Stipsi diverticolosi intestinale e il riflesso gastrocolico
IL RIFLESSO GASTRO COLICO
STIPSI e DIVERTICOLOSI INTESTINALE
Con questo intervento desidero evidenziare come la nostra “cultura” giornaliera, cioè i nostri tempi di vita, di lavoro e di relazione, il nostro modello quotidiano di vita possa trasformarsi in patologia. La nostra quotidianità viene spesso staccata dai nostri bioritmi fisiologici naturali. Il risultato che la Natura vince sempre sulla cultura!
La Natura ha dotato il corpo umano di leggi fisiologiche con precise cadenze temporali programmate sull’alternanza della luce e della notte.
Nelle ore antecedenti all’alba lo stomaco tende a secernere GRELINA, un ormone che stimola la contrazione dell’ultima parte del colon discendente per favorire la evacuazione del cibo ormai non più utile!
L’azione della grelina sul colon discendente si chiama RIFLESSO GASTRO COLICO. Cioè lo stomaco regola la evacuazione dei residui alimentari al mattino prima di affrontare la giornata e ricevere con i nuovi pasti giornalieri il cibo. Occorre “sfruttare” il riflesso gastro-colico del mattino per vincere la stipsi, il meteorismo intestinale, la eccessiva produzione di gas intestinale si sviluppa per il ristagno dei residui alimentari negli ultimi 50 cm dell’intestino.
Per favoriree il riflesso gastro-colico consiglio di dare la massima importanza alla colazione con queste scelte alimentari:
1 - appena svegli bere acqua o bevanda calda (tè oppure orzo non zuccherato)
2 - fare una buona colazione dopo 30 minuti con latte scremato (chi non lo
tollera prenda latte predigerito senza lattosio) o yogurt da latte scremato con
cereali (avena o mais) e frutta fresca di stagione, molto indicato kiwi ridotto a
purea
3 - avere tempo da dedicare all’intestino, prima di uscire di casa!
LA CULTURA E LA NATURA
Rifiutare il riflesso gastro – colico al mattino significa compromettere l’igiene e la funzionalità intestinale durante tutto il giorno. Noi possiamo decidere “entrata” ed “uscita” del cibo all’interno dell’intestino, ma non abbiamo alcuna possibilità di decisione sulla funzionalità digestiva del cibo ingerito. La fretta, la cattiva abitudine di non fare colazione, non avere il necessario tempo di andare in bagno nel mattino sono cause di stipsi e di patologie gravi intestinali, che pensiamo di risolvere con assunzione di farmaci!
La nostra cultura, cioè la organizzazione dei ritmi giornalieri e di lavoro, può essere causa di malattia. Piccole scelte di vita quotidiana per l’igiene e benessere molto più efficaci dei farmaci. Il riflesso gastro-colico è attivo durante la giornata nelle persone con patologie in atto nel colon, costrette ad andare in bagno appena finito di mangiare!
La diverticolosi del colon, che molte persone hanno, può essere causata da forti contrazioni delle pareti del colon discendente sotto l’azione della grelina. Rifiutare il riflesso gastro – colico al mattino significa compromettere l’igiene e la funzionalità intestinale durante tutto il giorno. Ho preparato un dossier sulla stipsi, dapprima un disturbo funzionale, che non risolto porta a patologie invalidanti la vita!
LA STIPSI: CAUSE E TRATTAMENTO
La stipsi è una diminuzione del numero delle evacuazioni, associata o meno ad un rallentamento del tempo di transito gastrointestinale e ad una riduzione del contenuto in acqua delle feci. Una persona ha la stipsi quando effettua meno di 3 evacuazioni nella settimana, con emissione di feci dure, abitualmente di peso inferiore agli 80 grammi, la cui forma può variare.
Nei paesi dell'Europa occidentale, nei quali la dieta è relativamente povera di fibre vegetali e di scorie, il peso medio delle feci si aggira intorno ai 100-150 g/24 ore ed il numero di evacuazioni considerato normale è compreso tra 4 e 10 la settimana.
La definizione dei parametri di normalità varia, in realtà, in funzione di una determinata area geografica e delle relative abitudini alimentari. Infatti il fattore più importante nel determinare la frequenza delle evacuazioni ed il peso delle feci emesse è la quantità di fibra vegetale indigeribile presente nella dieta
La ricerca scientifica ha indicato uno strumento medico diagnostico, usato sia in ambito clinico che sperimentale, creato per classificare la forma e consistenza delle feci umane in categorie: Bristol Stool Scale o Bristol Stool Chart o Scala delle feci di Bristol. La forma e la consistenza delle feci dipendono dal tempo di permanenza delle stesse nel colon.
La scala prevede sette categorie distinte:
Tipo 1: Grumi duri separati tra loro, come noci/nocciole (difficili da
emettere); dette anche: feci caprine.
Tipo 2: A forma di salsiccia, ma formata da grumi uniti tra loro.
Tipo 3: Come un salame, ma con crepe sulla sua superficie.
Tipo 4: Come una salsiccia o un serpente, liscia e morbida.
Tipo 5: Pezzi separati morbidi con bordi come tagliati/spezzati chiara
(facile da emettere).
Tipo 6: Pezzi soffici/fioccosi con bordi frastagliati, feci pastose.
Tipo 7: Acquosa, nessun pezzo solido. Completamente liquida.
I Tipi 1 e 2 sono espressione di stipsi
I Tipi 3 e 4 rappresentano la forma/consistenza ideale, in particolare il tipo 4, in quanto sono i più facili da defecare.
I Tipi 5 e 6 sono progressivamente tendenti alla diarrea, che è manifesta nel Tipo 7.
La applicazione di questa scala nelle ckl,iniche e ospedali di ogni parte del mondo ha evidenziato che le feci di tipo 1 e 2 sono prevalenti nella popolazione femminile, le feci di tipo 5 e 6 sono prevalenti negli uomini; inoltre, nell'80% dei soggetti affetti da tenesmo (urgenza a defecare) hanno feci di tipo 7.
I risultati della ricerche eseguite applicando questo strumento diagnostico indicano che circa 1 persona su 5 presenta un transito rallentato (feci di tipo 1 e 2), mentre 1 su 12 presenta un transito accelerato (feci di tipo 5 e 6). Inoltre, l'età, il sesso, il rapporto tra peso corporeo e altezza (BMI), la asportazione della colecisti ed eventuale somatizzazione di componenti psicosomatiche influenzano la natura delle feci; al contrario non influenzano le stesse il fumo, l’alcool, lo stato civile, il livello di istruzione, l’asportazione di appendice o di malattia gastrointestinale familiare e l'uso di contraccettivi orali!

Il termine "stipsi" è molto spesso frainteso per un approssimativo concetto di "normalità" determinato sulla base di criteri assolutamente soggettivi. E' in seguito a questo "equivoco" che molti pazienti spesso abusano di lassativi e clisteri non appena questa presunta normalità o "frequenza ottimale" non viene rispettata: alla lunga il risultato è una severa compromissione della funzionalità rettocolica con atonia intestinale, perdita dello stimolo alla defecazione, formazione di fecalomi, etc.
STIPSI FUNZIONALE - ACUTA e CRONICA
Stipsi funzionale
L'eccessiva compattezza delle feci, conseguente alla disidratazione, comporta la loro emissione con sforzo e il timore di dover affrontare una defecazione prolungata e a volte dolorosa aggrava ulteriormente la condizione, portando il paziente - consapevolmente o meno - a trascurare o reprimere lo stimolo, determinando così una stipsi funzionale.
Stipsi acuta
Si parla di stipsi acuta quando il numero delle evacuazioni settimanale si ridice bruscamente. Questa condizione può essere :occasionale, quando compare in una persona non abitualmente stitica con un'attività intestinale generalmente regolare. Le cause di stipsi acuta possono essere : cambiamenti di ambiente, brusche variazioni climatiche, variazioni della dieta, condizioni di stress e di ansia, etc. Oppure può essere l'acutizzazione di una condizione cronica - che si manifesta nel soggetto stitico con un numero di evacuazioni ulteriormente ridotto rispetto alla già bassa frequenza abituale. In caso di stipsi acuta è utile - e talvolta indispensabile - il ricorso ai lassativi cosiddetti "forti", ovvero a quei prodotti in grado di provocare l'evacuazione a distanza di poche ore dalla somministrazione.
Stipsi cronica
Si parla di stipsi cronica quando la sintomatologia è di tipo duraturo, ovvero si protrae per un periodo superiore ad almeno due mesi ed oltre. La stipsi cronica richiede primariamente una "rieducazione" dell'alvo intestinale, che si traduce in una correzione delle abitudini igienico-alimentari . La stipsi cronica è una patologia frequente, specialmente tra gli anziani. L'osservazione da parte di Ippocrate di un'aumentata incidenza di stipsi nell'anziano ("L'intestino con l'età tende a diventare pigro", 2.500 a.C.), viene infatti confermata dai dati epidemiologici del nostro secolo.
La distinzione di base tra stipsi cronica e stipsi acuta è molto importante ai fini del trattamento.


Nella popolazione adulta l'incidenza media di stipsi è del 2%; considerando la popolazione in età avanzata (oltre i 65 anni) si stima che il 26% degli uomini ed il 34% delle donne soffrano di stipsi. Inoltre, ben il 75% delle persone con età superiore a 65 anni ricorre abitualmente a lassativi per regolarizzare la propria funzione intestinale . Il costo economico del trattamento della stipsi è elevatissimo.
LA STIPSI: LA DIGESTIONE AVVIENE NELL’ACQUA
Ogni pasto richiede per la sua completa digestione ben 9 litri di acqua, di 2 litri sono assunti con gli alimenti, mentre i rimanenti provengono dalle secrezioni salivari e gastrointestinali. La digestione avviene nell’acqua perché gli enzimi del pancreas sono attivi solo in acqua. La bile svolge una azione di solubilizzare le molecole dei grassi alimentari in acqua.
L'intestino tenue riassorbe circa l'80% di questo carico liquido; la restante parte è riassorbita dal colon e solo 100-150 ml di acqua sono eliminati giornalmente con le feci. Una riduzione di acqua nell’intestino per carenza di alimenti vegetali crudi e di non ingestione di acqua durante il giorno crea una cattiva digestione (dispepsia, meteorismo…).
La diffusa opinione che non bisogna bere acqua durante i pasti per evitare un eccessiva diluizione del succo gastrico o per non ingrassare è priva di ogni convalida scientifica. E’ consigliabile invece assumere acqua prima di mangiare per aiutare la funzionalità intestinale, per garantire la giusta idratazione intestinale, per migliorare l’efficienza degli enzimi pancreatici, per migliorare il transito del cibo all’interno del tubo intestinale. Bere prima di mangiare è utile per evitare la perdita di acqua dagli organi verso l’intestino durante la digestione: furto di acqua corporea verso l’intestino.
Una carenza di introduzione di acqua nella giornata causa alterazioni nella funzionalità intestinale e impedisce la crescita di batteri utili nei processi di digestione e di assorbimento intestinale dei nutrienti intestinali.
L’intestino desidera ricevere alimenti crudi e liquidi per garantire la massima efficienza ed igiene. Invece la nostra attuale alimentazione, realizzata per lo più in fretta e fuori casa, è basata su alimenti cotti e solidi! Questi errati comportamenti alimentari causano cattiva digestione, meteorismo con gonfiore addominale e stipsi acuta e cronica.
In commercio vengono immessi sempre di più alimenti con bassi valori di acqua utili alla vendita ma non utili al benessere intestinale. La conservazione a lungo di un alimento dipende dalla sua quantità di acqua. Un alimento meno acqua contiene, più tardi sarà la sua data di scadenza, consentendo un periodo più lungo per la sua commercializzazione!
Una scarsa assunzione di liquidi, ovvero un'alimentazione prevalentemente "secca", porta ad una maggiore consistenza e durezza delle feci, tale da ritardare il transito e renderne difficile l'espulsione. La disidratazione rappresenta un importante fattore di rischio per la stipsi nei soggetti anziani, nei quali la sensazione di sete è spesso ridotta e gli equilibri ormonali che regolano l'osmolarità ematica sono alterati. E' raccomandabile l'assunzione giornaliera di almeno 1,5 litri di liquidi per prevenire la disidratazione e la stitichezza.
Spesso accanto ad un riduzione di acqua giornaliera, si ha una carenza della dose di fibra alimentare.
Una dieta a basso contenuto di fibre viene considerata uno dei più importanti fattori predisponenti allo sviluppo della stipsi. E' infatti ampiamente noto l'importante ruolo delle fibre introdotte con la dieta nel conferire il giusto volume ed idratazione alla massa fecale, entrambi fattori essenziali per una corretta funzionalità intestinale. Tale effetto è proporzionale alla quantità di fibre ingerite.
La sedentarietà è certamente un'altro fattore di rischio per la stipsi, in quanto la lassità dei muscoli addominali e del pavimento pelvico influiscono sulla motilità intestinale e sull'efficienza dell'atto defecatorio. I pazienti costretti a letto spesso presentano un rallentato transito intestinale e l'esperienza suggerisce che l'esercizio fisico o i massaggi addominali costituiscono un utile intervento terapeutico nei pazienti stitici di età avanzata.
Molti trattamenti farmacologici possono determinare una condizione di stipsi, specie nelle persone avanti con l’età, tra i quali più ampio risulta il loro impiego. Tra i farmaci che causano stipsi:
anticolinergici (alcuni antidepressivi ed antipsicotici), narcotici, diuretici, calcioantagonisti, antiacidi ad elevato contenuto di alluminio e calcio. Inoltre, anche alcuni antiinfiammatori non steroidei (FANS) e gli ACE-inibitori possono ridurre la motilità gastrointestinale tramite un rilasciamento della muscolatura liscia.
Nella tabella seguente vengono riassunte le cause che più frequentemente possono condurre alla stipsi cronica:
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Abitudini di vita errate |
Basso contenuto dietetico di fibre; ridotta assunzione di liquidi; sedentarietà. |
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Malattie intestinali |
Diverticolite; ragadi anali; emorroidi; colite spastica o colon irritabile; tumori, etc. |
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Trattamenti farmacologici |
Analgesici; anticolinergici (antispastici, antidepressivi, antipsicotici, farmaci anti-Parkinson); agenti contenenti cationi (ferro, alluminio, calcio); farmaci che agiscono centralmente (oppiacei, antiipertensivi, bloccanti gangliari, alcaloidi della vinca, anticonvulsivi, calcio-antagonisti). |
Più raramente, malattie sistemiche neurologiche (p.e., traumi spinali, morbo di Parkinson, malattia cardiovascolare, etc) o metaboliche (diabete, ipotiroidismo, etc) possono causare una stipsi grave per la mancanza del riflesso gastrocolico e/o di un indebolimento dei muscoli addominali e pelvici e dell'immobilità del colon-retto. La depressione e la demenza, così come altri fattori psicologici, possono rappresentare ulteriori elementi predisponenti allo sviluppo di stipsi nelle persone avanti con l’età, indipendentemente da quelli correlati alle abitudini di vita.
CURARE LA STIPSI
Il trattamento della stipsi acuta e cronica prevede la correzione di tutti quei fattori che l'hanno determinata. Pertanto le strategie terapeutiche includono:
una modificazione radicale della dieta
un adeguato apporto idrico
una regolare attività fisica.
PRIMA AZIONE
AUMENTARE LA DOSE GIORNALIERA DI FIBRA ALIMENTARE
Garantire ogni giorno la dose di 25 -30 grammi di fibre alimentari, contenute solo in alimenti di origine vegetale: verdura, cruda e cotta, frutta, cereali interi, legumi, pane e prodotti da forno integrali. L’aumentato volume occupato dalle fibre e della maggiore ritenzione di acqua si ha un aumento della massa fecale con formazione di feci morbide che transitano rapidamente e vengono più facilmente evacuate. Durante i primi giorni di elevata assunzione di fibre i pazienti possono lamentare distensione addominale e/o eccessiva flatulenza; manifestazioni che scompaiono rapidamente col tempo e che possono essere evitate se l'aggiunta di fibre alla dieta avviene gradualmente e si accompagna ad abbondante assunzione di liquidi.
SECONDA AZIONE
AUMENTARE IL VOLUME GIORNALIERO DI ACQUA
Un adeguato apporto idrico, mediamente nella misura di 1,5 litri giornalieri, contribuisce inoltre in modo importante all'idratazione della massa fecale e quindi ad una più facile espulsione.
TERZA AZIONE
ATTIVITA’ MOTORIA GIORNALIERA
Occorre svolgere una regolare attività fisica quotidiana, i cui effetti benefici si rifletteranno non solo sulla regolarità intestinale, ma anche su molte altre funzioni dell'organismo.
A queste semplicissime norme igienico-dietetiche - indispensabili per recuperare una normale funzionalità gastrointestinale - possono poi essere associati, per aiutare ulteriormente un intestino pigro, i cosiddetti lassativi "blandi", come i lassativi di massa oppure i lassativi osmotici vegetali.
QUARTA AZIONE
SANA SCELTA FITOTEPAPICA INTESTINALE
La ricerca scientifica ha evidenziato piante medicinali dotate di spiccata azione per la igiene e il benessere intestinale. E’ possibile, quindi, formulare una preparazione fitoterapica realizzata in base alle proprie personali condizioni cliniche intestinali, non solo per la risoluzione della stipsi. Una scelta di piante medicinali, dotate non solo di una attività lassativa immediata, ma capaci di intervenire sull’intero apparato gastrointestinale per recuperare appieno la sua corretta funzionalità e regolarizzare il numero e la consistenza delle defecazioni senza ricorrere all'ulteriore uso di lassativi chimici.
Le forme di somministrazione più idonee per una preparazione ad azione lassativa, la cui particolare efficacia è comprovata sia da recenti studi sono le compresse per uso orale (maggiormente efficaci, ad esempio, delle capsule per il tempo di disgregazione) e le miscele per infusione, da assumersi sotto forma di tisana.
La tisana, è il modo più "tradizionale" di assumere piante medicinali, rappresenta a tutt'oggi una forma di somministrazione estremamente valida ed efficace, specie per una preparazione mirata alla correzione della stipsi, per la quale un'abbondante assunzione di liquidi è senz'altro una delle prime misure da adottare.
Le piante principali consigliate in queste situazioni sono Senna o Cassia e Aloe. La loro attività può essere coadiuvata da altre erbe ad azione carminativa come Finocchio, Cumino, Carvi o da altre quali la radice di Tarassaco, la cui attività principale si sviluppa sul fegato.
E’ una sana abitudine di assumere una tisana alla sera per avere una risposta efficace al mattino seguente. A questo proposito è utile ricordare a chi soffre di rallentato transito intestinale, meteorismo e stipsi di fare una buona colazione a casa. La colazione all’italiana, dolce e calda, stimola attraverso lo stomaco un riflesso che genera un forte movimento propulsivo nel colon. E’ il riflesso gastro-colico molto attivo in particolare al mattino. Quindi per l’igiene e il benessere intestinale duraturo per tutto il giorno occorre iniziare da una buona colazione, realizzata con calma, seduti ed avere il tempo per consentite al riflesso gastro- colico di attuarsi!
Occorre solo una mezzora di tempo per partire con l’intesti in ordine.
E quando si sta bene con l’intestino, tutto il giorno passerà meglio con più tranquillità!
La salute e il benessere psico-fisico nasce dall’intestino. Dipende solo dalla nostra volontà e conoscenza!
SCELTA PERSONALIZZATA LASSATIVO
L'uso del lassativo "forte" o "stimolante" dovrebbe invece essere limitato alla somministrazione singola, saltuaria o per pochi giorni consecutivi, per risolvere una condizione acuta di stipsi che si protrae da qualche tempo.
All'impiego dei lassativi è inoltre opportuno associare sempre dei rimedi complementari, mirati alla risoluzione di tutti quei disturbi - complessivamente definibili "digestivi" - frequentemente concomitanti ad un'alterata funzionalità intestinale e che contribuiscono ad aggravare la condizione di stipsi.
Nell'ambito dei lassativi - in base al meccanismo d'azione - si possono identificare tre principali classi di composti
LASSATIVI FORMANTI MASSA
Questi composti aumentano la massa fecale - analogamente a quanto fanno le fibre vegetali assunte con la dieta - sia richiamando acqua nel lume intestinale sia rigonfiandosi ed espandendosi in volume; conseguentemente inducono una stimolazione della peristalsi ed una riduzione del riassorbimento.
Questo gruppo comprende sia gli alimenti ad elevato tenore di fibre dietetiche (p.e. crusca), sia prodotti di natura polissaccaridica - naturali (mucillagini, alginati) o semisintetici (derivati della cellulosa) - a vario contenuto in fibre, insolubili ed idrosolubili. Sono questi ad esempio i semi di Plantago psyllium, l'Ispaghula (Plantago ovata), i semi di Lino, il Glucomannano (polisaccaride estratto dai tuberi di Amorphophallus konjak), l'Agar-agar e l'acido alginico (entrambi ottenuti da alcune alghe marine), le foglie di Malva sylvestris e di Althaea officinalis.
LASSATIVI OSMOTICI
Scarsamente assorbiti dalla mucosa intestinale, durante la loro permanenza nell'intestino agiscono - ai fini del mantenimento dell'equilibrio osmotico - richiamando acqua nel lume intestinale. La massa fecale, idratata, aumenta di volume e la conseguente stimolazione della peristalsi riduce il tempo di transito.
Agiscono con meccanismo di tipo osmotico i sali di Na e di Mg, gli zuccheri, i polialcoli ed alcuni acidi organici. Appartengono a questo gruppo la polpa di Tamarindo (Tamarindus indica L.) - ricca di sostanze zuccherine e di acidi organici - e la Manna, ottenuta dal Fraxinus ornus e contenente la mannite (un alcol esavalente a blanda azione osmotica).
LASSATIVI STIMOLANTI
Hanno un'azione procinetica, aumentano la secrezione intestinale e riducono il iassorbimento.
Fanno parte di questo gruppo i composti antrachinonici - presenti in Senna, Aloe, Cascara, Frangola, Rabarbaro - i derivati difenilmetanici - quali il bisacodile - e il diottilsolfosuccinato (docusato).
A differenza degli altri prodotti, i lassativi antrachinonici agiscono esclusivamente a livello del colon e la loro azione include effetti colagoghi e coleretici - evidenziabili ai bassi dosaggi - che contribuiscono all'azione lassativa.
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
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Ambulatorio Nutrizione Clinica Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70




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