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Diritto alla salute e Responsabilità soggettiva

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DIRITTO alla SALUTE e RESPONSABILITA’ SOGGETTIVA


Scrivo alcune considerazioni sul rapporto attuale  tra sanità pubblica, economia convinto dalla mia esperienza giornaliera di medico della necessità di riflettere tra il diritto alla tutela della salute inserito nella Costituzione Repubblicana Italiana e la Responsabilità soggettiva di ciascuno di noi.
Il Governo trova un accordo con Provincie e Comuni, però  non c’è alcun accordo con le Regioni. Cronaca di questi giorni e dei prossimi mesi! I Comuni e le Provincie non sono chiamati a gestire la sanità pubblica. Invece le Regioni si stanno avviando ad essere solo grandi Aziende Sanitarie con progressivi deficit economici in sanità.
Quattro Regioni sono state già commissariate per eccessivo deficit sanitario: Lazio, Calabria, Campania, Molise. In queste Regioni già a partire dall’acconto delle tasse di novembre l’Irap sarà più salata mentre l’aumento dell’Irpef avrà impatto a partire dal 2011.

Per altre  è solo  questione di tempo, presto potranno essere commissariate e dovranno intervenire anche loro nell’aumento dell’Irap ed Irpef. 

I bilanci delle Regioni  saranno sempre di più impegnati per la sanità. Chi sta meglio ha il 60%, ma le altre in modo graduale tendono al 70-70-85% del bilancio regionale impegnato solo per la sanità, che crescerà di anno in anno stante l’attuale modello sanitario e comportamentale per la salute. Questa situazione blocca ogni altro investimento su azioni di sviluppo economico, infrastrutturale, occupazionale…realizzabile da parte delle singole Regioni.
Non ci sono altre risorse disponibili per le restanti funzioni spettanti alle Regioni. Tant’è che è nata  la proposta da parte dei Governatori di “riconsegnare” le funzioni allo Stato, consapevoli di non riuscire a realizzare altro che sanità! 

Il rischio che va scongiurato è che la Regione si trasformi solo in una grande Azienda Sanitaria. Su questo scenario l’impegno per il 2010 di 105 miliardi di euro assegnati al Servizio Sanitario Nazionale non è stato ridotto.

Per governare questo profondo cambiamento sociale e sanitario non basta parlare e intervenire solo in economia!
Occorre ridefinire in questa società complessa il diritto alla  tutela della salute, sancito dalla Costituzione Repubblicana e la responsabilità soggettiva, anche attraverso interventi legislativi. Dove arriva il diritto alla salute e dove inizia la responsabilità soggettiva?

Tutte le ricerche epidemiologiche sui determinanti di salute sono concordi su questa conclusione :

l’ enorme costo della sanità incide  solo per il 20% nel determinare la salute di una persona. il 30% è determinato dalla genetica ereditata dai genitori e ben il 50% dipende dai nostri comportamenti personali. Cioè ciascuno di noi è padrone della propria salute per il 50%. La malattia è una scarsa attenzione verso il proprio corpo.  Da qui nasce la responsabilità soggettiva. Un comportamento errato: eccesso di alimentazione, fumo, alcool, stress, mancanza di attività motoria, droga… aggredisce lo stato di salute di una persona, ma diventa anche un costo per la collettività!

Tutti gli Stati e Governi hanno sanzionato il fumo con il divieto di fumare in ambienti pubblici, il livello alcool durante la guida, l’uso del casco… perché questi soggettivi stili di vita e di comportamento possono diventare patologie, infortuni, morti…costi sanitari per l’intera collettività. Non basta intervenire sui costi della sanità pubblica in un periodo di così intenso cambiamento sociale, economico. Se tutto rimane così: organizzazione sanitaria, diritto alla salute,  assenza o limitata presenza di innovativi programmi statali e regionali di effettiva educazione alla salute e alla responsabilità soggettiva i costi in sanità pubblica tenderanno sempre ad aumentare. La responsabilità soggettiva e corretti sani stili di vita e di alimentazione vanno realizzati fin dalla più piccola età e hanno un ruolo significativo anche in età superiore a 60 anni.


Il 40% della popolazione italiana ha una età superiore a 60 anni e la speranza di vita si sta allungando sempre di più. E’ ragionevole pensare che a 60 anni una persona può vivere ancora almeno altri 30 anni. La qualità della sua vita dipenderà non solo dal servizio sanitario ma anche dal suo stile di vita e di alimentazione. Occorre programmare di essere sani per scelta e non delegare ad altri ciò che può essere realizzato con la propria volontà e conoscenza! Nel 2020 arriveranno ad avere 60 anni coloro che sono nati negli anni del boom economico, decennio 1060-70.  In quel periodo saremo costretti a decidere quali patologie curare e quali non coprire con il Servizio Sanitario Nazionale perché non ci saranno risorse economiche disponibili. Già oggi il 12 % degli italiani sopra i 65 anni ha già il diabete mellito tipo 2 o vive in una condizione di pre-diabete con sindrome metabolica, scatenata dall’aumento di peso corporeo con eccessivo accumulo di grasso addominale. Avere una circonferenza della vita superiore a 88 cm per la donna e 102 cm per l’uomo è un grave rischio per la salute e la durata della esistenza.


 Più il peso corporeo aumenta, più aumenterà la spesa sanitaria in Italia.
Ben l’80% con una età superiore a 65 anni soffre di ipertensione arteriosa, con il 7% già in scompenso cardiaco.
I tumori colpiscono ad una età sempre più giovane, anche se oggi è possibile guarire e vivere più a lungo rispetto ai decenni passati.
La demografia  è e sarà il fattore di cambiamento economico e culturale più importante dei prossimi decenni in Italia
 Questo nuovo scenario culturale, economico, sanitario è così tanto importante, che è stato posto a fondamento del nuovo modello di Welfare della Comunità Europea, inserito nel Trattato di Lisbona  “People First”.



Prof. PIER LUIGI  ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica  Roma - Arezzo
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