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Tema della Settimana: Sicurezza Alimentare Qualità Molecolare Degli Alimenti Inquinamento Nutrizionale

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QUALITA’ MOLECOLARE DEGLI ALIMENTI

 
INQUINAMENTO NUTRIZIONALE

Un cibo è indicato alla alimentazione umana quando è libero da ogni contaminazione microbiologica e chimica e quando non contiene molecole tossiche e veleni. Così si è sempre e giustamente pensato. Ma oggi non basta più scegliere questi criteri per avere una sana alimentazione. L’attuale alimentazione è caratterizzata da una progressiva riduzione del cibo “naturale” a vantaggio del cibo “artificiale”. Il cibo “naturale” è ogni alimento vegetale, animale, marino ottenuto nel pieno rispetto dei suoi ritmi naturali, senza alcuna sua modificazione genetica.
Occorre avere la conoscenza della qualità molecolare nutritiva di ogni alimento in commercio. La qualità molecolare è data dalla diversa composizione in nutrienti di ogni cibo. Essa varia in rapporto alle tecniche usate nel produrre gli alimenti vegetali e animali.


Il cibo “artificiale” è ottenuto da una coltivazione agraria intensiva, da un allevamento protetto, condizionato da mangimi scelti per ottenere la massima resa in carne o in latte.

Una mela raccolta in un meleto trattato con fitofarmaci non ha più il sapore né l’odore e neppure la composizione in principi nutritivi uguale ad una mela colta in un melo libero in un campo e non sottoposto al trattamento con fitofarmaci. La mela del meleto può risultare indenne da contaminazione microbiologica e chimica, ma è una mela “artificiale” con una composizione nutrizionale, sapore e odore, del tutto diversi dalla mela “naturale”. E’ un alimento con un potere nutrizionale inferiore alla mela naturale, non forzata nella sua coltivazione e maturazione.

Le tecniche moderne di itticoltura producono pesce il cui contenuto in acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 è inferiore a quello rilevabile nel pesce pescato direttamente nei mari e negli oceani.

Il pesce di allevamento contiene inoltre una dose maggiore di grassi totali e di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 rispetto al pesce non di allevamento.

L’attuale agricoltura ha favorito l’impiego di granaglie per l’alimentazione degli animali da allevamento, dando luogo ad incrementi del contenuto di grassi saturi e di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6. Le granaglie sono ricche di acidi grassi omega-6. Un eccesso di questi acidi della serie omega-6 (acido linoleico) può causare effetti tossici sulle cellule e sugli organi vitali.

I vegetali “naturali” contengono quantità di vitamine, carotenoidi, flavonoidi, vitamine superiori alle stesse piante “artificiali” coltivate in serra e con modalità intensive. Le tabelle nutrizionali conosciute possono risultare, quindi, del tutto inattendibili e non veritiere perché la composizione nutrizionale degli alimenti subisce ampie oscillazioni in rapporto alle diverse modalità di coltivazione e di allevamento.

Una mucca produce 15 litri di latte al giorno, quantità “naturale” richiesta per l’allattamento del suo vitellino. Mangimi arricchiti e integrati possono portare la stessa mucca a produrre 30 litri e oltre di latte al giorno. Il latte “artificiale” forzato avrà una composizione nutrizionale diversa dal latte “naturale” portando modifiche nutrizionali anche su tutti i latticini e formaggi derivati.

L’attuale produzione agro-alimentare è finalizzata alla massima quantità, ma l’abbondanza dei generi alimentari non garantisce una nutrizione adeguata. Gli alimenti non apportano solo energia (Calorie). Apportano tutte le molecole nutrizionali di cui il corpo umano è composto. Fermarsi a considerare il cibo solo come Calorie sarebbe un grave errore nel comportamento alimentare. L’attuale produzione agro-alimentare ha portato ad un sostanziale mutamento della qualità dei principi nutritivi contenuti negli alimenti. Questa variazione della qualità dei principi nutritivi contenuti negli alimenti ottenuti da una coltivazione agricola intensiva e da allevamenti protetti con uso di particolari mangimi può portare ad eccessi o a carenze di singoli nutrienti che possono compromettere il buon funzionamento degli organi vitali. Un eccesso di proteine animali può causare il rischio di inquinamento nutrizionale dell’organismo umano da metionina e da molecole azotate. La metionina è un aminoacido essenziale che introdotto in quantità eccessiva nell’organismo può dare origine ad una alta concentrazione di omocisteina, che se non prontamente degradata a cisteina, svolge una azione tossica sulle pareti delle arterie.

L’eccesso di molecole azotate nutrizionali di origine proteica può danneggiare in modo irreversibile la funzionalità renale fino a produrre nel tempo una sclerosi dei glomeruli con insufficienza renale cronica. Un eccesso di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 accompagnato da una parallela riduzione della dose degli acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 inquina il corpo umano e può procurare danni biochimici alle membrane cellulari con conseguenti patologie degenerative degli organi vitali.

La riduzione della dose ingerita ogni giorno di fibra alimentare e di nutrienti ad azione antiossidante di derivazione vegetale è in grado di condizionare l’integrità e il buon funzionamento dell’intestino, nonché esercitare una scarsa azione contro i tossici radicali liberi dell’ossigeno che si formano all’interno delle cellule durante il metabolismo energetico. Le tecniche agricole e di allevamento sono riuscite a modificare la composizione chimica degli organismi animali, marini e vegetali cercando di eliminare o di limitare la presenza di molecole ritenute dannose per l’organismo umano, come il colesterolo e gli acidi grassi saturi.

Queste tecniche prese singolarmente hanno una loro validità. Analizzate nell’insieme della alimentazione hanno però finito per produrre un nuovo inquinamento chimico nutrizionale. L’aumento degli acidi grassi polinsaturi essenziali negli alimenti di origine animale di per sé è stato un traguardo valido per migliorare l’alimentazione umana, riducendo anche la concentrazione di colesterolo negli alimenti. Oggi però la tendenza ad incrementare negli alimenti con tecniche e nuove modalità produttive la presenza degli acidi grassi polinsaturi della serie omega –6 è diventata una seria causa di inquinamento nutrizionale pari o addirittura superiore agli effetti dannosi dati dallo stesso colesterolo. Il corpo umano mostra tutta la sua incapacità ad accogliere, metabolizzare il cibo “artificiale” ottenuto con sistemi di produzione forzati.

Occorre ripartire dalla riscoperta della biochimica e della fisiologia del corpo umano per programmare una moderna e “naturale” produzione agro –alimentare. L’intestino non è più capace di digerire, assorbire tutti gli alimenti che la moderna tecnologia alimentare immette nel mercato!


 

DUE FAMIGLIE DI ACIDI e LE CELLULE


L’attuale alimentazione ha un eccesso di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 e una diminuzione di acidi grassi polinsaturi della serie omega – 3.

Questa condizione nutrizionale è causata da tecniche di produzione agro-alimentare capaci di modificare la naturale composizione qualitativa e quantitativa dei principi nutritivi contenuti negli alimenti. Gli acidi grassi polinsaturi sono nutrienti essenziali. Il corpo umano non può sintetizzarli, ma deve assumerli solo con gli alimenti. Sono molecole essenziali per la costituzione delle cellule, per il buon funzionamento di molteplici azioni metaboliche e ormonali. Controllano la concentrazione di colesterolo nel sangue. Esistono due famiglie di acidi grassi polinsaturi, chiamate serie omega-6 e serie omega-3 in base ad alcune loro caratteristiche chimiche.

Il capo famiglia della serie omega–6 è l’acido linoleico contenuto nei vegetali e in alimenti di origine animale. Il capo famiglia della serie omega-3 è l’acido linolenico contenuto prevalentemente negli alimenti vegetali e nel pesce.

In una sana e naturale alimentazione il rapporto tra le due famiglie di acidi grassi polinsaturi dovrebbe essere attorno a 5:1 a favore della serie omega-6. Cioè è salutare ingerire 1 molecola di acido polinsaturo della serie omega-3 ogni 5 molecole della serie omega-6.

Invece l’attuale alimentazione data da cibo “artificiale” forzato nella produzione quantitativa con tecniche agro-alimentari intensive, da allevamenti realizzati con mangimi apporta in media per la popolazione italiana per una molecola di acidi polinsaturi della serie omega –3 ben 13 molecole di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6. Per secoli si è avuta una alimentazione equilibrata tra le due famiglie di acidi grassi polinsaturi, in particolare nel meridione d’Italia. Oggi non più.

Il livello raccomandato di acidi grassi polinsaturi da assumere ogni giorno con l’alimentazione è attorno a 3-4 grammi. Il livello giornaliero di acidi grassi polinsaturi ingerito tende invece ad un valore doppio del livello raccomandato. L’attuale disponibilità alimentare modificata dalla tecnologia ha trasformato le due famiglie di acidi grassi polinsaturi da principi nutritivi essenziali in fattori capaci generare tossicità e aggressività contro le membrane cellullari a causa dell’eccessiva ingestione giornaliera di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 e della parallela riduzione degli acidi grassi polinsaturi della serie omega-3.

EFFETTI DEGENERATIVI


Una eccessiva assunzione di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 (dose superiore a 6 grammi al giorno) può provocare danni nell’organismo umano di tipo metabolico e funzionale: aggressività ossidativa contro le membrane cellulari con conseguenti patologie degenerative negli organi vitali cuore, fegato, cervello, rene, polmone …, aumentata velocità di sanguinamento, alterazione della funzione protettiva immunitaria, modifica della permeabilità dei villi intestinali con conseguente tendenza a patologie allergiche e alterazione nell’assorbimento nutrizionale intestinale. L’eccesso alimentare giornaliero, continuato nel tempo degli acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 è in grado di condizionare la struttura delle membrane cellulari modificando la composizione dei fosfolipidi in esse contenuti, causando patologie degenerative in vari apparati del corpo umano. Le cellule del fegato (epatociti) sono particolarmente esposte e dipendenti dalle modifiche alimentari della quantità giornaliera degli acidi grassi polinsaturi della serie omega-6.

L’indicazione per una sana e naturale alimentazione è di abbassare l’attuale rapporto tra le quantità delle due famiglie di acidi grassi polinsaturi ingeriti ogni giorno scegliendo alimenti prodotti in modo naturale e non forzato ”artificiale” con un contenuto “naturale” di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6, scegliendo alimenti di origine vegetale e marina con un buon contenuto di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3. E’ salutare riportare il rapporto tra le due famiglie verso il valore di 5 molecole della serie omega-6 ingerite per una molecola della serie omega-3 con una alimentazione naturale senza necessariamente ricorrere all’uso di integratori alimentari.


CAOS INTESTINALE

L’intestino è l’organo più affaticato e compromesso dalla attuale alimentazione. La differenza più significativa tra l’alimentazione attuale e il regime alimentare di alcuni decenni fa sta nell’eccesso quotidiano di quantità di cibo ingerita, nell’eccesso di proteine e di grassi saturi assunti, in un netto incremento della quantità giornaliera di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 (acido linoleico e derivati), in una riduzione degli acidi grassi polinsaturi della serie omega –3 e in una vistosa carenza di fibra alimentare e di alimenti liquidi(acqua, minestre, zuppe…).

Questa cornice alimentare è in grado di influenzare la flora batterica intestinale creando condizioni favorenti la riduzione dei lattobacilli con lo sviluppo di flora batterica putrefattiva e anaerobica, aggressiva contro la parete intestinale. Un eccesso alimentare di acidi grassi polinsaturi può causare una alterazione della struttura dei villi intestinali procurando una aumento di permeabilità intestinale a molecole presenti all’interno del tubo intestinale, che in condizioni di normalità non passerebbero la barriera intestinale. Cosicchè molecole proteiche non completamente digerite a singoli aminoacidi in presenza di una aumentata permeabilità dei villi intestinali possono superare la barriera intestinale e il fegato e diffondersi attraverso il sangue in tutto l’organismo esercitando azioni patogene e reazioni immunitarie, allergiche in quando percepite dall’organismo come antigeni. Un eccesso di proteine per lo più di origine animale associato ad una robusta dose di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6, come succede nella ordinaria alimentazione attuale, costituisce quindi una miscela nutrizionale inquinante e aggressiva in grado di generare quadri di allergie alimentari diffuse e patologie immunitarie . Non si è “allergici” ad un cibo, ma a molecole nutritive costituenti il cibo stesso che riescono a superare la parete intestinale per una variazione della sua permeabilità per diffondersi in tutto l’organismo umano. Ridurre la quantità di alimenti di origine animale, ridurre l’apporto giornaliero di proteine, di acidi grassi saturi e polinsaturi della serie omega-6, incrementare alimenti di origine vegetale freschi, bere almeno dieci bicchieri di acqua al giorno con un alto residuo fisso secco ( superiore a 500 mg litro), fare uso di yoghurt e di alimenti latto-fermentati sono scelte di alimentazione quotidiana protettiva della integrità dell’intestino e di prevenzione delle numerose allergie alimentari sistemiche oggi così diffuse ad ogni età.



STRUTTURE E FUNZIONI CELLULARI E DI ORGANO
 

MODIFICATI E CONDIZIONABILI DALLA ATTUALE ALIMENTAZIONE



a livello subcellulare………………………………enzimi mitocondriali, trasporto ioni;


crescita cellulare…………………………………… neoplasie


risposta immunitaria……………………………… epatite cronica attiva, eczema

atopico, malnutrizione;


cervello……………………………………………… sclerosi multilpa, neurotrasmettitori


cuore……………………………………………… eiezione ventricolare, aritmie, danno

ischemico;


rene………………………………………………… filtrazione glomerulare;


cellule ematiche…………………………………… aggregazione piastrinica, funzione

fagocitaria, configurazione degli

eritrociti.


(spiegazione della tabella)

La struttura e le funzioni delle membrane cellulari possono subire profonde modificazioni da una dieta non appropriata. La qualità dei lipidi alimentari, più della loro quantità, influenza la composizione biochimica delle membrane. In particolare sono gli acidi grassi dei lipidi alimentari, con la loro diversa conformazione chimica a determinare la “fluidità” e a mantenere costanti o a variare i caratteri chimico-fisici delle cellule. Una membrana cellulare “modificata” sotto l’influenza degli acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 porta ad un danno degenerativo di un organo e di un apparato con evidenti sintomi e segni patologici riscontrabili a livello dell’intero organismo. Il corpo umano è una grande formula chimica dipendente dalla quantità e qualità dei principi nutritivi introdotti con l’alimentazione giornaliera. Una “ferita” biochimica procurata da una dieta non appropriata sulle membrane cellulari di un organo si manifesta sul piano clinico con una precisa patologia ,la cui guarigione può essere raggiunta solo con la rimozione dell’errore nutrizionale.



elenco alimenti con un rapporto tra la quantità di acido linoleico (omega-6) / acido

alfa-linolenico (omega-3) superiore a 5:1)

-OLIO DI VINACCIOLO…………………….233

-OLIO DI GIRASOLE………………………..151

-MAIALE bistecca…………………………….145

-OLIO DI SESAMO…………………………..139

-OLIO DI MAIS……………………………….93

-FARINA DI MAIS…………………………… 69

-WURSTEL…………………………………….50

-NOCCIOLE SECCHE…………………………46

-TONNO SOTT’OLIO………………………….40

-MARZAPANE…………………………………37

-MANDORLE SECCHE………………………..35

-TUORLO D’UOVO……………………………34

-ARACHIDI TOSTATE……………………….. 30

-OLIO DI ARACHIDI………………………… 28

- UOVA DI GALLINA INTERO……………….27

-CECI……………………………………………25

-CIOCCOLATO AL LATTE CON NOCCIOLE 24

-POLLO FEGATO………………………………23

-MORTADELLA………………………………..21

-SALAME NAPOLI……………………………..21

-SALAME CACCIATORE……………………...20

-SPECK………………………………………….20

-FRUMENTO TENERO………………………...19

-SEMOLA………………………………………..19
-SPIGOLA……………………………………….19

-FARINA DI FRUMENTO TIPO 0……………..18

-MUESLI………………………………………...18

-RISO BRILLATO………………………………17

-TACCHINO…………………………………….17

-SALAME FABRIANO…………………………17

-CIOCCOLATO FONDENTE…………………..17

-ZAMPONE PRECOTTO……………………….16

-MARGARINA………………………………….16
-AVOCADO……………………………………..15

-COTECHINO PRECOTTO…………………….15

-OLIVE VERDI IN SALAMOIA……………….15

-COPPA………………………………………….14

-PANCETTA MAGRA………………………….14

-SALAME BRIANZA…………………………...14

-CRUSCA DI GRANO………………………….14

-BOVINO FEGATO…………………………….13

-PASTA DI SEMOLA…………………………..13

-FRUMENTO DURO…………………………...12

-PROSCIUTTO COTTO………………………..12

-ORATA…………………………………………11

-CIOCCOLATO AL LATTE……………………11

-POLLO INTERO……………………………….11

-PROSCIUTTO CRUDO………………………..10

-ORZO PERLATO………………………………10

-OLIO DI GERME DI GRANO…………………10

-STRUTTO……………………………………….9

-LARDO………………………………………….9

-CAVALLO CARNE MAGRA………………….8

-GERME DI GRANO……………………………8

-MAIONESE……………………………………..8

-OLIO DI OLIVA………………………………..7

-FARINA DI SOIA………………………………7

-AVENA…………………………………………6




 

Elenco alimenti con un sano rapporto

 

tra la quantità di acido linoleico(omega-6)/

 

Acido alfa-linolenico(omega-3) pari o inferiore a 5:1

-SARDINE FRESCHE……………………………0.4

-SALMONE AFFUMICATO…………………….0.6

-MORMORA……………………………………..0.7

-FORMAGGIO MOLLE DA TAVOLA…………0.8

-PARMIGIANO…………………………………..0.9

-RICOTTA DI PECORA…………………………0.9

-FAGIOLI…………………………………………0.9
-AGNELLO……………………………………….1
-ACCIUGA………………………………………..1
-ARINGA………………………………………….1
-COZZA……………………………………………1
-SARAGO…………………………………………1
-SGOMBRO……………………………………….1
-SOGLIOLA……………………………………….1

-YOGURT ALLA FRUTTA………………………1

-FONTINA…………………………………………1

-LATTE INTERO………………………………….1

-BOVINO VITELLO………………………………2

-BRESAOLA……………………………………….2

-ANGUILLA DI MARE……………………………2

-GAMBERI…………………………………………2
-PAGELLO………………………………………..2

-SALMONE FRESCO…………………………….2

-SARDA IN SALAMOIA…………………………2

-TONNO FRESCO………………………………..2

-LATTE DI CAPRA………………………………2

-LATTE PARZIALMENTE SCREMATO……….2

-YOGURT INTERO………………………………2

-GORGONZOLA………………………………….2
-PROVOLONE…………………………………….2
-BURRO……………………………………………2

-RICOTTA DI VACCA……………………………2

-LENTICCHIE……………………………………..3
-STORIONE………………………………………..3
-GROVIERA……………………………………….3
-TROTA……………………………………………4

-YOGURT PARZIALMENTE SCREMATO……..4

-GRANA……………………………………………4
-MAIS………………………………………………5

-NOCI SECCHE……………………………………5

-BOVINO ADULTO……………………………….5

-SALAME MILANO……………………………….5

-OCCHIATA………………………………………..5


Prof. PIER LUIGI ROSSI

Medico Specialista in Scienza della Alimentazione

Medico Specialista in Medicina Preventiva





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