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Il Carciofo: il fiore dell'orto invernale

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Il carciofo è il fiore di una pianta, ha il più alto contenuto di fibra alimentare.
La fibra solubile predomina sulla fibra insolubile. Ha quindi un grande valore nutrizionale. I carciofi cotti sono ancor più ricchi di fibra rispetto ai crudi.
Le foglie inoltre contengono cinarina, acido caffeico, flavonoidi, glucosidi, cinapicrina, tannini, mucillagini, carotenoidi, vitamina C e alcuni enzimi come ossidasi, cinarasi.

La cinarina e l’acido caffeico hanno azione positiva sulla funzionalità del fegato. Ogni regione italiana può vantare una propria varietà. Tra gli spinosi si trovano i violetti e i verdi di Palermo, lo spinoso di Sardegna, lo zuccherino di Genova. Tra i non spinosi le mammole (o carciofo romano), il catanese, il violetto di Toscana, il precoce della Campania, il nostrano di Arezzo, il bianco di Taranto. E’ salutare scegliere carciofi sodi, pieni con foglie dure e lucide e ben serrate, di colore verde-oliva.

Il carciofo svolge una importante azione fisiologica sul corpo umano grazie alla sua dose di fibra solubile ed insolubile sul controllo metabolico del livello del colesterolo e del glucosio nel sangue e migliora il transito del cibo all’interno dell’apparato intestinale. Non può mancare sulla tavola dei mesi invernali.  Può essere mangiato cotto o crudo.