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Nei giorni della febbre occorre aiutare il proprio organismo a proteggere i suoi sistemi fisiologici di controllo della temperatura corporea con una idonea alimentazione. Il corpo umano è omeotermo, tende cioè a mantenere costante la sua temperatura attorno a 36-37 gradi centigradi °C. Ogni variazione sopra i 42,5°C e sotto i 34 °C crea condizioni incompatibili con la vita. Cosicchè il corpo umano ha selezionato efficienti sistemi termoregolatori ubicati nell’ipotalamo, capaci di mantenere costante la temperatura corporea al variare delle condizioni climatiche, ambientali, nonché per reagire alla aggressione di virus, batteri, microrganismi. La presenza e la diffusione dei virus influenzali nell’intero organismo liberano sostanze chimiche in grado di agire sull’ipotalamo(un grappolo di cellule nervose) con il risultato di spostare il suo livello di regolazione della temperatura corporea verso valori più alti rispetto al valore “normale” di 36-37 °C. L’ipotalamo sotto l’influenza di queste sostanze chimiche dovute ai virus, invia messaggi chimici a tutto l’organismo per aumentare il metabolismo cellulare con il risultato di un aumento di produzione di calore, registrato appunto come febbre. La febbre è quindi un grave, brusco stress metabolico cellulare .Si ha una esaltata e prolungata ossidazione di glucosio e di acidi grassi all’interno delle cellule. Viene bruciato un numero di Calorie di gran lunga superiore rispetto alla condizione di vita normale senza febbre. La massiccia ossidazione degli acidi grassi all’interno delle cellule può causare la liberazione di dosi elevate di radicali liberi aggressivi contro le stesse strutture cellulari. La febbre è davvero una tempesta metabolica cellulare. La scelta dei cibi in condizioni di febbre elevata e di stress metabolico cellulare è una precisa azione terapeutica in grado di riportare l’organismo verso condizioni fisiologiche naturali e di evitare tutti i fastidiosi sintomi della convalescenza post - influenzale.
CALORIE GIORNALIERE
La febbre crea una condizione di inappetenza, di perdita di appetito, una caduta di interesse verso il cibo con il risultato di una forte restrizione calorica giornaliera. Viene fatto un quasi digiuno. Cosicchè il malato, superata la fase acuta della malattia febbrile, si ritrova poi un organismo debilitato che si ristabilisce con difficoltà.
E’ bene allora impostare una corretta alimentazione fin dal primo giorno di febbre. Durante la fase iniziale, della ascesa e per tutto il periodo del calo della febbre si ha una spesa metabolica aggiuntiva, valutabile attorno a 200-300 Calorie al giorno per una attivazione del metabolismo cellulare. Se non si ha una adeguata alimentazione, il corpo umano consuma se stesso, intaccando le proprie riserve energetiche. Il che può provocare la perdita di qualche chilo e generare carenza di alcuni nutrienti compromettendo l’efficienza e la funzionalità dell’intero organismo. Accanto alle Calorie giornaliere, il cui numero è collegabile alle porzioni alimentari personali, riveste invece primaria importanza la qualità della alimentazione. Cinque sono gli obiettivi nutrizionali da attuare durante il periodo febbrile: introdurre carboidrati complessi , assicurare proteine ad alto valore biologico, raggiungere la dose raccomandata di 30 grammi di fibra alimentare al giorno, ingerire alimenti ricchi di principi nutritivi dotati di azione antiossidante, bere almeno due litri di liquidi ogni giorno.
E poi, dato che la febbre riduce l’appetito, bisogna ideare piatti appetitosi e avere più contatti con il cibo durante la giornata. L’appetito e il gusto dei piatti dei giorni di febbre possono essere migliorati con una sapiente scelta di spezie e di erbe aromatiche contenenti dosi preziose di salicilati attivi nell’aiutare l’organismo a riportare verso valori normali la temperatura corporea.
CARBOIDRATI E PROTEINE
I carboidrati sono principi nutritivi molto indicati durante i giorni della febbre perché le cellule per il loro aumentato metabolismo possono utilizzarli anziché ossidare i grassi depositati nelle cellule.
L’uso metabolico dei carboidrati porta ad un contenimento della produzione di radicali liberi dell’ossigeno all’interno delle cellule. Occorre evitare la formazione dei radicali liberi per la loro azione aggressiva contro le strutture cellulari durante la febbre perché al danno della iperpiressia si sommerebbe i danni da radicali liberi. Se invece le cellule durante le febbre utilizzano per produrre un aumento di calore corporeo, gli acidi grassi si ha una maggiore produzione di radicali liberi con gravi conseguenze per l’intero organismo. Il livello raccomandato giornaliero di carboidrati per un adulto durante il periodo febbrile non deve scendere sotto i 250 grammi . Al di sotto di questa dose l’organismo si arrangia, fabbricando attraverso propri processi metabolici, i carboidrati a partire da grassi ed anche dalle proteine. Una carenza di carboidrati può condurre ad acidosi, ad una maggiore produzione di corpi chetonici e di acetone, scenario biochimico corporeo capace di esercitare azioni tossiche su organi e tessuti. In particolare, la condizione di acidosi è da evitate nei bambini in casi di febbre elevata perché è un fattore scatenante di convulsioni febbrili. In caso di febbre elevata nei bambini è indicato l’uso del miele, di succhi di frutta fresca zuccherati, torte di frutta. Con questi alimenti viene raggiunta una sana dose di carboidrati in grado di impedire la acidosi, la formazione di corpi chetonici e di acetone. I carboidrati complessi apportano buone dosi di fibra alimentare in grado di assicurare sia l’effetto meccanico per migliorare il tempo di transito intestinale del cibo compromesso nei giorni di febbre anche dalla permanenza prolungata a letto, sia l’effetto metabolico di mantenere costante nel tempo il valore della glicemia senza brusche sue variazioni responsabili di debolezza, astenia, caduta generale dell’organismo. Sono tutti sintomi tipici del periodo febbrile. Il dolcificante da preferire è il miele per la sua particolare composizione glucidica, da associare ad altri alimenti, come frutta ,pane e fette biscottate integrale.
Accanto ai carboidrati rimane viva la necessità di introdurre adeguate quantità di proteine. Si consiglia 1 grammo di proteine al giorno per ogni chilo corporeo in un adulto ,scegliendo alimenti ricchi di proteine ad alto valore biologico contenenti aminoacidi essenziali. Una persona di 72 Kg richiede 72 grammi di proteine, di cui almeno la metà sia di origine vegetale. Gli aminoacidi essenziali entrano nelle difese immunitarie che l’organismo influenzato deve approntare contro i virus influenzali. La febbre, inoltre, disturba il normale rinnovamento delle cellule dei tessuti, accelerandone la distruzione e rallentandone la ricostruzione. Se il malato gradisce ingerire alimenti solidi, coprire questa quota proteica è facile. In caso contrario si può ricorrere allo yoghurt con aggiunta di miele, formaggi freschi e molli, a budini e sufflè con latte, alle uova. Il pesce ha un buon contenuto in aminoacidi essenziali, come il fegato bovino. La carne bovina, carne di suino di razza magra e la carne bianca di pollo, tacchino e coniglio hanno lo stesso valore biologico. Tra i cereali il riso e l’orzo hanno il miglior valore biologico delle proteine.
FIBRA ACQUA VITAMINE
Frutta e verdura cotte e crude sono alimenti coadiuvanti al recupero dello stato di salute per la loro dose di fibra alimentare, di vitamine e nutrienti ad azione antiossidanti e contro i radicali liberi maggiormente prodotti durante la fase di rialzo termico. Vitamina C,A,E,carotenoidi,flavonoidi,ubichinone-10 costituiscono una barriera naturale per arginare gli effetti tossici e degenerativi dei radicali liberi. Lo stress metabolico e il maggior uso dei carboidrati richiedono dosi giornaliere più alte di vitamine idrosolubili, in particolare la B 1,la B2,presenti nei cereali integrali , nel lievito di birra e in altri alimenti vegetali e animali. Il lievito di birra come il germe di grano sono due naturali integratori alimentari indicati durante il periodo febbrile. La febbre aumenta la traspirazione e la sudorazione, ossia i mezzi più efficaci per smaltire o attenuare l’eccesso di calore che in queste condizioni viene prodotto dal corpo. Inoltre, alla febbre alta si accompagna spesso il rischio di vomito e diarrea, atre due vie di grande dispersione di liquidi. Nella febbre c’è una aumentata perdita di acqua e di minerali. E’ buona scelta bere almeno due litri di liquidi al giorno, acqua ricca di calcio e di magnesio(controllare la durezza totale di una acqua, scegliere una acqua tra 15-50 gradi francesi °F),succhi di frutta fresca di arancio, limone, pompelmo, frullati di frutta fresca utili negli spuntini della mattina e del pomeriggio. Si può ricorrere al brodo(abbastanza chiaro) di carne rossa e bianca o brodo vegetale per fornire sali minerali e acqua utili per evitare disidratazione. Le tisane con miele sono una ottima bevanda per il dopo cena .
BARRIERA VERDE
(Alimenti contenenti i principali principi nutritivi attivi contro i radicali liberi )
CAROTENOIDI Frutta e vegetali rosso-arancio,spinaci,fagioli,piselli,peperoni
FLAVONOIDI Frutta fresca(specie con buccia),cipolle,patate,altri tuberi o
radici,tè,vino,olio extravergine di oliva,liquirizia
UBICHINONE- 10 Olio di soia, alimenti derivati dalla soia, pesce azzurro,
Noci, germe di grano, fagioli, agli, spinaci e altre verdure
VITAMINA C Frutta fresca,cavolfiore,broccoli,patate,agrumi ,kiwi,ortaggi
VITAMINA E Olio extravergine di oliva,olii di semi,germe di grano e altri
cereali,patate,frutta e verdura,fegato bovino e suino,tuorlo di
uovo.