Check Up Tiroide
CHECK-UP TIROIDE
TSH
fT4
fT3
ANTICORPI ANTI –TIROIDE
(anti TG, anti TPO, anti TR)
CALCITONINA
ECOGRAFIA TIROIDEA
TEMPERATURA CORPOREA
(36.2°C – 36.8°C)
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SCHEDA INFORMATIVA
Le malattie tiroidee rappresentano i disturbi endocrini più frequenti. Circa il 50% della popolazione, apparentemente sana, presenta alterazioni micronodulari della tiroide, il 15% presenta un gozzo palpabile, il 10 % presenta alterazioni della funzione tiroidea ed il 5% delle donne presenta iper -o ipo-tiroidismo. Sempre su consiglio e prescrizione del proprio medico di fiducia, è salutare eseguire test di funzionalità tiroidea attraverso analisi del sangue e con esami di diagnostica strumentale ( ecografia tiroidea, scintigrafia). L’analisi più indicativa ed affidabile per la valutazione iniziale di disfunzione tiroidea è rappresentata dal valore del TSH nel sangue. E’ un ormone secreto dalla ipofisi, interviene nella gestione della tiroide.
Un suo valore elevato significa una ridotta funzionalità tiroidea, IPO -TIROIDISMO.
Un suo valore al di sotto del livello definito “normale” significa IPER -TIROIDISMO, cioè la tiroide ha una elevata attività. Altre analisi significative sono : fT4, fT3. Il valore del fT4, fT3 indica la presenza degli ormoni secreti dalla tiroide nel sangue, che vanno correlati con il valore TSH per porre una corretta diagnosi delle varie patologie della tiroide.
ORMONI TIROIDEI
La tiroide secerne il 90% dell’ormone T4 e il 10% dell’ormone T3. Ma è l’ormone T3 a svolgere appieno le funzioni metaboliche all’interno delle cellule. L’ormone T4 viene trasformato in T3 da alcuni enzimi ( deiodasi) ubicati nelle membrane cellulari del fegato, rene, tessuto adiposo, cute, cervello, ipofisi… Varie sono le cause che possono alterare la funzione delle deiodasi nelle membrane cellulari. Una errata alimentazione, l’eccesso di peso corporeo, diete carenti di carboidrati, livelli elevati di insulina nel sangue…causano una riduzione di efficienza di questi enzimi. Una carenza di T3 crea riduzione della termogenesi ( la persona sente freddo), è stanca, insonne, nervosa, aumenta di peso per riduzione del suo metabolismo ossidativo. Una carenza di carboidrati alimentari protratta nel tempo causa una riduzione del valore T3, condizione di effettivo ipotiroidismo indotto da dieta errata. Un T3 basso causa un blocco nella perdita di peso corporeo. Si cade nella sindrome di adattamento metabolico, L’organismo reagisce alla dieta carente di carboidrati bloccando la perdita del peso corporeo. Questa è una esperienza fatta da tante persone che eseguono una dieta basata solo sulla riduzione delle Calorie giornaliere, senza tenere presente una adeguata dose giornaliera di carboidrati, di acidi grassi omega-tre, iodio, selenio e potassio! Il blocco metabolico nella perdita di peso corporeo si ha dopo 15 – 20 giorni dall’inizio di una dieta ipocalorica e fortemente carente di carboidrati ( assenza di pane, pasta, riso, cereali, legumi…), con dose giornaliera inferiore a 100 g di carboidrati. Il blocco metabolico è comunque variabile nel tempo. È soggettivo, ma si verifica per la riduzione di T3. Una persona che non conosce questo processo ormonale fisiologico, concentra la delusione sulla dieta, quando è proprio la dieta ad essere causa di questo blocco. Non esegue analisi, non realizza un attento monitoraggio della funzionalità della tiroide, non valuta i sintomi clinici che precedono il blocco metabolico di perdita di peso. Guarda solo la bilancia! Quando un organismo dimagrisce perdendo solo massa grassa va incontro a profonde modifiche biologiche ed ormonali! La persona decide di smettere di eseguire la dieta, costatando il blocco di peso sulla bilancia. Riprende il peso eliminato in pochi giorni perché ha un metabolismo basso, si trova in una condizione di ipotiroidismo. E’ una esperienza molto diffusa, assai nociva per la salute. Questo è un esempio di come sia limitato e superato il metodo calorico, cioè fare una dieta basata sul semplice calcolo di Calorie giornaliere! Non si mangiano le Calorie, ma le molecole contenute negli alimenti.
IPOTIROIDISMO INDOTTO DA DIETA
BLOCCO METABOLICO
Mangiare una dose ristretta di carboidrati o peggio astenersi dai carboidrati procura chetosi ( acidificazione dei tessuti corporei per formazione di corpi chetonici per carenza di carboidrati), causa una riduzione del T3 e varie altre condizioni patologiche all’interno dell’organismo. Si perde muscolo, si perde peso a spese della massa magra muscolare. Dimagrire invece vuol dire perdere solo massa grassa in eccesso.
Il metodo dieta molecolare si basa sulla conoscenza delle molecole nutrienti contenute negli alimenti ingeriti e del destino metabolico delle stesse molecole introdotte all’interno dell’organismo. Nel metodo dieta molecolare le analisi emato-cliniche e di diagnostica strumentale sono utilizzate per monitorare l’andamento metabolico e le reazioni ormonali
che il singolo organismo ha durante la dieta. Il controllo della alimentazione giornaliera deve sopratutto controllare lo stato clinico della persona che si sottopone ad una dieta.
Prima conoscere il corpo. Poi scegliere il cibo più adatto al proprio organismo.
Il metodo molecolare di alimentazione consapevole ha un approccio preventivo, dinamico al rapporto tra alimentazione e organismo. La qualità molecolare degli alimenti, cioè la loro diversa composizione in molecole nutrienti, condiziona il metabolismo e il profilo ormonale di una persona. Il corpo umano è una mirabile organizzazione vitale di molecole. Il corpo umano è una grande formula chimica, condizionata dal cibo, aria, acqua e cultura.
Si può avere anche la presenza di sintomi di alterata funzionalità tiroidea in presenza di corretti valori del TSH, fT4, fT3.
In questa condizione, più frequente di quanto si possa pensare, non é la tiroide a non funzionare bene, bensì gli enzimi (deiodasi) delle membrane cellulari. E’ presente una condizione di sindrome da stress eutiroideo. Molte e varie sono le cause della alterazione delle membrane cellulari. Le patologie delle membrane cellulari e dei mitocondri ( organuli dove viene prodotta l’energia chimica delle cellule) è di grande attualità nella più recente ricerca scientifica.
Un ruolo primario sulla integrità delle membrane cellulari dei nostri organi viene svolto dalle molecole nutrienti introdotte con la alimentazione giornaliera.
ANTICORPI ANTI – TIROIDE
Altre analisi del sangue da eseguire per un vero check-up funzionale della tiroide sono la ricerca degli autoanticorpi anti–tiroide( denominati anti- TPO, anti-TG, anti-TR).
Sono anticorpi prodotti dallo stesso organismo che aggrediscono la tiroide. Queste analisi possono essere eseguite in ogni Ospedale o Laboratorio Clinico pubblico e privato.
Quindi sono analisi ordinarie eseguibili con facilità da chiunque e ovunque, ma molto significative per la salute e la prevenzione oncologica.
Un valore elevato di anti-TPO si ha in oltre il 95% di persone colpite da malattia tiroidite di Hashimoto, in oltre l’ 85% delle persone con Morbo di Basedow. Un dosaggio di anti-TPO durante il primo trimestre di gravidanza indica un rischio di sviluppo di tiroidite post-partum che, se curata in fase iniziale, eviterà di arrecare disturbi nella donna.
Ogni tipo di anticorpo contro la tiroide indica uno specifico quadro patologico, che il vostro medico di fiducia potrà spiegare.
A chi ha valori elevati di anticorpi positivi contro la propria tiroide, consiglio di eseguire anche la ricerca di intolleranza al glutine.
CALCITONINA
Infine consiglio di eseguire la ricerca della calcitonina. E’ un ormone che interviene nel metabolismo del calcio, è secreta dalla tiroide, quindi un ormone ordinario che ogni giorno circola nel nostro sangue. Valori alterati della calcitonina possono essere interpretati come marcatori di un carcinoma della tiroide. Consiglio di eseguire questa ricerca alle persone che hanno noduli tiroidei clinicamente rilevati per presentazione clinica e con ecografia.
Infine una semplice misurazione della temperatura corporea, ponendo un semplice termometro nel cavo ascellare, al mattino appena svegli senza alzarsi, può dare un giudizio sulla funzionalità della propria tiroide.
Se la temperatura corporea è inferiore a 36.2°C vuol dire che è presente una riduzione della termogenesi ( minore produzione di calore metabolico da parte degli adipociti bruni del tessuto adiposo), che controllata dalla tiroide! Sentire freddo nella seconda parte della notte può essere un segno di una ridotta funzionalità tiroidea.
Ho scritto queste riflessioni per contribuire alla conoscenza del proprio organismo e al fine di evidenziare il profondo rapporto tra una corretta alimentazione, la salute e il benessere psico-fisico indi una persona. Il cibo non è solo Calorie! Il cibo è la migliore medicina naturale per vivere in salute e a lungo. La salute nel piatto! Consiglio di parlare sempre con il vostro medico di fiducia e di attenersi sempre alle sue indicazioni.




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