Tema della settimana: 25 Novembre – 2 Dicembre 2007 "Inquinamento Nutrizionale"

Categoria: Tema della Settimana
 

Tema della settimana: 25 Novembre – 2 Dicembre 2007
 

La statistica giornaliera sta dimostrando : chi accede alle pagine del sito ,oltre a ricercare la dieta molecolare della settimana, decide di leggere il “ tema della settimana” e altre pagine di informazione. Ho piacere di questo comportamento. Significa che stiamo creando una relazione, un modo di sentire comune che non si ferma a considerare il cibo solo come una somma di Calorie!
Questa settimana ho scritto sull’inquinamento nutrizionale dato dagli alimenti ottenuti con allevamenti intensivi e con coltivazione forzata alla massima resa.
In particolare evidenzio come l’attuale alimentazione sia troppo ricca di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6. Un eccesso giornaliero di questi acidi grassi insaturi omega -6 è tossico per le nostre cellule,si hanno danni nelle membrane cellulari con processi degenerativi della vita biochimica, ormonale delle cellule. In passato questi acidi grassi omega-6 erano e sono ancora presentati come benefici per ostacolare valori elevati di colesterolo. Se si supera la dose di 6 grammi al giorno di questi acidi omega-6 si produce un danno alle cellule umane. La dose di omega-6 va rapportata alla dose di acidi grassi polinsaturi omega-3,che invece nella attuale alimentazione si sono in progressione ridotti. Il rapporto tra omega-6 e omega-tre dovrebbe essere di 5 molecole di omega-6 e 1 molecola di omega-3.
In Italia, patria della dieta mediterranra, questo rapporto è arrivato a 15 molecole di omega-6 e 1 molecola di omega-3!
E’ un rapporto decisamente aggressivo contro le cellule e causa di gravi processi degenerativi. Si tenta di arginare questo squilibrio nutrizionale immettendo in commercio prodotti comtenenti omega-3,per migliorare il rapporto. non è questa la strada seria perchè gli omega-6 in eccesso rimangono. La strada giusta e responsabile è di ridurre gli omega-6 negli alimenti, modificando tecnice di coltivazione vegetale e di allevamento intensivo degli animali.
Ho inserito nella pagina “ Alimentazione News” alcune informazioni sul rapporto tra grassi polinsaturi omega-6 ed omega-tre, con relative tabelle.
 
Informo che Sabato 1 Dicembre si svolgerà ad Arezzo, mia città, il corso di Scuola di Alimentazione Consapevole, il numero degli iscritti è chiuso,ma svolgerò altro corso nel mese di gennaio 2008.

Un caro saluto a tutti coloro che condividono queste mia idee.
Pier Luigi Rossi
Medico
 
 
 
                INQUINAMENTO NUTRIZIONALE
 
 
 
Un cibo è indicato alla alimentazione umana quando è libero da ogni contaminazione microbiologica e chimica e quando non contiene molecole tossiche e veleni. Così si è sempre e giustamente pensato. Ma oggi non basta più scegliere questi criteri per avere una sana alimentazione.
L’attuale alimentazione è caratterizzata da una progressiva riduzione del cibo “naturale” a vantaggio del cibo “artificiale” .
Il cibo “naturale” è ogni alimento vegetale, animale, marino ottenuto nel pieno rispetto dei suoi ritmi naturali, senza alcuna sua modificazione genetica.
Il cibo “artificiale” è ottenuto da una coltivazione agraria intensiva, da un allevamento protetto, condizionato da mangimi scelti per ottenere la massima resa in carne o in latte.
Una mela raccolta in un meleto trattato con fitofarmaci non ha più il sapore né l’odore e neppure la composizione in principi nutritivi uguale ad una mela colta in un melo libero in un campo e non sottoposto al trattamento con fitofarmaci. La mela del meleto può risultare indenne da contaminazione microbiologica e chimica, ma è una mela “artificiale” con una composizione nutrizionale, sapore e odore, del tutto diversi dalla mela “naturale”. E’ un alimento con un potere nutrizionale inferiore alla mela naturale, non forzata nella sua coltivazione e maturazione.
Le tecniche moderne di itticoltura producono pesce il cui contenuto in acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 è inferiore a quello rilevabile nel pesce pescato direttamente nei mari e negli oceani.
Il pesce di allevamento contiene inoltre una dose maggiore di grassi totali e di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 rispetto al pesce non di allevamento.
L’attuale agricoltura ha favorito l’impiego di granaglie per l’alimentazione degli animali da allevamento, dando luogo ad incrementi del contenuto di grassi saturi e di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6. Le granaglie sono ricche di acidi grassi omega-6. Un eccesso di questi acidi della serie omega-6 (acido linoleico) può causare effetti tossici sulle cellule e sugli organi vitali.
I vegetali “naturali” contengono quantità di vitamine, carotenoidi, flavonoidi, vitamine superiori alle stesse piante “artificiali” coltivate in serra e con modalità intensive. Le tabelle nutrizionali conosciute possono risultare, quindi, del tutto inattendibili e non veritiere perché la composizione nutrizionale degli alimenti subisce ampie oscillazioni in rapporto alle diverse modalità di coltivazione e di allevamento.
Una mucca produce 15 litri di latte al giorno, quantità “naturale” richiesta per l’allattamento del suo vitellino. Mangimi arricchiti con farine proteiche possono portare la stessa mucca a produrre 30 litri e oltre di latte al giorno. Il latte “artificiale” forzato avrà una composizione nutrizionale diversa dal latte “naturale” portando modifiche nutrizionali anche su tutti i latticini e formaggi derivati.. L’attuale produzione agro-alimentare è finalizzata alla massima quantità, ma l’abbondanza dei generi alimentari non garantisce una nutrizione adeguata.
Gli alimenti non apportano solo energia (Calorie).Apportano tutte le molecole nutrizionali di cui il corpo umano è composto. Fermarsi a considerare il cibo solo come Calorie sarebbe un grave errore nel comportamento alimentare. L’attuale produzione agro-alimentare ha portato ad un sostanziale mutamento della qualità dei principi nutritivi contenuti negli alimenti. Questa variazione della qualità dei principi nutritivi contenuti negli alimenti ottenuti da una coltivazione agricola intensiva e da allevamenti protetti con uso di particolari mangimi può portare ad eccessi o a carenze di singoli nutrienti che possono compromettere il buon funzionamento degli organi vitali. Un eccesso di proteine animali può causare il rischio di inquinamento nutrizionale dell’organismo umano da metionina e da molecole azotate. La metionina è un aminoacido essenziale che introdotto in quantità eccessiva nell’organismo può dare origine ad una alta concentrazione di omocisteina, che se non prontamente degradata a cisteina, svolge una azione tossica sulle pareti delle arterie. L’eccesso di molecole azotate nutrizionali di origine proteica può danneggiare in modo irreversibile la funzionalità renale fino a produrre nel tempo una sclerosi dei glomeruli con insufficienza renale cronica. Un eccesso di acidi grassi polinsaturi della serie omega-6 accompagnato da una parallela riduzione della dose degli acidi grassi polinsaturi della serie omega-3 inquina il corpo umano e può procurare danni biochimici delle membrane cellulari con conseguenti patologie degenerative degli organi vitali.
 La riduzione della dose ingerita ogni giorno di fibra alimentare e di nutrienti ad azione antiossidante di derivazione vegetale è in grado di condizionare l’integrità e il buon funzionamento dell’intestino, nonché esercitare una scarsa azione contro i tossici radicali liberi dell’ossigeno che si formano all’interno delle cellule durante il metabolismo energetico. Le tecniche agricole e di allevamento sono riuscite a modificare la composizione chimica degli organismi animali ,marini e vegetali cercando di eliminare o di limitare la presenza di molecole ritenute dannose per l’organismo umano, come il colesterolo e gli acidi grassi saturi. Queste tecniche prese singolarmente hanno una loro validità. Analizzate nell’insieme della alimentazione hanno però finito per produrre un nuovo inquinamento chimico nutrizionale. L’aumento degli acidi grassi polinsaturi essenziali negli alimenti di origine animale di per sé è stato un traguardo valido per migliorare l’alimentazione umana, riducendo anche la concentrazione di colesterolo negli alimenti Oggi però la tendenza ad incrementare negli alimenti con tecniche e nuove modalità produttive la presenza degli acidi grassi polinsaturi della serie omega –6 è diventata una seria causa di inquinamento nutrizionale pari o addirittura superiore agli effetti dannosi dati dallo stesso colesterolo. Il corpo umano mostra tutta la sua incapacità ad accogliere, metabolizzare il cibo “artificiale” ottenuto con sistemi di produzione forzata. Occorre ripartire dalla riscoperta della biochimica e della fisiologia del corpo umano per programmare una moderna e “naturale” produzione agro-alimentare.
 
PIER LUIGI ROSSI
Medico Specialista Scienza della Alimentazione Ospedale San Donato Arezzo
info@pierluigirossi.it