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La cura dell'Uva

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LA CURA DELLA UVA

La cura dell’uva da fare a settembre e nel tempo della vendemmia è utile per la salute?
Gloria – Salerno

La cura dell’uva era praticata dai greci e dai romani al termine dell’estate. L’uva è il frutto di questo periodo, contiene glucosio e molti nutrienti utili per il metabolismo cellulare come polifenoli, catechine, quercetina, flavonoidi, antocianine. Nomi scientifici difficili, ma di grande utilità per la salute dei nostri organi. In particolare l’uva nera è ricca di resveratrolo. Tutti questi nutrienti sono potenti anti ossidanti, sono efficaci protettori contro l’inquinamento cellulare estivo  di radicali liberi dell’ossigeno. Questi prodotti di scarto delle cellule sono responsabili di gravi danni ai cromosomi, alle cellule, fanno invecchiare prima e sviluppano processi di decadenza estetica e degenerazione funzionale degli organi vitali. I principi nutritivi contenuti nell’uva svolgono una decisa azione contro i radicali liberi dell’ossigeno e quindi proteggono cellule e organi. La cute ottiene un vantaggio netto dalle molecole benefiche contenute nell’uva. La cura dell’uva si chiamava in greco ampeloterapia.
Questa cura va eseguita al termine dell’estate e nel primo autunno perché durante il periodo estivo il corpo umano tende a produrre una dose maggiore di radicali liberi dell’ossigeno. Prima della stagione fredda il’organismo va protetto! In passato lo avevano capito attraverso l’esperienza diretta. Oggi si conosce il motivo scientifico della efficacia della cura dell’uva : blocca l’azione negativa sulla salute delle molecole tossiche prodotte durante l’estate !
La cura dell’uva consiste nel mangiare cinque volte al giorno ogni tre ore 200 grammi di uva nera appena colta, al netto degli scarti.
A pranzo oltre all’uva nera occorre mangiare una cruditè di ortaggi freschi di stagione a piacere senza indicazione di peso, condimento 15 g di olio extra vergine di oliva.
A cena oltre l’uva nera, mangiare un piatto unico di verdura cruda di stagione a piacere contenente in una unica preparazione (dadolata di carne rossa o bianca o tonno al naturale o uova assodate in cubetti, dadini di mozzarella ,,,,,).
La cura dell’uva va associata a terapia idrica con  due bicchieri di acqua al mattino e alla sera e un bicchiere di acqua minerale ogni ora. E’ consigliata acqua minerale con residuo fisso secco superiore a 500 mg /litro e un pH superiore a 6.5 ( controllate etichetta bottiglia). La cura dell’uva non è consigliata a persone con diabete. La cura dell’uva si può eseguire per due giorni, meglio il sabato e domenica. Durante i giorni dell’uva si ha una forte diuresi giornaliera, utile per eliminare ritenzione idrica. I carboidrati vengono forniti dall’uva, le proteine dagli alimenti della cena, i lipidi dall’olio extra vergine di oliva e dai vinaccioli contenuti nei chicchi , ben triturati durante l’assunzione dell’uva nera. I minerali e le vitamine dall’uva, dalla verdura e ortaggi crudi e freschi di stagione. Il fegato va incontro ad una sana fase di               “scarica” di glicogeno e di grassi. Si depura e riattiva  il metabolismo. Con la cura dell’uva il fegato si prepara all’entrata dell’autunno quando la riduzione della durata delle giornate e della intensità della luce solare porterà a mangiare una maggiore dose di carboidrati. La cura dell’uva la si può eseguire per tutte le settimane che si vuole fino a quando è disponibile uva nera fresca e appena colta. Ogni parte di Italia ha propri vitigni di uva nera, Va scelto il vitigno della propria terra.