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Invecchiamento anatomico e metabolico

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INVECCHIAMENTO
ANATOMICO e METABOLICO



Il processo di decadenza funzionale ed estetica è dipendente soprattutto dai nostri comportamenti alimentari.
Il cibo è un potentissimo modificatore ormonale, un eccesso di carboidrati fa salire la glicemia scatenando una cascata di eventi biochimici, un eccesso di grassi comporta l’aumento di sostanze dannose nel circolo sanguigno, una carenza di proteine, vitamine, minerali, fibra alimentare, nutraceuti porta a disfunzioni metaboliche. La salute sta nel piatto giornaliero.
Insomma il cibo determina il benessere, l’energia per l’organismo o l’inizio di tante malattie degenerative. Le variazioni metaboliche e ormonali giornaliere causate dal cibo ingerito hanno un ruolo primario nell’ invecchiamento anatomico e metabolico del nostro corpo.

INVECCHIAMENTO ANATOMICO e METABOLICO


Invecchiamento anatomico perché la composizione del nostro organismo con il passare degli anni si modifica:
- progressiva riduzione della massa magra muscolare
- perdita di acqua in particolare acqua intracellulare
- costante, continuo incremento della massa grassa per lo più localizzata nell’addome
- perdita di massa ossea

Accumulare grasso corporeo, perdere muscolo, ossa, acqua e il cedimento degenerativo del tessuto connettivo sono le principali cause di invecchiamento anatomico, di decadenza estetica e di cambio nella qualità, durata della vita. La qualità e quantità del cibo quotidiano, gli stili di vita e di lavoro agiscono sulle cellule e strutture anatomiche, modificando giorno dopo giorno il nostro corpo. Dapprima si ha l’inizio dell’invecchiamento anatomico che porta poi all’invecchiamento metabolico-ormonale. Con il passare degli anni questi due processi di decadenza strutturale-anatomica, metabolica-ormonale si amplificano e sono inter-dipendenti fino a raggiungere un punto di ritorno “break point”, che è soggettivo e personale. Ciascuno è responsabile del suo punto di non ritorno, è padrone del cursore della sua vitalità e invecchia in modo diverso dagli altri, anche dai propri genitori e familiari. La struttura genetica è la stessa all’interno di una famiglia, ma è diversa l’alimentazione e lo stile di vita. Il determinante di salute e di longevità più influente è l’alimentazione e va a costituire il 50 % delle cause di malattia e decadenza corporea.
La nostra mano che porta il cibo dal piatto alla bocca condiziona la struttura anatomica, metabolica - ormonale, nonché la durata e la qualità della nostra esistenza.
Si comincia ad invecchiare quando la fase “anabolica”, cioè la nostra personale capacità di sintetizzare le proteine si riduce. Gli ormoni, gli enzimi responsabili delle reazioni vitali in ogni organo e tessuto, le strutture biologiche costituenti la cellula sono proteine! Sono tanto importanti che sono sotto il diretto controllo del DNA cellulare. La sintesi proteica è regolata e programmata direttamente dai nostri geni ubicati nei 46 cromosomi che ogni cellula del nostro organismo possiede. Ciascuna cellula si caratterizza per funzioni particolari: le cellule cardiache per l’attività di pompa vascolare, i neuroni della memoria per custodire le proteine dei ricordi, gli adipociti per conservare l’energia sotto forma di acidi grassi…. e cosi tutte le altre cellule dei vari organi e tessuti del corpo umano.
Ma ogni cellula è un “ modo” biologico a se ed è unita alle altre cellule vicine dal tessuto connettivo, il cui nome indica la funzione di “connettere” ogni cellula con le altre al fine di costituire un organo (cuore, fegato, cervello, rene, .. ).
Pertanto ogni cellula possiede lo stesso patrimonio genetico, pur avendo alcuni geni attivi ed altri bloccati, garantendo così funzioni vitali diverse tra loro. E’ la sintesi delle proteine uno dei cardini di una buona e lunga vita. Con il passare degli anni la sintesi proteica, sotto il controllo degli ormoni tiroidei, diminuisce e tutto si rallenta, si opacizza, dalla riduzione della memoria alla ideazione, dal senso di vitalità e forza al profilo ormonale, dalla perdita di calcio nelle ossa alla riduzione della forza contrattile del cuore.
Senza la fase anabolica l’organismo decade e invecchia. Prende il dominio la fase catabolica, non si costruiscono e non si ricambiano le cellule più come prima e inizia la decadenza strutturale anatomica e metabolica- ormonale con il venir medo della sintesi proteica.
Prendiamo la memoria, essa è costituita da “nastri” di proteine prodotte nei neuroni cerebrali sotto gli impulsi delle stimolazioni sensoriali: occhio, tatto, udito, gusto, olfatto. Quando i neuroni cerebrali non possiedono la snellezza e la velocità di sintesi delle proteine, la memoria decade, non si forma nuova memoria. Non solo si perde memoria per la distruzione dei neuroni che custodivano i nastri delle proteine della memoria, ma non si forma nuova memoria perché la sintesi delle proteine nei neuroni cerebrali viene meno progressivamente.
Tutto decade, funzioni e strutture anatomiche, perché non è più assicurata la nutrizione cellulare. I nostri occhi vedono gli alimenti, le nostre mani scelgono il cibo giornaliero e lo portano dal piatto alla bocca, le nostre bocche mangiano il cibo più gradito, il nostro intestino digerisce gli alimenti e trasforma il cibo in molecole nutrienti, cioè in sostanze semplici che possono passare dal tubo intestinale nel sangue per essere trasferite ai miliardi di cellule costituenti il nostro organismo. Noi dobbiamo guardare alla alimentazione con gli “occhi” delle cellule per vedere ciò che ogni cellula richiede per vivere e produrre la sue funzioni vitali. Dobbiamo assicurare ogni giorno una naturale nutrizione cellulare.

NUTRIZIONE CELLULARE

Le cellule perdono la loro capacità di sintesi proteica perché non hanno una nutrizione cellulare adeguata. Cioè ogni cellula deve ricevere ogni giorno adeguate dosi di aminoacidi, glucosio, acidi grassi, vitamine, minerali e tante altre molecole con azione nutraceutica, capaci di entrare nel metabolismo cellulare. Per garantire adeguata nutrizione cellulare occorre avere il sistema vascolare indenne, ben funzionante, un intestino capace di digerire gli alimenti per liberare le molecole nutrienti e attorno ad ogni cellula occorre la presenza del tessuto connettivo ben funzionante e ben ricco della proteina collagene. Abbiamo oltre 6 Kg di collagene in nel nostro corpo, è la proteina più diffusa ed è presente in ogni organo e tessuto. Senza il collagene il corpo umano si affloscerebbe, si ridurrebbe ad un ectoplasma! E’ una semplice proteina, costituita da tre aminoacidi, ma quando degenera inizia il break point, il punto di non ritorno, si va verso una progressiva decadenza funzionale ed estetica, perché viene compromessa la nutrizione cellulare. Le cellule non ricevono in modo continuo e costante le molecole di cui hanno bisogno per vivere e assicurare le loro funzioni vitali. La ricerca scientifica sta scoprendo il valore del tessuto connettivo e della matrice extra cellulare. Nel passato la centralità era stata data solo alla cellula, dimenticando la funzione di servizio e di gestione che il tessuto connettivo ha per garantire il metabolismo in ogni cellula!
Per assicurare idonea nutrizione cellulare occorre conservare in piena funzionalità il tessuto connettivo in ogni organo. Nella parte dedicata alla alimentazione sarà data particolare attenzione alla scelta degli alimenti contenenti molecole nutrienti in grado di “proteggere” e mantenere vitale il tessuto connettivo. Le continue oscillazioni giornaliere della glicemia, nonché l’aggressione dei radicali liberi dell’ossigeno e degli ioni idrogeno fanno degenerare il collagene causando una netta riduzione della nutrizione cellulare, un impedimento all’azione degli ormoni che portano alla degenerazione delle funzioni cellulari fino alla morte della cellula o alla sua trasformazione in cellula maligna con formazione di tumori, cancro. Il nostro organismo in toto ha una età, ma le cellule di cui è composto hanno una durata di vita ben diversa le une dalle altre. I globuli bianchi vivono due giorni, mentre i globuli rossi vivono più di 100 giorni, solo per fare un esempio. Noi siamo costituiti da cellule, ciascuna con la sua durata di vita diversa dalle altre cellule. La durata della vita di ciascuna cellula è determinata dalla sua nutrizione cellulare. La vita di tutte le cellule costituenti il nostro organismo forniscono l’età biologica di ciascuno di noi, che può essere diversa dall’età anagrafica. Tutto però è condizionato dal cibo, ossigeno, acqua, stile di vita e genetica! Con la alimentazione dobbiamo “rifornire” ogni cellula dei nutrienti di cui ha bisogno. Le cellule richiedono molecole nutrienti, non richiedono le Calorie! Il corpo umano utilizza energia chimica (ATP adenosintrifosfato), non utilizza calore per produrre lavoro biologico. Il calore metabolico, cioè la temperatura corporea, è data dagli adipociti bruni, che ossidano acidi grassi saturi sotto il’influenza dell’ormone tiroideo T3. Ma il calore metabolico, non produce lavoro biologico.
Riprenderemo questa riflessione di fisiologia umana nella parte del libro dedicata alla alimentazione, al metodo molecolare che supera il vecchio metodo basato sul conteggio delle calorie giornaliere.
Non si mangiano le Calorie, ma le molecole nutrienti contenute negli alimenti! Quindi per garantire una adeguata nutrizione ad ogni cellula occorre salvaguardare l’integrità del tessuto connettivo

PERSONALE BREAK POINT


Con il passare degli anni si arriva ad un punto di rottura: break point, irreversibile. Gestire il proprio personale break point è la prima scelta per governare il programma biologico della durata della nostra esistenza, dipende da ciascuno di noi. La malattia e la vecchiaia è una scelta personale, è la risultante di scarsa attenzione verso il proprio organismo. Un sano narcisismo aiuta a vivere in salute e a lungo! Per ritardare il nostro break point occorre avere una particolare attenzione verso il tessuto connettivo presente in ogni organo e tessuto, è la struttura anatomica che consente al nostro organismo, a tutte le nostre cellule di “stare insieme”, di vivere in armonia tra loro pur nella loro diversità funzionale. Tutte le cellule hanno lo stesso patrimonio genetico, sono dotate di una loro vita, hanno funzioni fisiologiche e biochimiche diverse secondo gli organi dove esse si trovano. Ogni cellula ha la sua durata di vita, dipendente dalla sua nutrizione cellulare e dal numero delle sue mitosi, cioè delle sue divisioni per generare cellule nuove. Più è alto il numero delle loro mitosi e più decadono ed invecchiano. Più è alto il loro duplicarsi e più è alta la possibilità di degenerare e formare tumori, carcinomi. Nei vari organi esistono le cellule staminali con la funzione primaria di custodire il DNA, il messaggio originario, sempre pronte a sostituire le cellule che esauriscono la loro spinta vitale. Noi tutti siamo nati da una sola cellula, formatesi dall’incontro tra ovulo materno e spermatozoo paterno. Ma tutte risentono della integrità strutturale e funzionale del tessuto connettivo.
Quindi il break point si basa su un cedimento del tessuto connettivo presente in tutti gli organi e tessuti corporei, causato da una progressiva degenerazione della proteina più diffusa del corpo umano: il collagene. Il tessuto connettivo “connette” le cellule tra loro e assicura la loro più efficiente nutrizione. Tutti i nutrienti trasportati con il sangue possono passare dall’interno del capillare e arrivare a ciascuna cellula solo passando attraverso il tessuto connettivo, composto in prevalenza dalla proteina collagene. Se questa proteina è degenerata il passaggio dei nutrienti dal capillare alla cellula non avviene in modo adeguato e continuo. La cellula senza i suoi necessari nutrienti degenera e muore! Questo è l’invecchiamento metabolico, che può risultare irreversibile e progressivo.
La alimentazione deve assicurare una adeguata nutrizione cellulare, cioè ogni cellula deve ricevere il glucosio, gli aminoacidi, i minerali, gli acidi grassi, le vitamine e tante altre molecole nutrienti di cui ha bisogno per generare nuove cellule, per produrre le funzioni deputate a ciascuno organo e tessuto del corpo umano. Se beviamo ora un bicchiere di acqua, le molecole dell’acqua ingerita arriveranno, in pochi minuti, a tutte le nostre cellule. Prima di entrare all’interno di ciascuna cellula, l’acqua deve passare attraverso il tessuto connettivo che circonda la cellula. Se il tessuto connettivo è danneggiato non assicurerà l’entrata dell’acqua all’interno della cellula, con evidenti danni! Insomma il tessuto connettivo con la sua principale proteina, il collagene, è il mare e le singole cellule sono le isole sparse in questo vasto mare che è in noi!
La principale causa di degenerazione del tessuto connettivo e quindi della proteina collagene è la continua oscillazione della glicemia: concentrazione del glucosio nel sangue, determinata dalla qualità e quantità dei carboidrati ingeriti. L’invecchiamento metabolico è causato da una alterazione nella nutrizione cellulare ed è caratterizzato dal venir meno delle funzioni assicurate da un organo. La malattia parte da una lesione biochimica del tessuto connettivo e da una alterata nutrizione cellulare, si realizza attraverso una lesione istologica, con modificazioni dei caratteri biologici cellulari di un tessuto e si manifesta in una lesione patologia di organo con segni e sintomi clinici, sui quali viene formulata una diagnosi patologica. Ma tutto parte da una lesione biochimica del tessuto connettivo che non riesce a fornire un flusso idoneo molecole nutrienti ad ogni cellula. Ogni errore alimentare contribuisce a far degenerare il tessuto connettivo, compromettere la matrice extracellulare che portano a variazione negativa della nutrizione cellulare. Nasce la malattia! La nutrizione cellulare idonea impedisce la formazione della primaria lesione biochimica! Ogni cellula del nostro corpo “mangia” ciò che abbiamo deciso noi con la alimentazione giornaliera e ciò che arriva al suo interno dopo aver attraversato il tessuto connettivo. La nutrizione cellulare è una adeguato rifornimento di molecole nutrienti: glucosio, aminoacidi, acidi grassi, minerali, vitamine, nutraceuti, ossigeno, acqua ad ogni cellula. Il venir meno di queste molecole nutrienti causa alterazione funzionale, metabolica – ormonale delle cellule, che degenerano, riducendo le funzioni degli organi vitali fino alla comparsa di malattie invalidanti, croniche degenerative, decadenza estetica. Il processo di decadenza funzionale ed estetica, cioè l’invecchiare, comincia con la modifica della propria composizione anatomica, condizionata dalla alimentazione, stile di vita, attività lavorativa e motoria e si amplifica con il cedimento della sintesi delle proteine, tessuto connettivo e collagene che portano all’invecchiamento metabolico, ormonale.
L’insieme delle molecole nutrienti che ogni giorno, più volte al giorno introduciamo con il cibo porta modificazioni anatomiche, metaboliche, ormonali notevoli. Se il cibo quotidiano non viene ben dosato nei suoi vari nutrienti provoca malattie e cattiva salute, sia per eccesso che per difetto, l’assunzione di carboidrati, proteine e grassi, così come quella di sali minerali e vitamine, comporta uno squilibrio degli assi ormonali che provocano difficoltà negli scambi cellulari e quindi un senso di malessere fisico ed estetico per l’intero organismo.


100 MILA MILIARDI DI CELLULE

Il nostro corpo, nel momento più alto della nostra vitalità, ha circa 100 mila miliardi di cellule, un miliardo di cellule ogni grammo di tessuto effettivo, poi con il passare degli anni queste cellule si riducono nel numero e inizia la decadenza funzionale ed estetica. Nella prima fase della nostra vita, infanzia e giovinezza, predomina l’anabolismo, cioè la sintesi proteica con formazione di nuove cellule, massa magra e muscolare, con l’incremento della altezza sotto il vigile controllo del profilo ormonale sia per le femmine sia per i maschi. Poi arriva il momento in cui l’anabolismo perde la sua spinta, il profilo ormonale cambia e prede il sopravvento il catabolismo, caratterizzato dalla progressiva perdita della massa magra muscolare e dalla riduzione del metabolismo energetico con accumulo progressivo di massa grassa sottocutanea e soprattutto addominale e viscerale.
Quando la circonferenza ombelicale supera i 85 cm per la donna e 98 cm per l’uomo, lì inizia il processo di decadenza estetica e funzionale. Inizia il personale break point, il punto di svolta, il punto di non ritorno! Il processo di invecchiamento di un corpo umano è caratterizzato da riduzione di massa magra muscolare, acqua corporea totale con particolare riduzione dell’acqua all’interno delle cellule ed incremento dei volumi di acqua extra cellulare, cedimento tessuto connettivo, perdita di massa ossea. Ci fa sempre una grande impressione incontrare dopo anni persone conosciute in gioventù. Al di là delle rughe e del cambiamento della conformazione corporea, ciò che ci colpisce di più è la netta riduzione della loro altezza. E’ causata dal cedimento del tessuto connettivo e dalla conseguente perdita della massa ossea per alterata nutrizione delle cellule costituenti le ossa vertebrali e delle gambe. Per verificare lo stato del nostro tessuto connettivo possiamo fare un check-up glicazione proteica, che si può leggere nella parte del libro dedicato alla medicina preventiva. Il collagene è una proteina composta da tre aminoacidi: prolina, lisina, idrossiprolina. Lo studio dei metaboliti di questi aminoacidi é un indicatore di glicazione del nostro organismo.
Comunque il confronto tra la propria attuale altezza e i cm avuti in età giovale è un ottimo indicatore pratico per misurare lo stato del nostro break point e del nostro cedimento connettivale !
Con il passare degli anni, quindi, il numero delle cellule metabolicamente attive si riduce e si incrementa lo spazio extra cellulare. La riduzione del numero delle cellule causa una netta riduzione del consumo di quanto abbiamo mangiato. Non ci sono più i “forni” per bruciare il carico alimentare giornaliero, cosicché pur non cambiando le proprie abitudini alimentari si finisce per trasformare l’eccesso energetico alimentare in grasso corporeo. Il tutto porta a brusche variazioni di glicemia, ad un ulteriore progressivo cedimento del tessuto connettivo, degenerazione della proteina collagene che si unisce sempre di più al glucosio formando protenie glicate, che impediscono la naturale nutrizione delle cellule, che decadono e muoiono. Il collagene viene prodotto dai fibroblasti e circondando le cellule condiziona la loro nutrizione. Insieme al collagene, è presente nel tessuto connettivo l’acido ialuronico e altre strutture istologiche e biochimiche. Ogni nutriente ed ogni ormone, l’ossigeno e l’acqua, devono passare attraverso il tessuto connettivo per arrivare all’interno di ciascuna cellula. Quando il collagene si unisce al glucosio si scatena un processo biochimico detto glicazione delle proteine, cioè l’unione del glucosio con il collagene con il risultato di modificazione sostanziale della nutrizione cellulare. Le cellule decadono e muoiono per carenza di nutrienti e del’azione sempre più ridotta degli ormoni. Questo scenario è cronaca di ogni giorno che interessa tutti noi.


UN PROCESSO INFIAMMATORIO CRONICO


La diminuzione del numero delle cellule metabolicamente attive riduce la capacità di “bruciare” il carico alimentare giornaliero, che viene trasformato nel fegato in trigliceridi ,che a loro volta vengono accumulati all’interno degli adipociti bianchi: magazzini di stoccaggio di energia non utilizzata. Gli adipociti sono cellule intelligenti, capaci di programmare la loro sintesi delle proteine. L0ingresso dei trigliceridi all’interno degli adipociti causa il loro progressivo aumento del volume, visibile per l’incremento della circonferenza ombelicale e per l’aumento della superficie corporea per espansione del grasso addominale e sottocutaneo. Gli adipociti singoli non possono ricevere una dose illimitata di trigliceridi al loro interno perché andrebbero incontro ad una loro “esplosione” per eccesso di volume. Un adipocita supera la sua capacità di accumulo di grasso, se non ferma la ulteriore entrata di trigliceridi, esploderebbe come un palloncino con troppa aria soffiata dentro! Cosicché per evitare la morte l’adipocita, raggiunto un preciso volume, organizza una nuova sintesi proteica producendo particolari proteine finalizzate ad impedire ulteriore entrata di trigliceridi al suo interno. Queste proteine hanno una azione protettiva, vitale per gli stessi adipociti, ma svolgono una devastante azione infiammatoria su tutto il resto dell’organismo, causando patologie degenerative croniche e invalidanti, quali: diabete mellito tipo 2, aterosclerosi, ipertensione arteriosa, sindrome metabolica, steatosi epatica, alterazione profilo ormonale sessuale…..infiammazione cronica sistemica, estesa su tutto l’organismo!
Invecchiare è un processo infiammatorio cronico causato dall’eccesso di adipociti ipertrofici, aumentati di volume. L’ipertrofia causa a sua volta un netto aumento del numero degli adipociti, con il compito di accumulare il grasso che gli altri adipociti già ipertrofici non possono accumulare. Cosicché la massa adiposa aumenta sempre di più, generando condizioni di infiammazione cronica irreversibile.
Cosi il nostro corpo piano piano, giorno dopo giorno viene intossicato dal cibo ingerito, si trasforma nella sua struttura anatomica, istologica.
Lo spazio extra cellulare con il tessuto connettivo e il collagene degenerato prende la dominanza sullo spazio anatomico occupato dall’insieme delle cellule.
Si riduce la massa magra muscolare e la massa ossea (dapprima osteopenia poi osteoporosi), si perde acqua che si accumula nel tessuto connettivo degenerato formando ritenzione idrica, edemi gambe e mani, gonfiori, cellulite. L’acqua come volume totale è diminuita, mentre è aumentato il volume idrico raccolto fuori dalle cellule perché il numero delle cellule è diminuito. Aumenta la massa adiposa con stato di infiammazione cronica , cedimento del tessuto connettivo su tutti gli organi e tessuti. L’inquinamento metabolico da radicali liberi dell’ossigeno e la variazione dell’acidità tessutale e corporea, nonché lla disarticolazione degli ormoni completano il quadro di invecchiamento progressivo del corpo umano.
E’ il tramonto della vitalità e della autosufficienza. La medicina e la chirurgia possono tenerci in vita, ma la qualità della nostra esistenza è ormai del tutto compromessa, in modo irreversibile.
Questo orizzonte biologico con il sole della vita al tramonto si evidenzia talvolta in modo brusco e improvviso, ma è inizia molto tempo prima ed è il risultato di una ridotta attenzione verso il proprio corpo, di una limitata conoscenza dell’anatomia e fisiologia del nostro organismo. Il libro vuole fornire alcuni contributi di conoscenza sui principali meccanismi che sono alla base della qualità e durata della nostra esistenza.
Ed ora passiamo a conoscere la composizione corporea, cioè la ripartizione delle principali componenti anatomiche del nostro organismo: massa grassa, massa magra e muscolare, acqua corporea totale ( intracellulare ed extracellulare), metabolismo.





Prof. PIER LUIGI  ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica  Roma - Arezzo
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