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Mangiare è un fattore di rischio patologico

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MANGIARE E’ UN FATTORE di RISCHIO PATOLOGICO

Mangiare è un fattore di rischio patologico se la scelta degli alimenti non è adeguata alla nutrizione molecolare delle cellule.
Le principali molecole nutrienti che ogni giorno il nostro organismo richiede sono ossigeno, acqua, carboidrati, proteine e lipidi, minerali, vitamine ed altre molecole dotate di azione nutraceutica e nutrigenomica.
La ripartizione di queste molecole e principi nutritivi condizionano il profilo metabolico e ormonale di ciascuno di noi, nonché il peso corporeo e l’accumulo di massa grassa.
La conoscenza della fisiologia e della biochimica del corpo umano costituisce la base scientifica ed è essenziale per la scelta giornaliera della nostra alimentazione. Il cibo non è solo Calorie! Ogni volta che mangiamo il sangue e l’intero organismo vanno incontro a profonde modifiche metaboliche e ormonali, responsabili del nostro stato di salute, benessere funzionale ed estetico, ad ogni età!
Le continue oscillazioni glicemiche e lipemiche post prandiali condizionano negli anni la capacità di adattamento metabolico e ormonale dell’intero organismo. Quando i nostri sistemi metabolici non riescono a rispondere nei giusti tempi biologici agli atti alimentari, il corpo umano inizia la sua fase di breack point, di decadenza funzionale che porta alla patologia. Con il passare degli anni si ha una riduzione della sensibilità dei tessuti e organi corporei all’insulina, incapace di controllare le continue oscillazioni di glicemia post prandiali generando condizioni patologiche e invalidanti progressive. Occorre gestire quindi con attenzione il variare continuo degli assetti glicemici, lipemici e aminoacidici post prandiali per mantenere un sano peso corporeo e prevenire patologie croniche degenerative.
Ciacun atto alimentare è in grado di modificare lo stato di salute e della composizione del sangue e dell’intero organismo.
Ridurre il cibo solo a Calorie è riduttivo e non è in grado di descrivere l’orizzonte nuovo che si realizza dopo che la nostra mano ha portato il cibo dal piatto alla bocca. Dopo ogni atto alimentare siamo diversi da prima di mangiare!
Occorre classificare gli alimenti per monitorare i loro effetti post prandiali sui parametri fisiologici, perché la ricerca scientifica sta evidenziando con una grande quantità di evidenze che lo stato post prandiale rappresenta un fattore primario nello comparsa e sviluppo delle malattie degenerative croniche, sovrappeso , obesità, diabete mellito tipo 2, steatosi epatica, ipertensione arteriosa, aterosclerosi.

Occorre esplorare il vitale rapporto tra il cibo e il profilo metabolico e ormonale che si istaura dopo ogni atto alimentare. Ogni volta che noi mangiamo si genera una digestione, un assorbimento di nutrienti a livello intestinale che genera e condiziona i livelli di glicemia, lipemia, di aminoacidi, minerali, vitamine e molecole nutraceutiche e
nutrigenomiche che entrano nel nostro metabolismo e diventano parte costituente il nostro corpo. E’ quindi necessario scegliere il proprio cibo ad ogni atto alimentare e non valutare solo l’intera nostra alimentazione giornaliera.
Per realizzare una alimentazione compatibile con il nostro intestino e con il nostro profilo ormonale e metabolico occorre essere consapevole delle variazioni fisiologiche e biochimiche promosse dalle molecole alimentari. Atto per atto alimentare.
Il nostro organismo non rimane stabile, in condizione di omeostasi ferma. Abbiamo un organismo vivente che si modifica attimo per attimo e nel suo equilibrato dinamismo biologico genera la vita.
Sta qui una delle chiavi, forse la più importate e determinante, del rapporto tra cibo e peso corporeo, sovrappeso e obesità.
Il sangue è un libro aperto in cui il nostro corpo invia messaggi biochimici – ormonali ad altri organi e tessuti. Il cibo è il principale mediatore tra l’ambiente esterno a noi e il nostro patrimonio genetico. All’interno di ciascuna nostra cellula entrano le molecole nutrienti ingeriti con la alimentazione. Non entrano le Calorie!
Le analisi emato-cliniche sono eseguite al mattino dopo il lungo digiuno notturno e ci forniscono le risultanze definite “basali” .
La gran parte della nostra vita giornaliera avviene nella fase post prandiale: dopo colazione, pranzo, cena e dopo spuntini vari.
Il riferimento alle condizioni basali del mattino dopo il digiuno notturno può risultare non valido a definire lo stato di salute perché non abbiamo la piena conoscenza degli assetti metabolici e ormonali che si verificano durante la giornata.
Il cibo sulla tavola è uguale per tutti nella sua composizione corporea, mentre ciascuno ha il suo corpo l’uno diverso dagli altri, con il suo metabolismo e profilo ormonale
Prima conoscere il corpo, poi scegliere il proprio miglio cibo!
Il calcolo giornaliero delle Calorie non riesce a dare sufficienti spiegazioni alla origine e diffusione del sovrappeso e obesità.
Le variabili metaboliche più rilevanti dopo i pasti sono i valori della GLICEMIA e della LIPEMIA, regolati da soggettivi profili ormonali capaci di azioni specifiche su tutte le cellule e in particolare sul fegato, adipociti, muscolo, cervello.
Il valore glicemico post prandiale genera una risposta insulinemica e gli adipociti dell’organo adiposo sono le cellule più sensibili all’insulina, capace di far accumulare in essi i trigliceridi alimentari, condizionanti aumento della massa grassa e del peso corporeo. Picco glicemico post prandiale con il relativo indice insulinemico è una delle principali cause di sovrappeso e obesità. Il controllo del picco glicemico e dell’indice insulinemico è la scelta prioritaria nel recuperare il proprio personale peso forma e prevenire l’obesità e patologie croniche degenerative e di decadenza estetica e funzionale. Non è sufficiente considerare la quantità del cibo ingerito ogni giornata e neppure il calcolo giornaliero delle Calorie per dimagrire, recuperare peso forma, prevenire l’obesità.
E’ necessario conoscere la diversa composizione in principi nutritivi, definita qualità molecolare, degli alimenti ingeriti, la combinazione “nutrizionale” tra carboidrati, proteine e lipidi di ogni atto alimentare per garantire una alimentazione compatibile con la capacità di digestione e di assorbimento intestinale al fine di evitare bruschi e rapidi incrementi di glicemia e lipemia post prandiali

Non è sufficiente considerare la qualità del cibo ingerito, è necessario conoscere gli alimenti scelti non più e solo in base alle loro Calorie, ma soprattutto in base alle molecole e principi nutritivi in essi contenuti.
Occorre programmare la propria alimentazione scegliendo una salutare ripartizione tra carboidrati, lipidi e proteine superando il semplice calcolo delle Calorie giornaliere : dalle CALORIE alle MOLECOLE
Occorre intervenire con molecole nutritive naturali, come le fibre idrosolubili contenute nel Libramed, per controllare il PICCO GLICEMICO, il PICCO LIPEMICO E INDICE INSULINEMICO, per recuperare il peso forma e prevenire sovrappeso, obesità, diabete mellito tipo 2 e patologie cardiovascolari.


Il periodo post prandiale è la fase metabolica più pericolosa per la salute del corpo umano.
Il picco glicemico si verifica entro le prime due ore dal pasto, PRECEDE e CONDIZIONA il picco lipemico che si realizza dopo 4 – 6 ore e viene ad agire su tessuti ed organi già stressati.
Il picco glicemico e il picco lipemico sono due condizioni di stress metabolico e ormonale, responsabili di patologia infiammatoria e degenerativa.
La mano sceglie il cibo e lo porta alla bocca, entrato nell’intestino viene digerito a molecole semplici, che sono assorbite in prevalenza nell’intestino tenue dove sono collocati i villi intestinali. Essi sono le porte attraverso le quali le molecole nutrienti entrano nel sangue.
Fino a quando il cibo è all’interno del nostro intestino è “fuori” di noi, anche se ospitiamo il lungo tubo intestinale nel nostro addome. Il cibo diventa”noi” solo dopo essere stato assorbito nel sangue. L’intestino svolge un ruolo primario nel condizionare sovrappeso e obesità.
E’ la stazione da dove parte il treno del nostro metabolismo, che ha diverse “ importanti” fermate, tra queste il fegato, organo vitale e regista dell’intero metabolismo corporeo. L’eccesso di energia introdotta con la alimentazione viene depositata negli adipociti dell’organo adiposo. Queste cellule sono la stazione terminale, di arrivo del viaggio alimentare all’interno del nostro organismo.
Queste righe desiderano descrivere il ruolo primario dell’intestino, fegato nel condizionare il deposito di massa grassa nel corpo umano. Noi dobbiamo guardare alla nostra alimentazione con gli “occhi” delle cellule, considerare le molecole nutrienti che arrivano all’interno delle cellule e il loro destino metabolico.




Prof. PIER LUIGI  ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica  Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70