ed europee


La sicurezza alimentare non va chiusa solo al controllo della presenza di microbi e composti chimici inquinanti esogeni ( metalli pesanti, fitofarmaci, antibiotici, micotossine, ormoni….), ma anche alle molecole tossiche formate durante la produzione e lavorazione degli alimenti.



Prof. PIER LUIGI  ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica  Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70

 
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