Quando è meglio fare le analisi del sangue?

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QUANDO E’ MEGLIO FARE LE ANALISI DEL SANGUE?
 
A DIGIUNO o DOPO AVER MANGIATO?
 
Il valore del colesterolo varia durante la giornata!
 
Scrivo questo intervento per contribuire ad una riflessione sul valore scientifico da assegnare alle analisi del sangue che ciascuno di noi compie.
Le analisi sono per lo più programmate al mattino dopo circa dieci ore di digiuno. I valori ottenuti sono definiti e accettati per una valutazione clinica , come parametri di riferimento per monitorare patologie varie. Occorre riflettere che i valori di base, ottenuti a digiuno, possono variare in modo vistoso durante la giornata a seguito della alimentazione realizzata. La qualità e la quantità degli alimenti condiziona il metabolismo e il profilo ormonale durante la giornata. Una persona può avere un valore di glicemia “normale”, cioè al di sotto di 100 mg /100ml di sangue, quindi ritenendosi indenne da  ogni rischio endocrino-metabolico per il diabete mellito.
Ma il valore registrato è stato ottenuto a digiuno! Poiché si passa il giorno mangiando, il valore della glicemia sale   dopo ogni pasto. Dove arriva la glicemia durante la giornata e come varia il valore della insulina nella giornata? A questa importante , essenziale domanda si rischia di non dare una risposta fondata. Certo si può eseguire la emoglobina glicata per valutare il profilo del rischio diabete mellito tipo 2. Questa analisi ci informa sull’andamento della glicemia delle ultime otto settimane. Non sempre però viene eseguita!
Cosicchè una persona che ritiene di avere normale il suo valore di glicemia, nella realtà può avere una condizione di pre-diabete mellito tipo 2 senza saperlo.
Anche il valore del colesterolo e dei trigliceridi varia in funzione dell’ora del prelievo. Prelevare il sangue alle ore 7 del mattino può indicare un valore più elevato di colesterolo e trigliceridi rispetto ad un prelievo eseguito, per esempio, alle ore 10.  A questa ora il colesterolo è più basso, come anche i trigliceridi.
La variazione dei valori di colesterolo e trigliceridi varia con il variare delle condizioni metaboliche ed ormonali dell’organismo di ciascuno di noi. Il nostro organismo non rimane nella stessa condizione ormonale e metabolica tutto il giorno, ma si modifica con l’alternarsi del giorno e della notte, nonché con il progredire delle ore della giornata. Al  mattino abbiamo un catabolismo capace di dare energia, sotto il controllo dell’adrenalina, glucocorticoidi, insulina. Nel pomeriggio e poi in nottata predomina l’anabolismo sotto il controllo della noradrenalina, ormone GH, ormoni tiroidei, testosterone. Il colesterolo è prodotto durante la notte per essere prontamente utilizzato per produrre testosterone ed ormoni femminili, per produrre le membrane delle cellule e altre molecole vitali. Il colesterolo più elevato al mattino presto predispone alla giornata. Il valore del colesterolo totale, LDL, HDL ha un ritmo biologico giornaliero: più alto nella prima mattina, poi si abbassa per poi risalire nella tarda serata. L’eventuale terapia contro il colesterolo è programmata sul valore del mattino. Questa scelta può essere discutibile.  
 
 
 
 
La esposizione delle nostre arterie e sistema vascolare varia con il variare del valore del colesterolo durante la giornata, anche se l’aterosclerosi ha anche fattori di rischio diversi dal colesterolo. Ciascuna persona ha la sua personale dose giornaliera di colesterolo, prodotta dal proprio fegato durante la notte. Bloccare la produzione di colesterolo con farmaci può risultare nocivo per una persona (danni muscolari ed epatici, ormonali).  
Consiglio di eseguire, almeno una volta, le analisi del sangue, non a digiuno ma dopo il pranzo a tutti coloro che sono a rischio di diabete mellito tipo 2 e a rischio di patologie cardiache e circolatorie. Molte persone hanno una netta sensazione di fame, oppure mal di testa, stanchezza verso le 17 – 18 del pomeriggio. Questi sintomi sono dovuti a variazioni della glicemia post- prandiale, con incremento della insulina e conseguente caduta della glicemia. Nel nostro cervello esiste un grappolo di cellule nervose, dette ipotalamo(quattro grammi), che non dormono mai. Sono sempre attive per controllare le funzioni vitali del nostro organismo. Resettano di continuo tutto il nostro profilo ormonale e metabolico, anche se noi dormiamo oppure ci divertiamo oppure siamo impegnati in azioni le più diverse. L’ipotalamo ha sempre il controllo delle nostre cellule con lo scopo di mantenere le migliori condizioni biologiche per vivere. Noi abbiamo il libero “arbitrio”, la libertà di pensiero e di azione, ma quando il nostro comportamento è contrario alla vita, l’ipotalamo e tutto il sistema endocrino, metabolico inserisce il “ pilota automatico” ( permettetemi questa parola per far capire il mio pensiero) per correggere i danni causati dal nostro errato atteggiamento. La malattia, la degenerazione funzionale dei vari organi sono l’espressione di scarsa attenzione verso il proprio corpo.
Ho scritto queste righe per riflettere assieme su come la cultura, la organizzazione del lavoro, dei prelievi ematici, della nostra giornata nella vita di relazione possa contrastare la natura del nostro corpo . La cultura varia nei secoli, mentre il nostro corpo è uguale sul piano fisiologico al corpo dei nostri progenitori nati all’età della pietra. Se non conosciamo e rispettiamo i ritmi biologici e ormonali del nostro corpo, siamo candidati alla malattia. La natura vince sempre sulla cultura, quando accetta il rispetto dei ritmi biologici naturali delle nostre celle. Parlatene con il vostro medico di fiducia e attivatevi presso la vostra ASL per eseguire almeno una volta le seguenti analisi dopo il pranzo per la prevenzione del diabete mellito tipo 2 e aterosclerosi, allego un razionale scientifico sul significato delle singole analisi
 
 
 
Pier Luigi Rossi Medico 
Specialista in Scienza della Alimentazione e Medicina Preventiva
segreteria Ambulatorio Roma –Arezzo tel 0575 /40.11.70 
www.pierluigirossi.it
 

CHECK-UP   DIABETE MELLITO ATEROSCLEROSI
(con prelievo post-prandiale)
 
-      Glicemia
-      Emoglobina glicata
-      Insulina
-      Proteina C Reattiva
-      Omocisteina
-      Lipoproteina Lp(a)
-      Trigliceridi
-      Complemento C3
-      Fibrinogeno
-      Colesterolo LDL
 
Razionale scientifico analisi proposte check-up aterosclerosi
 
Propongo le analisi indicate, motivandole con queste riflessioni scientifiche. Invito a parlare con il vostro Medico di famiglia e accettare le sue indicazioni.
Il 50% delle persone colpite da infarto miocardio hanno giusti livelli di colesterolo nel sangue. Questa importante osservazione svela la esistenza di altri fattori di rischio, spesso ignorati. C’è la tendenza a ripetere sempre le stesse analisi del sangue, sottovalutando condizioni che sono prioritarie per la salute dell’intero sistema cardio-vascolare. Il colesterolo elevato non può essere considerata la sola ed unica causa di aterosclerosi e di patologie cardio-vascolari.
Il check-up di questa settimana è finalizzato a fare una diagnosi precoce di aterosclerosi: patologia infiammatoria delle pareti delle arterie. Tutti i vasi sanguigni sono rivestiti nel loro interno da cellule particolari, dette endoteliali.
La loro superficie è di circa 700 metri quadrati. Una superficie davvero imponente, esposta a continue aggressioni di sostanze contenute nel sangue. Ma quali sono queste molecole aggressive? La più moderna ricerca scientifica ha già risposto a questa domanda. 
Per anni abbiamo concentrato la attenzione solo su livelli elevati di colesterolo, ma occorre prendere in considerazione queste altre indagini, che possono essere eseguite in ogni Ospedale e Laboratorio pubblico e privato.
 
La Proteina C Reattiva è una proteina prodotta dal fegato e un suo valore elevato indica che le pareti delle arterie sono colpite da infiammazione e aterosclerosi, anche in presenza di bassi valori di colesterolo. Varie sono le cause di un aumento del valore nel sangue della Proteina C Reattiva, comunque un suo valore elevato esprime un processo di degenerazione sistemica, che può colpire vari organi e apparati.
 
Omocisteina è una molecola più aggressiva dello stesso colesterolo contro le pareti arteriose. Deriva da un aminoacido essenziale introdotto con la alimentazione giornaliera: la metionina. Una alimentazione composta in prevalenza con alimenti di origine animale, carne rossa e bianca, un eccesso di formaggi e latticini, salumi, un eccesso di pasta e prodotti contenenti farina di grano duro causa un apporto elevato di metionina, che viene trasformata all’interno del nostro organismo in omocisteina se manca la giusta dose di vitamina B6, B12 e acido folico. Una carenza di alimenti vegetali freschi, il non mangiare verdura cruda ad ogni pasto, causa un aumento di omocisteina. Il cibo non è solo Calorie, ma occorre conoscere quali molecole nutrienti sono contenute negli alimenti ingeriti ogni giorno. Consiglio di ricercare con una analisi la giusta dose di vitamina B12 nel proprio sangue. Una carenza di vitamina B12 si accompagna ad un aumento di omocisteina. Una carenza di vit. B12 può essere causata da una ridotta introduzione di alimenti contenenti questa vitamina oppure in maniera più frequente può essere causata da un ridotto suo assorbimento intestinale. Quando si ha una gastrite cronica con riduzione della acidità gastrica oppure si assumono farmaci anti-acidi gastrici si procura una riduzione nell’assorbimento di questa vitamina vitale. Gli anti acidi limitano la giusta secrezione del “fattore intrinseco” da parte dello stomaco. Senza questa proteina l’assorbimento della vitamina B12 è compromesso. Una carenza di B12 procura una anemia megaloblastica (basso numero di globuli rossi con aumento del loro volume globulare medio leggibile nell’esame emocromo). 
Una carenza di vit B12 causa anche patologie al sistema nervoso.
 
 
La Lipoproteina, Lp(a), ha un ruolo rilevante nella comparsa e diffusione della aterosclerosi. Numerosi studi hanno dimostrato come livelli elevati di Lp(a) nel sangue siano causa di patologie cardio-vascolari e cerebrovascolari. La ricerca di Lp(a) permette di fare diagnosi di aterosclerosi precoce. Alti livelli di Lp(a) aumentano il rischio di una persona di sviluppare una malattia coronaria e una malattia vascolare cerebrale e può verificarsi anche in persone con un normale profilo lipidico.
Gli alimenti contenenti dosi interessanti di vitamina B3 (niacina), vitamina C possono contribuire ad abbassare valori elevati di Lp(a). La verdura e la frutta sono alimenti ricchi di vitamine e molecole ad azione anti-ossidante, in grado di ostacolare le azioni aggressive di omocisteina e lipoproteina Lp (a): tre porzioni di frutta e due porzioni di verdura cruda al giorno. Ogni giorno!
 
L’insulina è un ormone secreto dal pancreas sotto lo stimolo della dose giornaliera di carboidrati. Un eccesso di alimenti contenenti carboidrati ( pasta, pane, patate, dolci, miele, zucchero…) causano un aumento della glicemia con bruschi rialzi della insulina nel sangue. Inoltre un fegato steatosico e un eccesso di massa grassa corporea causano un aumento di insulina,con insulino resistenza. Condizione questa che porta allo stress ossidativo con formazione di radicali liberi dell’ossigeno, molecole aggressive contro le pareti delle arterie. Lo stress ossidativo delle cellule endoteliali causa infiammazione e degenerazione delle arterie con aterosclerosi.   I diabetici sono malati vasculopatici e sono esposti ad un processo infiammatorio cronico con rapida decadenza funzionale ed estetica. Un eccesso di insulina, di glicemia porta a valori elevati di emoglobina glicata e ad un invecchiamento precoce. Un controllo della dose giornaliera di carboidrati, una sana attività motoria giornaliera, una alimentazione in prevalenza vegetariana tiene sotto controllo la glicemia e il livello di insulina. 
Consiglio di eseguire la ricerca nel sangue di insulina basale, integrata con glicemia e
C-Peptide e applicare ai valori ottenuti l’ indice di insulino-resistenza ( indice H.O.M.A. potete trovare come fare nel check-up glucidico presente in questo sito)
 
Alti livelli della proteina del Complemento C3 rappresentano un potente indicatore di rischio di patologie coronariche. La Proteina C Reattiva e il Complemento C3 sono i maggiori mediatori dell’infiammazione contro le pareti delle arterie. Livelli elevati di C3 sono indicatori positivi per rischio di infarto miocardico.  
 
 Il fibrinogeno è una proteina prodotta dalle stesse cellule e che rivestono l’interno delle
può portare alla formazione di trombi, condizione davvero da evitare!    
 
Il Colesterolo LDL è una parte del colesterolo totale, partecipa alla formazione della placca aterosclerotica con restringimento del diametro delle arterie.
Il suo ruolo, se pur sempre importante, va ridefinito nella responsabilità di causare aterosclerosi accanto ai fattori di rischio sopra indicati. Il colesterolo LDL esposto a stress ossidativi è  la frazione più aterogena del colesterolo.
 
Conclusione
l’aterosclerosi è una malattia infiammatoria delle pareti delle arterie, causata da vari fattori aggressivi e non solo da elevati valori di colesterolo, come si è pensato per tanto, forse troppo tempo! Oggi esistono analisi del sangue in grado di porre diagnosi precoce di aterosclerosi, permettendo interventi nutrizionali e farmacologici in grado di arginare la diffusione di questa grave patologia cardiaca, cerebrale e vascolare sistemica.
 
 
 
 
Razionale scientifico analisi proposte per la prevenzione diabete mellito tipo 2
 
PREVENIRE IL DIABETE MELLITO TIPO II
 Il diabete mellito tipo II è un grave problema di salute pubblica, colpisce ad una età adulta, ma sempre più giovane. Una delle sfide più importanti della medicina moderna è eseguire la diagnosi precoce. Conoscere la tendenza metabolica   di una persona verso questa malattia degenerativa. Uno dei primi segni precursori di un rischio di diabete è la resistenza alla insulina da parte delle cellule muscolari ed epatiche. L’insulina è presente nel sangue, ma non riesce ad esercitare la sua funzione: far entrare il glucosio all’interno delle cellule. Quindi occorre conoscere il livello di insulina a digiuno contenuta nel sangue attraverso un semplice esame eseguibile in ogni ospedale, in ogni laboratorio pubblico e privato.
Il check –up di questa settimana è dedicato all’insulina e alla diagnosi precoce di insulino - resistenza realizzabile attraverso alcuni esami del sangue, riportati nella tabella check – up insulina. La comparsa di insulino - resistenza precede di alcuni anni la comparsa del diabete tipo II. E’ essenziale individuare il più precocemente possibile questa tendenza al diabete da parte di una persona, in particolare in soggetti obesi, in soprapeso con un eccesso di grasso addominale.  Avere una circonferenza vita superiore a 88 cm perla donna e 102 cm per l’uomo è un fattore di rischio di incremento del valore della insulina nel sangue (stato di iperinsulinismo) e della riduzione della efficienza di questo ormone. Inoltre avere un eccesso di insulina nel sangue causa un progressivo accumulo di grasso corporeo con una netta difficoltà nel dimagrire, nel recuperare il giusto peso corporeo. Il grasso addominale è un organo endocrino, produce vari ormoni di importanza vitale. Il grasso addominale non deve essere considerato come un tessuto inerte, che crea solo disagio estetico ! Ridurre la circonferenza della vita è una scelta di medicina preventiva. Un eccesso di grasso addominale genera vari sintomi e segni clinici , definiti come sindrome metabolica. La ricerca scientifica più attuale ha individuato nell’INDICE DI H.O.M.A. (sigla inglese Homeostasis Model Assessment) un valido test per porre diagnosi precoce di insulino-resistenza e quindi conoscere se una persona ha o non ha la tendenza a sviluppare diabete mellito tipo II nel tempo. La resistenza all’insulina è un segno precoce del rischio di diabete e precede di alcuni anni la comparsa accertata del diabete di tipo 2.
L’ Indice di HOMA permette, sulla base della glicemia e dell’insulinemia a digiuno di mettere in evidenza questa resistenza. Così mediante due dosaggi ed una formula matematica di calcolo(riportata al termine di questa nota introduttiva) che mette in rapporto la glicemia ed insulina è possibile individuare in modo tempestivo i soggetti che potrebbero sviluppare un diabete. Questo indice è utilissimo, visto che il numero di diabetici aumenta in maniera inquietante. Inoltre una condizione di insulino – resistenza causa una riduzione di testosterone con tutte le sue azioni ormonali e metaboliche nell’uomo. Il check –up si completa con la ricerca del valore del cortisolo nel sangue, che può risultare aumentato causando una perdita di massa magra muscolare ed un accumulo di grasso addominale, che aggrava ancor più la condizione di insulino – resistenza. Altra analisi di grande significato per la diagnosi di diabete tipo 2 è il valore della emoglobina glicata. Avere un valore superio a 6 significa essere in procinto rapido di cadere oppure essere già colpiti da diabete mellito tipo 2.
Inoltre con un valore elevato di emoglobina glicata la persona tende ad una rapida decadenza fisica ed estetica, ad un processo di invecchiamento precoce per la glicazione delle sue proteine ( unione di glucosio con le proteine, in particolare collagene, che è la proteina più diffusa nel corpo umano e costituente essenziale del tessuto connettivo).
 
 
 
 
 
CALCOLO INDICE INSULINO RESISTENZA H.O.M.A.
H.O.M.A.     Homeostatis Model Assesment
 
Quando nel referto rilasciato dal laboratorio analisi, la glicemia viene espressa millimoli /Litro (mmol/L) applicare questa formula:
 
 
Glicemia a digiuno (mmol/L) x Insulinemia a digiuno (mUI/L)
-------------------------------------------------------------------------------------
22.5
 
esempio di calcolo Indice Insulino Resistenza HOMA
 se i valori nel referto di laboratorio sono:
glicemia a digiuno 7.22 mmol/L
insulinemia a digiuno 30mUI/L
 7.22 x 30
------------- = 9.62 * è presente insulino resistenza, il valore è superiore a 2.5
   22.5
 
Quando nel referto la glicemia viene espressa in milligrammi /dL( mg/100ml) applicare questa formula:
 
Glicemia a digiuno (mg/100ml) x Insulinemia a digiuno (mUI/L)
                                                   405
 
La applicazione delle due formule porta allo stesso risultato
 
VALORI RANGE DI NORMALITA’ : 0.23 – 2.5
 
 
 
 
 
Pier Luigi Rossi Medico 
Specialista in Scienza della Alimentazione e Medicina Preventiva
segreteria Ambulatorio Roma –Arezzo tel 0575 /40.11.70 
www.pierluigirossi.it
 



 
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