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Può succedere che seguendo diete ipocaloriche non si perda peso?

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Può succedere che seguendo diete ipocaloriche non si perda peso!
  • Perché?
  • Cosa fare?
 
L’ organismo umano ha una gerarchia ossidativa e si adatta alla dieta ipocalorica.  In condizioni di carenza di ossigeno (ipossia) si bruciano prima i carboidrati e poi i grassi.
L’organismo umano tende a privilegiare l’ossidazione dei carboidrati perché per   ogni grammo di glucosio è richiesto solo un 1 litro di ossigeno; per bruciare 1 grammo di grasso occorrono ben 2 litri di ossigeno. Occorre ,quindi, ingerire una dose precisa di carboidrati , più ridotta rispetto all’inizio della dieta, per consentire alle cellule di utilizzare i grassi di deposito per ottenere energia. La riattivazione metabolica per procedere nel dimagrimento ,nei casi in cui l’organismo ha bloccato la perdita di peso, sta nel contenimento dei carboidrati giornalieri e nell’incremento della dose giornaliera di proteine vegetali e animali. La dose giornaliera di carboidrati può arrivare a 120 grammi per l’uomo e 100 grammi per la donna. Non è consigliabile scendere al disotto di qeueste dosi perchè c’è il rischio di perdere muscolo e non grasso per l’incremento di cortisolo,ormone che utilizza le proteine muscolare per la neoglucogenesi.
La dose maggiore di proteine ( 1,5 – 2 grammi per Kg corporeo sul personale peso forma) genera una spesa energetica supplettiva per la loro digestione,assorbimento e utilizzo da parte dell’ organismo. Questa spesa energetica aggiuntiva , fatta dall’organismo,si chiama “ azione dinamica specifica “ delle proteine. Questa azione alza il metabolismo ,cioè l’organismo “ brucia” più Calorie!  Questo schema nutrionale può essere realizzato per una settimana o 15 giorni,per ritornare poi allo schema alimentare iniziale della dieta fatta prima del blocco di perdita di peso.
Inoltre è necessario introdurre giusti volumi di ossigeno per aiutare i mitocondri delle cellule a ossidare i grassi, con esercizi di ginnastica respiratoria ( profona inspirazione,trattenere respiro,profonda espirazione ) . Per migliorare l’utilizzo dell’ossigeno a livello cellulare occorre fare attività motoria aerobica,così facendo possiamo avere anche un incremento  di uso del 30% dell’ossigeno,rispetto ad una vita sedentaria.  
Infine, in condizione di dieta ipocalorica, l’organismo si adatta all’apporto calorico giornaliero, rallenta il suo metabolismo, la sua funzionalità intestinale, incrementando anche l’assorbimento intestinale e tende a bruciare massa magra anziché massa grassa. Dimagrire vuol dire invece perdere massa grassa senza intaccare la massa magra.
In questa situazione è necessario sottoporsi ad un esame di diagnostica nutrizionale chiamato calorimetria indiretta in grado di misurare l’esatto metabolismo basale.
Questo importantissimo esame consente inoltre di conoscere quale substrato energetico l’organismo sta utilizzando  per il suo metabolismo cellulare : carboidrati o grassi. Questa informazione viene assicurata dalla conoscenza de “ Quoziente Respiratorio” , ottenuto con la calorimentria indiretta ,in grado di misurare l’ ossigeno consumato e l’anidride carbonica prodotta durante l’esame. La conoscenza fisiologica dell’organismo permette di gestire questa delicata fase di un trattamento dietetico, in cui molte persone smettono di fare la dieta intrapesa.