Dieta e Metabolismo
Quando una persona adulta raggiunge un suo peso corporeo e lo mantiene per più di un anno, il suo organismo sviluppa nuovi sistemi enzimatici, una nuova rete vascolare capillare, nuovi livelli ormonali. Va incontro a modificazioni muscolari ed ossee necessarie a sostenere quel peso corporeo. Sviluppa un nuovo assetto metabolico per conservare la quantità di grasso accumulato. Raggiunge, cioè, un punto di equilibrio nella sua naturale e vitale dinamica fisiologica, basata sul fat point, sul suo punto di grasso. Il fat point esprime il rapporto tra grasso accumulato e la dinamica individuale metabolica e ormonale. L’organismo “brucia” le Calorie giornaliere introdotte con l’alimentazione in rapporto diretto con l’assetto metabolico e ormonale programmato sulla quantità di grasso già presente ed accumulato. Il metabolismo corporeo basale è inversamente proporzionale alla massa grassa accumulata. Con una consistente massa adiposa il metabolismo basale tende ad abbassarsi e quindi si ha una maggiore capacità di trasformare l’eccesso di Calorie giornaliere in adipe. Il corpo umano, in particolare l’organismo femminile, è stato programmato per vincere la fame ed accumulare energia chimica conservata sottoforma di grasso corporeo. La parola “dieta” è una invenzione culturale. L’organismo risponde alla quantità di cibo ingerito e alla massa di grasso accumulata. Durante la sua evoluzione naturale il corpo umano ha sviluppato meccanismi fisiologici finalizzati ad accumulare grasso durante i periodi di massima disponibilità alimentare per far fronte poi a eventuali periodi di carenza o carestia alimentare. Dinanzi ad ogni restrizione calorica il corpo umano sviluppa sistemi metabolici e ormonali finalizzati alla “protezione” della sua massa grassa depositaria della energia chimica indispensabile per vivere. Questo quadro di accumulo e di difesa del grasso corporeo si è particolarmente sviluppato nella donna a fini procreativi per consentirle di contrarre una gravidanza, per portarla a termine e per il periodo di allattamento del neonato. Nelle antiche culture di ogni popolo della Terra il grasso è bellezza ed è associato alla fertilità e alla procreazione . Ci sono leggi fisiologiche eterne per il corpo umano, valide oggi come 100 mila anni fa ,come per l’uomo e per la donna dei prossimi migliaia di anni. Nell’attuale società occidentale della abbondanza alimentare il dono naturale della evoluzione naturale, cioè accumulare e difendere il proprio grasso corporeo, è diventato un handicap per la salute e per l’estetica. La perdita del controllo e della gestione della personale capacità di accumulare grasso corporeo sta alla base dell’enorme sviluppo dei moderni regimi dietetici, che talvolta sono realizzati senza una adeguata conoscenza della fisiologia naturale del corpo umano.
Riduce il metabolismo corporeo bruciando calorie più lentamente, provocando pigrizia e sonnolenza. Limita il consumo di glicogeno disponibile nel fegato e nei muscoli, causando astenia e irritabiltà. Aumenta l’efficienza dell’apparato digestivo catturando ogni Caloria, producendo più Calorie biodisponibili. Sensibilizza tutti i potenti meccanismi degli occhi, del naso, della bocca e dello stomaco per rispondere alla vista, all’odore, al gusto e al volume del cibo, stimolando un forte appetito inteso come un meccanismo protettivo della integrità morfo-funzionale dell’intero corpo umano. Diete molto rigide sotto le 1.200 calorie giornaliere ,oltre ad essere un grave stress ipocalorico, possono causare anche malnutrizione per carenza di minerali e di vitamine idrosolubili, capaci di condizionare la sensazione dell’appetito. Chi ha fatto una dieta rigida si sarà accorto che dopo un certo tempo la sensazione dell’appetito diventa emergente e spesso esso è diretto verso un determinato cibo. Tutto ciò va riferito alla carenza di specifici minerali e vitamine idrosolubili non introdotte con l’alimentazione. La forte sensazione dell’appetito non è dovuta alla riduzione della quantità di cibo, quanto alla carenza di minerali e vitamine idrosolubili. Tutto ciò è un meccanismo protettivo della integrità morfo-funzionale posseduto da ciascun organismo. Il peso corporeo non è il risultato solo della differenza tra calorie introdotte con il cibo e le Calorie spese per lavoro e per l’attività motoria giornaliera. L’organismo umano è molto più furbo per proteggersi da variazioni alimentari. Quanto più caparbiamente si sta a dieta sotto le 1.200 Calorie giornaliere e tanto più caparbiamente l’organismo protegge il suo fat pint,il suo patrimonio di grasso accumulato.
METODO NATURALE
Un metodo naturale ed efficace su tempi lunghi per perdere peso consiste nel cambiare il sistema di riferimento dell’organismo, cioè creare un nuovo fat point più basso in modo lento e graduale, mai brusco e veloce come invece si ha con diete da stress ipocalorico. Si deve programmare una alimentazione capace di far perdere 300-500 grammi di grasso corporeo alla settimana. Per un nuovo fat point, condizione fisiologica essenziale per raggiungere e mantenere un sano peso corporeo, occorre partire dalla conoscenza del proprio metabolismo corporeo basale(vedi tabella) e non fare alcuna dieta con un numero di Calorie giornaliere inferiore al fabbisogno calorico basale. La lenta, graduale riduzione della massa adiposa farà abbassare il fat point, il punto di grasso, cioè il livello fisiologico su cui l’intero organismo modella tutta la sua dinamica metabolica ed ormonale. Dimagrire vuol dire perdere massa grassa senza intaccare né la massa magra muscolare né il volume totale della acqua corporea. Con il normale ricambio cellulare, l’organismo adatta lentamente i suoi livelli enzimatici, i muscoli, lo scheletro, le ghiandole al nuovo peso ,alla nuova massa adiposa. Una riduzione del cibo senza andare sotto il valore calorico del metabolismo basale non crea una condizione di allarme fisiologico ,come invece succede con diete molto restrittive registrate dall’organismo come carestia alimentare contro la quale fa scattare in modo immediato e automatico tutte le difese metaboliche ed ormonali per proteggere il suo patrimonio adiposo ,di energia chimica.
E’ errato quindi iniziare diete molto restrittive nell’ansia di attuare una rapida perdita di peso. Occorre partire invece con soluzioni graduali. Passare nel giro di un giorno da un regime calorico di 2000 e più Calorie ad una dieta di 1.000 – 1.200 Calorie provoca un tale stress metabolico che non porta alcuna reale soddisfazione nella perdita di peso corporeo. L’eventuale perdita in un giorno di peso avviene a danno della acqua corporea e della massa magra muscolare. Non si perde un chilo di grasso corporeo in un giorno ! Non è possibile fisiologicamente in condizioni di vita ordinaria. Un chilo di grasso corporeo corrisponde a circa 7.000 Calorie, che vanno “bruciate” con un enorme lavoro metabolico. Si può perdere 300-500 grammi di grasso alla settimana.
Questa è l’unica scelta fisiologica per dimagrire, cioè perdere grasso senza compromettere il patrimonio muscolare e l’acqua corporea. Un corpo umano invecchia e degenera quando accumula grasso e perde acqua e muscolo. Accanto alla valutazione dell’apporto calorico giornaliero è essenziale rispettare i livelli di assunzione giornaliera di minerali e di vitamine idrosolubili. Inoltre è necessario concentrare l’attenzione non solo verso le Calorie e le molecole-nutrienti da introdurre ogni giorno con l’alimentazione, ma è indispensabile spostare l’attenzione anche verso la quantità di energia chimica ,Calorie, spese per una sana attività motoria giornaliera(vedi tabella).
La dieta la si fa prima nella testa con la conoscenza e il rispetto del proprio corpo e poi con la bocca, non dimenticando che il cibo non è solo Calorie, ma anche piacere ed emozioni.




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