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Scuola Alimentazione
Sono passati 22 anni dal 1987, anno in cui ho scritto il mio libro “ La salute nel piatto”. Gli argomenti allora scritti sono diventati, di anno in anno, sempre più attuali nella ricerca scientifica–medica e nella divulgazione televisiva e giornalistica. Oggi è diffusa e accettata da tutti la affermazione che la prima prevenzione delle patologie degenerative e neoplastiche la si fa a tavola. La mano che sceglie e porta ogni giorno il cibo dal piatto alla bocca condiziona la qualità e la durata della nostra vita. In questi tempi si assiste ad un profondo e molto rapido cambiamento di pensiero e di azioni verso la salute.
La più moderna ricerca scientifica afferma che le chiavi della salute e della durata della nostra vita dipendono per il 30% dalla genetica ereditata dai nostri genitori, il 20% dal sistema sanitario e il 50% dal nostro stile di vita.
L’organizzazione sanitaria (Ospedali, cliniche, medici, farmaci , diagnostica…) interviene solo per il 20% nella determinazione dello stato di salute di una persona, nonostante i grandissimi costi. La sanità, cioè l’organizzazione delle strutture eroganti i servizi per la salute, ha un costo sempre più massiccio. I costi aumenteranno sempre in modo esponenziale nei prossimi tempi perché oltre ad avere persone sempre più avanti con la età, le nuove generazioni sono più esposte a malattie di coloro che sono nati nel secolo scorso. La vita si allunga grazie alla attuale modello sanitario, ma la qualità della vita diventa sempre più relativa e decadente.
Il 30% per mantenere salute e longevità è data dalla genetica avuta dai nostri genitori.
Il 50% della nostra salute dipende dai nostri comportamenti giornalieri! Cioè siano soprattutto noi a condizionare la salute e la durata della nostra vita.
Sono comparse e si diffondono sempre di più le “ malattie comportamentali” generate da comportamenti aggressivi contro il proprio corpo: cattiva alimentazione, fumo, alcool, stress, grave perdita di muscolo per scarsa attività motoria, droga…inquinamento ambientale. La malattia nasce da una scarsa attenzione verso il proprio corpo. Quindi sta a ciascuno di noi guidare, gestire la propria salute in modo consapevole, senza delegare ad altri ciò che possiamo fare noi con la nostra volontà e conoscenza dei rischi per le malattie.
MEDICINA DELLA CONSAPEVOLEZZA
Con la nostra volontà decidiamo per il 50% dello stato di salute!
Significa essere sani per scelta e realizzare la medicina della consapevolezza, cioè non delegare solo ai farmaci, ai medici, alla diagnostica scientifica ciò che possiamo fare noi in ogni giorno della nostra vita. E’ una rivoluzione di pensiero e di organizzazione sanitaria, di sistema di produzione agro-alimentare, di sistema economico produttivo e di vita giornaliera! Significa uscire dalla cultura della “delega” ad altri della nostra salute e tornare alla riappropriazione totale della responsabilità dello stato di salute soggettiva. Assumere questo punto di relatività di osservazione della nostra salute vuol dire cambiare del tutto la prospettiva con cui si guarda al nostro organismo, significa avere un approccio preventivo, “ecologico” di conoscenza e di rispetto della nostra “casa” anatomica. Applicare la medicina della consapevolezza richiede informazione e conoscenza sulla fisiologia, sulla biochimica e su quanto altro è necessario conoscere sul proprio corpo. Essa fa emergere una domanda scientifica di conoscenza diretta sul funzionamento fisiologico e patologico del nostro corpo. Tutta la divulgazione medica presente nei mass media in questi anni, in televisione, nasce da questa domanda di conoscenza scientifica. Una sana alimentazione svolge un ruolo primario nella moderna coscienza della medicina della consapevolezza. Per questo motivo la nutrizione ha assunto una netta centralità nel condizionare la salute di ciascuno di noi. Sta rapidamente cambiando l’approccio verso l’alimentazione e la produzione agro - alimentare.
Il cibo sulla tavola è uguale per tutti nella sua composizione chimica e nei suoi principi nutritivi. Sulla tavola ! Quando poi la mano prende il cibo e lo porta alla bocca, l’alimento entra all’interno di un singolo organismo, l’uno diverso dall’altro. Il cibo è uguale per tutti sulla tavola, al di fuori del proprio corpo. Ciascuno, invece, ha il suo corpo, con un suo metabolismo, una sua individualità biochimica e ormonale, una sua personalità sensoriale e percezione edonistica del cibo. Prima bisogna conoscere il proprio organismo, il proprio IO BIOLOGICO, facendo precisi check-up che presenterò durante la conferenza.
Poi scegliere il cibo più adatto al proprio corpo, unico e diverso da tutti gli altri.
In questi anni ho sperimentato e realizzato il metodo molecolare di alimentazione consapevole.
SICUREZZA e QUALITA’ ALIMENTARE
Nel mio incarico a Bruxelles svolgo una azione per la difesa della sicurezza e qualità alimentare. La tecnologia e la produzione agro – alimentare intensiva ed estensiva può portare sulla nostra tavola alimenti non adeguati alla funzionalità intestinale e alla salute. Riporto alcuni esempi di inquinamento alimentare giornaliero vissuto da ciascuno di noi :
eccesso di proteine e glutine su pasta alimentare e alimenti composti con farina di grano ( la dose di proteine nella pasta non la fa scuocere, rimane sempre al dente, ma non è salutare per il benessere intestinale)
eccesso di omega-6 negli alimenti di origine animale :carne, pesce, formaggi e latticini, salumi, uova e altri alimenti ( agli animali viene dato stesso mangime a base di granaglie, soia e farina di pesce; questi sono alimenti ricchi di omega-6) l’eccesso di omega-6 causa patologie degenerative membrane cellulari
glicazione delle proteine( unione del glucosio alle proteine) nella pasta, prodotti da forno……causa danni gravi intestino, sistema vascolare (aterosclerosi) e decadenza estetica…. ( sto realizzando ricerca di proteine glicate nella pasta e prodotti di forno con Istituto Superiore di Sanità
eccesso di nitrati e nitriti nei prodotti vegetali coltivati in modo intensivo con uso massiccio di concimi azotati
riduzione acqua libera negli alimenti per favorire la loro conservazione negli scaffali commerciali ( per conservare a lungo un alimento occorre ridurre il suo volume di acqua libera)
uso di integratori a base di metionina, soia, per aumentare la produzione di latte da parte della mucca ( una mucca in vita ordinaria produce circa 10 litri di latte per il suo vitellino; con uso di integratore di metionina e soia arriva a produrre 30 litri di latte al giorno) con aumento di caseina (così i caseifici desiderano per lavorare meglio il caglio!) nei formaggi e derivati, con aumento di omocisteina nel sangue nelle persone che eccedono nel consumo di formaggi; la omocisteina è una molecola più aggressiva
del colesterolo nel determinare aterosclesrosi.
Prof. PIER LUIGI ROSSI
MEDICO
SPECIALISTA SCIENZA DELLA ALIMENTAZIONE
MEDICINA PREVENTIVA
Expert Evaluator – Seventh Framework Programme – European Commission- Bruxelles
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Ambulatorio Nutrizione Clinica Roma - Arezzo
Segreteria Tel. 0575 / 40.11.70